Gop, il partito con la pistola: da Donald Trump a Ted Cruz

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epa04911556 US presidential candidate Donald Trump arrives for a press conference where he discussed a pledge he signed to stay in the Republican party even if he is not the party's nominee in the lobby of Trump Tower in New York, New York, USA, 03 September 2015.  EPA/JUSTIN LANE

Ben 15 possibili candidati alla Casa Bianca sono in possesso di una licenza per almeno un’arma da fuoco

In un paese in cui ogni due settimane si riapre il dibattito sul possesso di armi a causa di una sparatoria finita nel sangue, ci si aspetterebbe che il dibattito su di un tema tanto delicato progredisca verso una soluzione degna di un paese moderno come gli Stati Uniti. Eppure, ogni volta che la cronaca costringe la classe politica a prendere una decisione, il dibattito si fa talmente aspro e inconsistente che alla fine non succede nulla. Tutto rimane come prima. Fino al prossimo caso Virginia o al più celebre e drammatico massacro della Columbine.

Le motivazioni dell’impasse sono tante. Una di queste è però sotto gli occhi di tutti: i fan della pistola sono tanti, troppi. Soprattutto nei luoghi dove si decide. L’esempio più lampante arriva dal Grand Old Party dove, almeno a quanto scrive il Telegraph in una ricerca piuttosto dettagliata, i possibili candidati alla Casa bianca sono armati fino ai denti. Ben 15 degli attuali 17 contendenti sono in possesso di una licenza per almeno un’arma da fuoco. A cominciare da Donald Trump, l’eclettico miliardario che pur vivendo in uno stato come quello di New York, dove avere un’arma è più difficile che altrove, ha una licenza per una pistola. Sobrio, solo una. Lo stesso si può dire per il senatore della Florida, Marco Rubio, e il governatore del Winsconsin, Rand Paul, entrambi possessori di almeno un’arma.
Diverso il discorso per il senatore del Texas, Ted Cruz. Lui ha preferito dotarsi di due armi. Una per il “tempo libero”, la Beretta Silver Pigeon per la caccia, e una per la difesa personale. Per quella, si è accontentato di una 357 Magnum. Insomma, una specie di “simpatizzante” della rivoltella. Niente di più. Mica come il senatore del South Caroline, Lindsey Graham. Lui si che può vantare un vero arsenale con una dozzina di armi da fuoco, fra cui un fucile d’assalto AR-15 e un Browning Sweet-16, un dono del padre ai tempi in cui era un teenager. Tale padre, tale figlio direte voi. E infatti sarà una tradizione delle famiglie del Gop se anche Mike Huckabee dichiara di aver avuto un fucile tutto suo alla tenera età di 9 anni.

Insomma, gli elettori conservatori possono stare tranquilli se volevano qualcuno che potesse ricordare la “cacciatrice” dell’Alaska, Sarah Palin. Meno sereni invece gli altri cittadini americani che da anni proseguono la loro battaglia contro le armi. Fino a quando un nuovo massacro non riaprirà il dibattito.

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