Gentiloni: “Dobbiamo tenere insieme Russia e Turchia contro l’Isis”

Terrorismo
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Il titolare della Farnesina al Question Time dà conto del ruolo del governo e ribadisce come l’unica strada possibile in Siria sia la via politica.

“In risposta agli attentati di Parigi l’obiettivo è rafforzare e rendere più coesa l’azione della coalizione anti-Daesh”. Per questo occorre “estendere ancora di più la coalizione, coinvolgendo maggiormente la Russia”. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, torna a parlare della lotta al terrore nel corso del Question Time alla Camera, rispondendo alle interrogazioni di alcuni parlamentari.

Il titolare della Farnesina dà conto del ruolo del governo in una fase così delicata e, ancora una volta, ribadisce come l’unica strada possibile in Siria sia la via politica. Parole che arrivano a poche ore dalla richiesta del presidente francese Francois Hollande alla cancelliera Angela Merkel di rafforzare l’impegno militare tedesco in Iraq e in Siria. L’Italia continua dunque a preferire la via diplomatica: “Tenere insieme paesi come Russia, Turchia, Stati Uniti, Arabia Saudita è l’unica soluzione che abbiamo”. La ricetta per stabilizzare l’area è basata pertanto su diplomazia e coinvolgimento di tutti gli attori regionali, “estendere la coalizione e renderla più forte”, sottolinea più di una volta Gentiloni ribadendo che il terrore si combatte solo se uniti.

In seguito il ministro italiano, rispondendo a un’interrogazione di un deputato grillino, chiarisce anche la polemica nata nei giorni scorsi dai banchi del Movimento 5 Stelle sulla vendita di armi in Arabia Saudita. “Abbiamo un’industria della difesa moderna che ha rapporti e scambi con paesi di tutto il mondo ed è importante ribadire – sottolinea Gentiloni – che l’Italia rispetta le leggi del nostro Paese, le regole dell’Ue e quelle internazionali”. “L’Arabia Saudita, che fa parte della coalizione anti Daesh, non è il primo destinatario delle nostre esportazioni di armamenti, ma il sesto”. In effetti, in base ai dati citati in Parlamento dal ministro, tra i quattro principali paesi europei, l’Italia è la nazione che esporta di meno verso l’Arabia saudita. Il ministro ha infine assicurato che “per quanto riguarda Siria e Libia, naturalmente, il governo italiano rispetta pienamente l’embargo che è stato stabilito verso questi due Paesi nel 2011″.

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