Giallo sul rilascio di Ibrahimn: respinte le dimissioni di due ministri

Terrorismo
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Le dimissioni dei ministri dell’Interno e della Giustizia, rispettivamente Jan Jambon e Koen Geens, sono state al momento respinte

Prima arrestato, poi rilasciato, infine espulso. E’ bufera sul governo belga per il giallo nato intorno alla vicenda di Ibrahimn El Bakraoui, uno dei kamikaze di Bruxelles arrestato lo scorso giugno in Turchia, vicino al confine con la Siria, e poi espulso verso il Belgio via Olanda, Paese dove se ne sono perse le sue tracce fino agli attacchi di martedì scorso. La vicenda, rivelata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha avuto l’effetto di un terremoto sull’esecutivo e ha portato oggi i ministri dell’Interno e della Giustizia, rispettivamente Jan Jambon e Koen Geens, a presentare le loro dimissioni al premier Charles Michel.

Il quale, in occasione di una riunione ristretta del governo dedicata all’emergenza terrorismo, le ha respinte invitando i due componenti dell’esecutivo a restare, almeno per il momento, al loro posto vista la gravita della situazione: “Non si abbandona il campo durante una guerra”, avrebbe detto il premier. “Se guardiamo ai fatti – ha riconosciuto Jambon – è legittimo che la gente si ponga delle domande. Chiedendosi come sia possibile che una persona sia liberata cosi’ presto e che poi ci si lasci sfuggire l’occasione di arrestarla di nuovo quando si trovava in Turchia. Abbiamo lavorato tutta la notte per chiarire e capire che cosa e’ successo veramente – ha aggiunto il ministro – e alla fine ho ritenuto che fosse mio preciso dovere assumermi la responsabilita’ politica di quanto accaduto”.

Nell’ottobre del 2014 Ibrahim El Bakraoui aveva ottenuto la libertà vigilata dopo essere stato condannato a 10 anni di carcere in Belgio per un tentativo di rapina a mano armata. Dopo essere sparito nel nulla, Ibrahim era rispuntato lo scorso giugno a Gaziantep, al confine con la Siria, dove era stato fermato dalla polizia turca perche’ sospettato di essere un foreign fighter. A luglio El Bakraoui era stato espulso e mandato in Olanda dopo che, secondo le informazioni di fonte turca, Ankara aveva avvisato i belgi. Ma nonostante una segnalazione fatta dall’ambasciata belga ad Ankara alle autorità dell’Aja, Ibrahim era poi stato lasciato libero dagli olandesi per la mancanza di prove ‘evidenti’ del suo radicalismo.

Nei database olandesi, ha fatto sapere in serata il ministro della Giustizia Ard van der Steur, non era segnalato. Il ministro della Giustizia Geens ha ammesso “colpe” dei servizi e ritardi nella scambio di informazioni tra le autorità dei Paesi coinvolti, nonchè all’interno dell’amministrazione belga “rispetto a quanto le circostanze avrebbero richiesto”. Oggi il premier Michel, in occasione del suo intervento in Parlamento, ha assicurato che il governo “è pronto a fare piena luce” sulla vicenda. Cosi’ come intende fare lo stesso Parlamento, dove sia i partiti di opposizione che quelli di maggioranza si sono dichiarati in favore della costituzione di un’apposita commissione d’inchiesta.

 

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