Giachetti lancia la sfida alla Raggi: “La mia faccia e la mia storia contro la tua”

Amministrative
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Il candidato del Pd, ospite degli studi del CorriereTv, commenta i dati sulle elezioni amministrative a Roma

“Per me il successo è solo se vinco le elezioni”, se arrivassi a un’incollatura dalla Raggi sarei “comunque sconfitto: non lo dico io, è che o si vince o si perde”. Così il candidato a sindaco di Roma per il centrosinistra Roberto Giachetti, ospite a CorriereLive, prepara la sua corsa per il ballottaggio contro Virginia Raggi. Il dem parla chiaro e lancia la sua sfida, più agguerrito che mai: “Sono determinato, convinto e pieno di energie, se ne accorgeranno tutti presto”.

Forte dell’endorsement di Francesco Totti, arrivato oggi a sorpresa, Giachetti parte dalle differenze tra il suo programma e quella della sua sfidante. ” Totti dice ‘io voto per il candidato che è favorevole alle Olimpiadi’, perché si rende conto, come immagino si rendano conto tutti i romani, di quanto sia importante un appuntamento del genere, quale grande opportunità sia per la città. La Raggi ha definito criminale la scelta di fare le Olimpiadi, io credo sia criminale rinunciare a questa straordinaria opportunità”. A chi gli chiede se non sia necessario interpellare direttamente i romani su questo tema, con un referendum ad hoc, Giachetti risponde: “Molto probabilmente un referendum ci sarà e verrà fatto il 19 giugno”.

E’ proprio sulle differenze che il candidato democratico vuole giocare la sua partita, è questo il momento di capire che cosa distingue il Pd dal M5S, non solo per slogan ma sui contenuti e sui punti del programma. Da qui la necessità, richiesta a gran voce, di confrontarsi in un dibattito pubblico per decidere sull’affidabilità delle persone in corsa.

“Io, dice Giachetti, andrò a prendere i voti tra le persone. Se mai è esistito, ora non esiste più che l’elettore fa quello che gli dicono di fare, ora gli elettori decidono liberamente. Io devo governare per il bene della città ed è a chi vive in questa città che mi rivolgo. Per questo non faccio apparentamenti e per questo ho presentato prima la giunta”. Una scelta in controtendenza con tutti gli altri candidati e in particolare con la Raggi che, nonostante i proclami, non ha ancora fatto nessun nome; se non quello di Tommasi, che però ha immediatamente smentito”. Dov’è il cambiamento del grillini, si chiede Giachetti? “Io ho cercato di spiegare ai romani che volevo cambiare e l’ho fatto. Per questo ho fatto le liste pulite e per questo ho presentato prima la mia giunta composta da 9 persone, per evidenziare che sono fuori dalle logiche correntizie. La sua giunta dov’è?”.

Poi il dubbio che attanaglia tanti in queste ore: chi guiderà davvero Roma in caso di vittoria della Raggi? Per Giachetti anche su questo punto la candidata grillina deve parlare chiaro perché, anche non avendo avuto nessun obbligo, ha deciso di sottoscrivere il contratto con il suo Movimento: “Non possiamo non vedere l’enormità di aver firmato il codice etico. C’è scritto che il famoso staff anonimo deve decidere sulle grandi opere. Ci sono delle clausole e se non le rispetti devi pagare 150mila euro” e continua “Io ho dimostrato di avere le mani libere, ho rivoltato il Pd come un calzino”. 

Da qui si riparte. Dalle proposte per la città e dal convincere tutti, anche quelli che al primo turno hanno votato manifestando scontento, sopratutto in periferia. Nei primi 100 giorni di governo, Giachetti è pronto a mettere in campo le sue energie per dare un volto nuovo alla città. Si parte da una riorganizzazione amministrativa,  cominciando un processo di decentramento dei municipi, destinando più risorse e più responsabilità. Poi il potenziamento del trasporto pubblico: più autobus ecologici, corsie preferenziali e l’istituzione del grab (grande raccolto anulare delle biciclette).

Virginia Raggi invece è la donna del No: “No alla metro C, no allo Stadio della Roma, no a sbloccare i progetti di riqualificazione delle periferie”. “Sono stato aggredito dal primo all’ultimo giorno di campagna, ha detto Giachetti, arrivando a sentirmi dire che non ho mai lavorato in vita mia, ma è lei che non sa cosa vuol dire lavorare. La mia storia rappresenta la buona politica, e fare buona politica vuol dire farsi un mazzo così”.

Non sarà difficile trovare il vero cambiamento, per il candidato di centrosinistra: “La mia faccia e la mia storia contro la sua faccia e la sua storia. Qui ci siamo soltanto io e Virginia Raggi”. La partita di Giachetti è appena cominciata.

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