Giannini: “Nessun trasferimento. Inaugureremo l’anno scolastico in quelle zone”

Terremoto
Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini a Palazzo Chigi durante la conferenza stampa, Roma, 21 gennaio 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il ministro dell’Istruzione si augura che i ragazzi possano tornare in classe “fin dal primo giorno. Altrimenti accadrà nei primissimi giorni del calendario”.

 

“C’è l’impegno totale del governo” affinchè il primo giorno di scuola gli studenti delle zone terremotate saranno in classe, “anche per dare un segnale concreto di ritorno verso la normalità. Ed è mia volontà inaugurare l’anno scolastico proprio in quelle zone. Mi auguro che” i ragazzi possano tornare in classe “fin dal primo giorno. Altrimenti accadrà nei primissimi giorni del calendario”.

Così in un’intervista al Corriere della Sera il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Gli studenti coinvolti, spiega, sono “circa 750″ e quella di trasferirli temporaneamente in altre scuole “è un’ipotesi che mi sento di escludere. Faremo restare tutti gli studenti nella loro zona: la scuola è una parte essenziale di quel senso di comunità che è importante tenere vivo”.

Scuole nei prefabbricati oppure nei container, quindi: “E’ molto probabile che accada”. Secondo il ministro la situazione non sarà la stessa dell’Aquila, dove alcuni studenti stanno per cominciare il loro ottavo anno di scuola nei container: “Per fortuna i numeri delle scuole coinvolte sono più contenuti rispetto al terremoto in Abruzzo. E poi il governo si è mosso subito per mettere a disposizione i soldi che servono”.

Riguardo alla scuola crollata di Amatrice, “se nel corso dell’inchiesta dovessero emergere responsabilità penali il mio ministero si costituirà parte civile”, conclude Giannini.

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