Giachetti: “Ora si azzera tutto e io rimonterò così”

Amministrative

Il candidato del centrosinistra lancia la sfida alla Raggi: “Confrontiamoci davanti ai romani e niente apparentamenti”

La mia faccia contro la sua. Uno contro l’altra. Davanti ai cittadini, senza acrobazie politiciste. Perché i romani possano decidere chi sarà il sindaco migliore per la loro vita. Roberto Giachetti la mette così, nel day after di un voto che lo vede sì al ballottaggio ma sotto di più di 10 punti. Non poco.

Ma lui, parlando ai giornalisti dopo una notte certamente non facile, non è tipo da evitare lo scontro diretto. “Ora si azzera tutto”. Come se i romani si fossero sfogati al primo turno – “il tempo della rabbia è finito” – e adesso fossero chiamati a costruire. Si ricomincia da qui, praticamente da uno zero a zero.

Poi bisogna tentare di capire quale sarà la strategia per la rimonta. Dalle parole di oggi, si intuisce che sarà improntata a grande pragmatismo – il mio programma contro quello di Virginia Raggi – sulle Olimpiadi (“io sono per farle, lei no”, sulla costruzione dello stadio della Roma (“Io sono favorevole, lei no”), sulla metro C (“Io sono per costruirla, lei no”). I cittadini decideranno, confrontando i programmi. E la credibilità dei due candidati.

“Mi rivolgerò a tutti i romani”: che è un modo per Giachetti di evitare il falso dilemma del rivolgersi alla sua sinistra o alla sua destra. Apparentamenti? “No”. Niente incontri, né con Marchini né con Fassina. Niente politicismi. Sapendo che “c’è una platea vasta a cui rivolgerci”: nell’astensionismo, fra gli elettori della destra, fra gli stessi elettori della Raggi.

Tutti avranno modo di valutare chi è più competente, chi ha le ricette migliori. Lo dice convinto, Giachetti, di essere lui quello con la migliore “faccia” e il più ricco curriculum.

Risposte ovviamente a larghissimo raggio. Parlare a tutti. Ma non sfugge a nessuno – a partire da lui – che il grosso dei voti da conquistare sta nell’astensione, certo, ma anche nel bacino di voti di Marchini e della stessa Meloni. Forse per penetrare in quel bacino occorrerà mettere mano a temi che sin qui Giachetti ha un po’ lasciato in ombra: la sicurezza, la legalità, il decoro urbano. Parole d’ordine storicamente brandite dalla destra che potrebbero in questa circostanza saldarsi con un programma progressista.

Ma oggi le carte calate da Giachetti restano due: lo scontro diretto con l’avversaria (la quale, c’è da giurarci, sfuggirà il più possibile ai faccia a faccia); e il programma alternativo a quello di Virginia. La gran favorita, che – dice lo sfidante -“non ha ancora vinto”.

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