Generazione Sì per le strade della Liguria

Referendum
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Siamo studenti, dipendenti precari, liberi professionisti e siamo tutti convinti che questo cambiamento, di cui sentiamo parlare da quando abbiamo coscienza di noi stessi, non sia davvero più rimandabile

Potrei certo raccontare che siamo nati per caso, magari da un incontro fortuito, ma non è così, il nostro comitato, Generazione Sì Arenzano e Cogoleto nasce da lontano, dall’esperienza di un gruppo di amici che da anni condividono la passione politica e l’impegno costante sul territorio.

Siamo stati tra i primi comitati in Italia a registrarsi e a comparire sulla mappa del sito quando riportava solo uno stivale con una manciata di puntini, perché da subito abbiamo capito che era necessario essere in prima linea in questa battaglia decisiva per l’Italia, ma soprattutto per la nostra generazione.

Siamo studenti, dipendenti precari, liberi professionisti e siamo tutti convinti che questo cambiamento, di cui sentiamo parlare da quando abbiamo coscienza di noi stessi, non sia davvero più rimandabile.

Nasciamo come comitato Generazione Sì, primi in Liguria e forse in Italia, perché è un progetto che ci ha convinto non appena ne abbiamo sentito parlare, per il suo mettere in chiaro quello che deve essere il ruolo di chi è nato a partire dagli anni ‘80: protagonista e portavoce del futuro del nostro Paese.

Questo deve essere il giusto approccio ad una campagna referendaria che sovente si allontana dal merito del quesito, concentrandosi invece spesso su argomenti pretestuosi e fuorvianti. Ed è così che siamo partiti, con la convinzione ferma che il referendum si vince se si riesce a far capire alle persone quali siano le innovazioni portate da questa riforma. Per questa ragione, abbiamo fatto una scelta chiara: preferendo ad iniziative ex cathedra molto lavoro faccia a faccia, nel quotidiano, in famiglia, con amici e conoscenti, sia dal vivo che sui social, sia da soli che organizzando dei banchetti nelle vie e nelle piazze dei nostri paesi.

Lo facciamo con umiltà, raccontando principalmente che questa non è di certo la riforma perfetta, ma nello stesso momento è un enorme passo in avanti nel funzionamento delle nostre istituzioni, rispondendo con pazienza, rispondendo volentieri a critiche e perplessità che avanzano i cittadini.

Lo facciamo con determinazione, anche perché al clima gridato prevalente sui media corrisponde invece un clima pacato e una profonda voglia di conoscere da parte delle tantissime persone con cui ci siamo confrontati in questi mesi. Infine, ci fa piacere menzionare, tra gli incontri che abbiamo organizzato, quello che si è svolto venerdì scorso a Cogoleto, in cui abbiamo avuto il piacere e l’onore di ospitare Alessandro Terrile, segretario del PD Genova, e Lorenzo Basso, deputato cogoletese del Partito Democratico.

Iniziativa significativa che ha visto da una parte il segretario mettere l’accento sui punti salienti della riforma, dall’altro l’on. Basso sottolineare l’aspetto più politico della vicenda, poiché, pur rimanendo convinti che il nostro giudizio positivo della riforma vada dato nel merito, non possiamo dimenticare, da persone di sinistra quali siamo, che una nostra sconfitta assumerebbe molto velocemente i contorni di un grande trionfo della destra e delle forze della reazione.

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