Giallo sulla sentenza del G8: i nomi dei condannati spariscono e poi ricompaiono

Cronaca
ANSA/GIUSEPPE LAMI

Dopo un’interrogazione del senatore Manconi, sul registro online della Cassazione riappaiono i nomi che erano stati cancellati

Nomi che scompaiono e poi riappaiono dal registro della Corte di Cassazione. Succede anche questo sul procedimento che riguarda i fatti avvenuti nella scuola Diaz e nel carcere di Bolzaneto durante il G8 di Genova. Il giallo, questa volta, riguarda i nomi dei poliziotti condannati che dopo essere spariti dal registro online sono poi ricomparsi dopo una interrogazione del senatore del Pd Luigi Manconi come riportato da Repubblica e Secolo XIX.  “Il file di testo era vuoto – si legge nell’interrogazione -, sostituito da un’immagine recante la dicitura ‘in fase di valutazione per oscuramento'”.

Il primo a rendersi conto della irregolarità è stato il pm Antonino Bevere e da lì il senatore dem – che ha ricevuto la segnalazione da diversi avvocati – ha deciso di intervenire seguendo la procedura istituzionale e presentando, il 30 marzo, un’interrogazione al ministero competente, quello della Giustizia per chiedere “quali fossero i ‘motivi legittimi’ eventualmente proposti dagli interessati sulla base dei quali è stata decisa l’anonimizzazione dei dati personali ovvero l’avvio della procedura per il loro oscuramento”. Un’interrogazione alla quale il senatore dem non ha ricevuto ancora risposta: “Spero che la pubblicazione di queste notizie – ha dichiarato Manconi a Unita.tv – aiuti il ministero della Giustizia a trovare tempo e modo per rispondermi”.

Dopo la segnalazione al guardasigilli, sul sito della Cassazione sono nuovamente stati ripubblicati i nomi dei condannati, tra i quali – scrive Marco Preve su Repubblica – “nomi illustri come quelli di Francesco Gratteri o Gilberto Caldarozzi, per citare quelli che erano i più stretti collaboratori – responsabili dell’antiterrorismo e dell’antimafia – del prefetto Gianni De Gennaro, all’epoca capo della polizia oggi presidente Finmeccanica”. La Cassazione, però, al momento non ha fornito alcuna spiegazione ufficiale sul giallo.

Vedi anche

Altri articoli