Golden Globe, le migliori serie tv si sfidano a Los Angeles

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Cable e streaming minacciano ancora i grandi network: da loro le proposte più originali e innovative

Meno ingessati della cerimonia degli Oscar, i Golden Globe riescono comunque ad anticipare molte delle scelte dell’Academy, a individuare opere che probabilmente lasceranno il segno e a fare tendenza a volte anche con scelte coraggiose e originali. E anche se gli Emmy restano il più importante premio televisivo a livello internazionale, i Golden Globe, che verranno assegnati domani a Los Angeles e trasmessi in diretta in Italia su Sky Atlantic a partire dall’1 di notte, sono ormai senza dubbio un punto di riferimento per le serie tv e un appuntamento importante anche per chi dal resto del mondo decide cosa mandare in onda nelle televisioni locali. E non è un caso che le serie tv scelte quest’anno provengano principalmente non dalle reti tradizionali ma dalle più nuove e moderne piattaforme Hulu, Amazon e Netflix. Un messaggio che anche l’Italia dovrebbe imparare a cogliere visto che tra le serie tv nominate dalla Hollywood Foreign Press Association sono ancora troppo poche quelle trasmesse nel nostro Paese con ritardi ormai poco giustificabili e spesso punitivi per le reti stesse.

I giganti come Fox, ABC ed HBO restano comunque in gara alla cerimonia hollywoodiana, e l’ultima in particolare grazie alla fortunatissima saga basata sui romanzi di George R. R. Martin Il Trono di Spade candidata come miglior serie drammatica. La colossale opera creata da David Benioff e D.B. Weiss ha però degni rivali per la conquista del Globo d’oro; tra questi sicuramente Mr Robot e Narcos che sono in lizza anche per i migliori attori.

Recentissima ma di grande impatto, Mr Robot è stata accolta con grande entusiasmo dalla critica. La serie tv creata dallo sceneggiatore Sam Esmail, che arriverà in Italia dal 3 marzo su Premium Stories, racconta le vicende di Elliot, un ingegnere hacker con seri disturbi di socialità che, autoproclamandosi paladino della giustizia, entra nelle vite virtuali delle persone per poi minacciarle. Pur essendo molto recente, la serie ha tutte le possibilità di portare a casa almeno un premio, dal momento che è candidata in tre categorie come miglior serie drammatica, miglior attore (Rami Malek che interpreta Elliot) e miglior attore non protagonista per Christian Slater.

Da non perdere di vista neppure Narcos, originale e avvincente e candidata al Golden Globe sia come miglior serie drammatica che per l’attore protagonista Wagner Moura nel ruolo del boss criminale, Pablo Escobar. La serie in dieci episodi sul cartello della droga colombiano negli anni ’80 ha una particolarità: per mantenere il più possibile la verosimiglianza dei fatti raccontati, l’ideatore e regista José Padilha ha deciso di far recitare gli attori prevalentemente in lingua spagnola. La caratteristica è stata mantenuta, con il supporto dei sottotitoli, anche fuori dai paesi anglofoni dove sono state doppiate solo le battute in lingua inglese, mantenendo quelle in castigliano.

Insieme a Rami Malek e Wagner Moura, tra i candidati con ottime possibilità di portare a casa il premio come miglior attore protagonista c’è anche Bob Odenkirk, l’impacciato ma allo stesso tempo capace avvocato che abbiamo imparato a conoscere e amare grazie alle due serie cult firmate Vince Gilligan: Breaking Bad e lo spin off Better call Saul disponibili da qualche giorno sulla piattaforma Netflix per chi se lo fosse perso o volesse rivederlo.

Tra i drama, delude un po’ l’unica nomination di House of Cards, anche se la bravissima Robin Wright, coprotagonista insieme a Kevin Spacey della serie sugli intrighi di potere alla Casa Bianca, ha tutte le carte in regola per vincere il premio della Hollywood Foreign Press Association.

Qualche riconferma rispetto all’anno scorso nella sezione delle comedy con Transparent, Orange is the New Black e Silicon Valleydi nuovo candidate. L’anno scorso a conquistare il Globo d’oro fu la webserie, andata in onda anche in Italia, su Sky Atlantic, Transparent – creata e diretta da Jill Soloway – sulle vicende di un padre di famiglia che si scopre transessuale. La seconda stagione, sempre prodotta da Amazon Studios, sembra destinata a vincere anche questa edizione, ma le serie candidate sono tutte valide e tra queste c’è anche la novità dell’anno diretta da Jason Reitman. Il papà di Juno e di Up in the air  questa volta si è cimentato con una miniserie di dieci puntate, Casual, incentrata sulle dinamiche di una particolare famiglia composta da Alex e Valerie, fratello e sorella, uno single, l’altra divorziata e con figlia a carico, nella disperata ricerca di persone single normali e di stabilità sentimentale. Non sarà destinata a vincere, ma è sicuramente un lavoro da tenere d’occhio visto che già è stata annunciata una seconda stagione di 13 episodi.

Tra le miniserie e i film tv, la seconda stagione di Fargo è quella che potrebbe ottenere, per la seconda volta, l’ambito riconoscimento della giuria grazie a una sceneggiatura geniale – che riconferma le ottime capacità del creatore Noah Hawley – e a una fotografia impeccabile. E Kirsten Dunst, candidata tra le attrici della categoria miniserie e film tv, merita assolutamente il premio per essere riuscita a rendere le mille sfaccettature del suo personaggio tutt’altro che semplice da interpretare. Con lei nella serie antologica c’è anche Patrick Wilson con la sua ottima prova attoriale nel ruolo del poliziotto Lou Solverson. Certo, lui dovrà vedersela con altri bravissimi colleghi, tra cui Idris Elba candidato per la sua performance perfetta in Luther.

Per quanto riguarda gli altri attori candidati brillano, nella sezione comedy, Jeffrey Tambor nel suo ruolo di Mort-Maura in Transparent e Bob Lowe in The Grinder. Senza dimenticare Julia Louis-Dreyfus, che con il suo ruolo da protagonista in Veep ha già vinto quattro Emmy consecutivi ma è a secco di Globe dalla sua unica vittoria nel 1994. Tra le donne spiccano anche Felicity Huffman in American Crime, Caitriona Balfe, tra i drama, in Outlander, e, tra le attrici non protagoniste, l’eclettica Uzo Aduba che, con la sua fenomenale interpretazione di Crazy Eyes in Orange is the New Black, potrebbe convincere anche i giornalisti dell’HFPA. Merita una menzione speciale Lady Gaga, che nel suo primo ruolo importante in American Horror Story: Hotel è riuscita nella difficilissima impresa di finire tra le candidate per miniserie e film tv.

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