Giachetti e Morassut costretti in difesa, il primo confronto finisce zero a zero

Amministrative
Da sinistra, Roberto Morassut, Gianfranco Mascia e Roberto Giachetti, durante 'In mezz'ora' su Rai 3, che ha visto il primo confronto tra i candidati alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio, 28 febbraio 2016 a Roma. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

I sei candidati alle primarie di centrosinistra a Roma ospiti di “In mezz’ora”. Ma lo sguardo del dibattito resta rivolto più al passato che al futuro

Trenta minuti in cui si è parlato molto dei problemi di Roma, con poco spazio alle soluzioni, almeno quelle plausibili. Il primo confronto televisivo tra i sei candidati alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato a sindaco nella Capitale difficilmente avrà aiutato la partecipazione alle urne del 6 marzo. Lucia Annunziata ha impostato la sua puntata di In mezz’ora soprattutto sulla denuncia dei mali della città provenienti dal passato, costringendo così i due unici ex amministratori presenti (Roberto Giachetti e Roberto Morassut) sulla difensiva.

Almeno nei primi minuti in cui hanno avuto la parola i due super-favoriti della competizione si sono trovati a dover difendere l’operato delle giunte Rutelli e Veltroni, per poi far notare che i veri guai sono iniziati con Alemanno e Marino. E non solo per responsabilità esterne al Pd, perché il “consociativismo” che ha dominato durante gli anni della giunta di centrodestra ha colpito anche dall’altra parte, come rileva Giachetti, mentre Morassut ricorda di aver denunciato tutto questo già in passato.

Uscire da questa impostazione e provare a rivolgere lo sguardo al futuro è complicato e gli altri candidati non aiutano (Gianfranco Mascia è il più attivo in tal senso), tanto che a un certo punto Giachetti sbotta: “Sono stufo di sentir dire cose solo per prendere quattro voti….”. E all’accusa di Annunziata di non avere programmi, Morassut risponde consegnando uno “zibaldone” di proposte, mentre Giachetti replica piccato: “Chi gira per Roma e non sta chiuso in una stanza a fare programmi si accorge che la gente è arrabbiata, ma ha anche voglia di riscatto”. E cita l’esempio della giunta Rutelli (con la quale lavorava) come esempio, dopo i disastri dell’amministrazione Carraro.

Qualcosa alla fine è riuscito a emergere, con Morassut e Giachetti che, ad esempio, difendono l’operato di gran parte dei dipendenti del Comune (con loro, se uno dei due sarà eletto dovrà poi lavorarci, gli outsider evidentemente non hanno questo problema), pur parlando esplicitamente di alcune “mele marce” e della necessità di una profonda riorganizzazione, dando più potere ai Municipi.

L’avversario più temuto dai candidati alle primarie è senza dubbio il Movimento Cinquestelle, anche se tutti si dicono sicuri di sconfiggerlo. Solo Giachetti mette le mani avanti: “Non è sicuro, i giorni che abbiamo davanti servono a far sì che il centrosinistra vinca. Diversamente abbiamo visto come sono andate alcune esperienze amministrative…”.

Un vero vincitore, insomma, in questo primo confronto non c’è stato. Forse sarebbe il caso di programmarne già un altro, magari impostato in maniera diversa e con regole chiare.

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