I socialisti ci provano ma Sarkò boccia le desistenze anti-Fn

Francia
epaselect epa04554934 French President Francois Hollande (R) welcomes former French President Nicolas Sarkozy (L) at the Elysee Palace before they participate in a march to honor the victims of the terrorist attacks and to show unity, in Paris, France, 11 January 2014. Three days of terror that ended on 10 January saw 17 people killed in attacks that began with gunmen invading French satirical magazine Charlie Hebdo and continued with the shooting of a policewoman and the siege of a Jewish supermarket.  EPA/YOAN VALAT

Ma si apre un caso in Alsazia: il candidato socialista non vuole ritirarsi come chiede il segretario del Ps

I socialisti si sono mossi subito, già ieri sera, appena conosciuto l’esito negativo del voto: il segretario del Ps Jean-Christophe Cambadélis aveva annunciato il ritiro dei candidati socialisti al secondo turno in tre regioni come segno inequivocabile della volontà di “desistere” a favore dei candidati sarkozysti, attendendosi un reciproco segnale da parte dei Républicaines. Un fronte anti-Le Pen, insomma.

Sarkozy aveva invece subito dato l’idea di alzare il prezzo, mostrandosi, al principio, indisponibile a patti di questo genere. Ma si sa che nel suo partito ci sono voci più ragionevoli come Alain Juppé. Mentre Jean Pierre Raffarin, ex primo ministro, ha apertamente preso le distanze da Sarkò: “Quando si arriva terzi ci si ritira”, Ed è proprio contando su questa dialettica, e sulla debolezza della linea dell’ex presidente francese, che i socialisti sperano di rientare in gioco e arginare, per quanto possibile, il ciclone-Le Pen.

Senza un accordo infatti com’è possibile “giocarsela” al secondo turno”? E’ quello che abbiamo scritto qui in un primissimo commento sul voto francese.

Però dal quartier generale del partito dell’ex presidente arriva una quasi-unanimità sulla linea del “non trattare”: solo Nathalie Kosciusko-Morizet, numero due del partito, e l’ex premier Raffarin si sono pronunciati per il ritiro della lista dei Républicaines nel Midi-Pyrénées-Languedoc-Roussillon dove i sarkozisti sono arrivati terzi.

E’ significativo un sondaggio realizzato dall’istituto Odoxa: la tenuta o meno di questi accordi potrebbe ridisegnare il voto di domenica. Infatti il 59% dei francesi voterebbe per le liste della destra dei Républicaines alleata con il centro UDI-MoDem (il cui leader Bayrou aveva subito lanciato l’idea degli accordi anti-Fn) se si trovasse opposta al Front National (che raccoglierebbe il 41%).

Nel caso di triangolari, secondo l’istituto Odoxa, il centrodestra sarebbe al 35%, la sinistra al 34% e il Fn al 31%.

Il Ps aveva annunciato ieri sera il ritiro delle liste nelle regioni Nord-Pas-de-Calais-Picardie, Provenza-Alpi-Costa Azzurra e – almeno nelle indicazioni di Cambadélis – la grande regione dell’est Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena. Ma qui che si è aperto lo scontro: Jean-Pierre Masseret, candidato locale in Alsazia, ha rifiutato di ritirarsi, La lista guidata dal socialista Masseret è arrivata al terzo posto in Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena con il 16,11% dei voti.

Masseret ha definito “assurda” la richiesta di ritirarsi dal ballottaggio: la strategia della “diga repubblicana” – ha spiegato – “è priva di risultati: quando ci si ritira, il Fn è più forte”. Secca la risposta del segretario nazionale del partito: “È una decisione dell’Ufficio nazionale, Masseret deve rispettarla. Punto”.

 

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