Gollum a Cinque Stelle

M5S
image

Le due anime del M5S si confrontano continuamente, come nel protagonista de “Il Signore degli Anelli”, ma il tesssoro è un altro…

Gli occhioni sgranati in difesa del tessssoro. E un dialogo sempre acceso nella testa tra due anime difficili da conciliare. Pensi a Gollum e ti viene in mente il M5S, sempre pronto a non perdere i suoi click nel blog, sempre ambiguo su temi come unioni civili e immigrazione, riduzione dei costi e votazioni, abitare la politica o crogiolarsi con un “vaffa”.

E così succede anche in uno stesso giorno: il grillismo in giacca e cravatta di Luigi Di Maio, con quell’aria che avevamo definito da venditore Tecnocasa da un lato, dall’altro il comico fondatore del movimento che retwitta i cinguettii beceri diretti all’ex governatore della Puglia Vendola. Li metti insieme ed è come mescolare acqua e olio: ognuno galleggia per conto suo.

Allora viene spontaneo domandarsi, quanto ci sia di casuale in quest’eterno filo del rasoio su cui fanno gli equilibristi i parlamentari pentastellati che, ogni volta, promettono di voler cambiare le cose ma poi rimettono in scena sempre la stessa parte imparata a memoria, come successo durante la discussione per la riforma del Senato.  

Ed è una costante, se ci fate caso, questo doppio binario in cui fanno viaggiare antipolitica, rapporti parlamentari e qualche insulto che nel ricettario di Grillo&Casaleggio non fa mai male. Allora, assistiamo alla bagarre contro Grasso sempre sulla riforma costituzionale o alla capacità di accusare il Pd di voler posticipare le unioni civili come ci aveva spiegato bene Monica Cirinnà, quando invece sono stati proprio loro a puntare tutto sull’ostruzionismo.

Poi, come cannonate sparate nel web, arrivano quei retweet, e tutto appare chiaro. Ti sembra di immaginartelo quel dialogo tra Sméagole e Gollum che non riescono a mettersi d’accordo. Poi alla fine, l’anima di Gollum prende il sopravento e la giacca e cravatta può anche andare al macero.

Le contraddizioni non esplodono solo nell’aula parlamentare ma anche nei territori. Questa settimana vi abbiamo raccontato di Pomezia, e di Livorno e seppure registriamo in entrambi i casi il tentativo di spiegare come sono andate le cose, sia nel caso del sindaco Fabio Fucci, sia nel caso di Filippo Nogarin ci sembra che il problema stia tutto lì: nella difficoltà di conciliare anime diverse e di trovare quella trasparenza di presentarsi per ciò che si è.

Se poi il tesssoro è solo un click sul blog o un like su facebook, sarà impossibile trovare il sistema di far tacere Gollum per fare più spazio al volto umano del movimento.

 

Vedi anche

Altri articoli