Giorgia, regina della destra “armiamoci e partite”

Destra
Il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, arriva a palazzo Grazioli per l'incontro con il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e il segretario della Lega Matteo Salvini, Roma, 18 novembre 2015. ANSA/ ANGELO CARCONI

Giorgia Meloni e la corsa al Campidoglio: l’eterna futura promessa della destra rimarrà tale

Nella complicata (e per nulla scontata) corsa alle amministrative, il caso di Giorgia Meloni incinta che annuncia la gravidanza al Family Day merita un capitolo a parte. Non tanto per il diluvio di ironie, battute a sfondo sessuale e insulti volgari che ha investito l’ex ministra. Le donne che fanno politica spesso (e purtroppo) vengono messe alla berlina per la loro femminilità.

BkthItTCAAAPocO_MGZOOMPer la Meloni poi non è la prima volta: già in passato, rea di aver calcato un po’ troppo la mano con il photoshop, fu al centro dell’ironia in rete per il manifesto elettorale per le elezioni europee.

Ma sul caso dell’annuncio della gravidanza, fermarsi alla superficie da raccontare solo la reazione del web e dei media sarebbe riduttivo. Basta scavare un pochino e qualcosa nella narrativa della storia di Giorgia Meloni non torna. Inizia a far politica a 15 anni, a 19 è la responsabile nazionale di Azione Studentesca, due anni dopo viene eletta consigliere della Provincia di Roma per An, per cui militerà a lungo. Infine il record per essere stata il più giovane ministro e la più giovane vicepresidente della Camera della storia.

Ecco dall’astro nascente della destra muscolare ci si aspettava altro. Soprattutto nei modi. Giorgia Meloni, infatti, annunciando la sua gravidanza fa capire, tra le righe, che lei nella corsa al Campidoglio non ci sarà. Ed è quel “tra le righe” a pesare come un macigno nel suo curriculum politico, visto che nella sua storia tutto è netto.

Ora, invece, Giorgia preferisce le tinte tenui: si fa da parte, ma senza dirlo chiaramente. Eppure sarebbe questo il momento giusto per tradurre la “futura promessa” in una candidatura forte. Ha consensi personali, un profilo politicamente chiaro e nel vuoto della destra in piena crisi di identità avrebbe rappresentato quella chance che né Guido BertolasoAlfio Marchini possono di certo incarnare. Ma Giorgia tentenna, non dice no, e si accontenta di incarnare al meglio la destra tutta “armiamoci e partite”.

La sua posizione non è chiara e, invece, andrebbe chiarita. Manca, insomma, una spiegazione, nello stantio balletto del “Si candida? Non si candida?”. In quest’ultimo caso, la gravidanza non può rappresentare di certo un esclusione a priori di una discesa in campo. Se c’è una spiegazione politica Giorgia Meloni la dia: all’opinione pubblica, ai suoi sostenitori, a Roma. Altrimenti i maligni penseranno solo che Giorgia è una che gioca solo quando è sicura di vincere.

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