Governo a sua insaputa

Cultura
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Il giallo delle statue coperte. Franceschini: “Non sapevamo”

La paradossale scelta di coprire le statue “per non offendere la sensibilità del presidente  Hassan Rohani in Campidoglio” (chissà se poi si sarebbe veramente offeso) sta diventando un caso mondiale che imbarazza il governo italiano.
Il Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini  ha dichiarato oggi: “Né io né Renzi sapevamo nulla“. E d’altra parte l’irritazione del premier italiano era già filtrata.

Una toppa che sembra peggiore del buco. Una giustificazione che lascia interdetti, e ovviamente non può servire a chiudere la vicenda.

Le dichiarazioni appaiano anche più incongrue se ascoltiamo le parole dello stesso Rohani, che sull’argomento ha detto: “E’ una questione giornalistica. Non ci sono stati contatti a questo proposito. Posso dire solo che gli italiani sono molto ospitali, cercano di fare di tutto per mettere a proprio agio gli ospiti, e li ringrazio per questo”.

Ora, se né Franceschini, né Renzi e nemmeno Rohani hanno chiesto di coprire le statue, e quindi un pezzo della nostra cultura, rimane un amletico dubbio: chi si è preso la responsabilità di prendere una così delicata decisione? Davvero non ci si è resi conto che quel gesto avrebbe avuto un peso politico?

Dicono che è tutta colpa del “cerimoniale” di palazzo Chigi. Forse bisognerebbe definire meglio i limiti della sua autonomia: chi decide cosa è “ospitalità” e cosa non lo è? In ogni caso sarebbe meglio che il governo Renzi non entrasse nel circolo vizioso delle azioni “ a sua insaputa”, abbiamo già dato.

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