Giorgio Nissim, l’eroe silenzioso che salvò gli ebrei

Storia
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Pisa, domani verrà ricordato il capo della Delasem che aiutò migliaia di innocenti

Pisa non dimentica. La dimostrazione concreta è in programma domani quando il sindaco della città toscana Marco Filippeschi scoprirà una targa in memoria di Giorgio Nissim, eroe pisano che negli anni bui della Seconda Guerra Mondiale si trovò praticamente solo a guidare la Delasem, la Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei.

Nata come emanazione dell’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane che dalla fine del 1939 e sino al 1947 è stata capace di distribuire aiuti per oltre un milione e 200 mila dollari e di salvare le vite di almeno 9 mila dei 35 mila ebrei che sopravvissero in Italia alle angherie della persecuzione bellica, aiutandone almeno la metà ad espatriare verso paesi neutrali e dunque, sicuri per gli ebrei. Attraverso questa organizzazione clandestina, Nissim riuscì a salvare la vita di centinaia di famiglie, grazie ad una rete di assistenza messa in piedi assieme ad alcuni preti lucchesi e che comprendeva ebrei come non ebrei.

La targa spiccherà all’altezza del numero 90 di Via Santa Marta, la casa pisana dei Nissim, alla presenza delle figlie Simona e Lydia e del figlio Piero, che da anni si accompagna alla sua chitarra nell’impegno civile e della tradizione ebraica non mancando di raccontare le gesta di suo padre ai più g i ova n i . Per non dimenticare, a 40 anni dalla sua scomparsa, quello che viene spesso definito “un eroe silenzioso”. Giorgio Nissim, infatti, ritrovatosi solo a contrastare le azioni dei nazifascisti contro gli ebrei, sotto falso nome e spesso avvolto in un tabarro nero, si muoveva con circospezione e diffidenza agendo tuttavia in modo eroico a rischio della propria vita e senza alcun interesse personale per salvare quante più vite dal genocidio nazista della Shoah.

Un uomo semplice, dotato di grande coraggio, e anche fortunato, che nel periodo più oscuro della nostra storia, senza esitazione decise immediatamente da quale parte schierarsi, mettendo la propria dignità, umiltà e un pizzico di incoscienza, al servizio del bene. In una lotta contro il tempo, sfidando il pericolo e prendendosi anche, in qualche caso, gioco dei nemici.

Un episodio su tutti: Nissim con don Arturo Paoli, prete lucchese scomparso appena un anno fa alle soglie delle 103 primavere, aveva tagliato in due delle banconote da 5 lire, e ciascuno ne aveva prese metà. Al momento di dover salvare la vita a qualcuno, Nissim mandava da don Paoli persone che mostravano al prete mezza banconota da 5 lire, se il numero di serie corrispondeva con una delle mezze banconote da 5 lire custodite dal prete lucchese, allora quella persona veniva immediatamente posta sotto protezione.

Questo episodio, come tutti gli altri accaduti in Toscana, sono da ricordare e al loro cospetto non si può restare indifferenti. Vicende che intrecciano le storie di ebrei e non ebrei al servizio del bene, protagonisti di storie che si sono rincorse per tutta la Toscana, da una Lucca chiusa nelle sue mura ma non all’altruismo a una Firenze sede del comitato clandestino della Delasem fortemente sostenuto dal cardinale Elia Dalla Costa, ad una Pisa dilaniata dalle bombe passando per Livorno e la sua “zona nera”, le campagne, le chiese, le stazioni ferroviarie come quella di Vaiano, a nord di Prato, da cui prende le mosse la storia avvincente di Giorgio e della sua famiglia.

La vita di Giorgio Nissim è stata un esempio di esistenza dedicata alla causa giusta, sempre dalla parte dei perseguitati. La storia semplice di un uomo comune, che un po’ per caso, un po’ per scelta, si comportò da eroe fra altri eroi. Un eroe che, 40 anni dopo, non deve essere dimenticato. I sopravvissuti di quella epoca vanno pian piano scomparendo, ma il ricordo delle loro azioni deve essere tramandato in eterno, e con ogni mezzo possibile. Per non dimenticare mai e non ricorrere negli errori del passato, da domani a Pisa, basterà alzare gli occhi verso quella targa in Via Santa Marta 90.

 

Alfredo De Girolamo, autore di Giorgio Nissim. Una vita al servizio del bene

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