Gay Center: “Il M5S aveva detto sì al canguro”. Poi il dietrofront

Unioni civili
Militanti dei diritti civili convocati in rete dal Gay Center si sono ritrovati davanti al teatro Brancaccio a Roma dove è in corso lo spettacolo di Beppe Grillo per protestare contro il dietrofront del Movimento 5 Stelle sulle unioni civili, Roma, 17 Febbraio 2016. ANSA/ ANGELO CARCONI

Parla il portavoce dell’associazione, Fabrizio Marrazzo: “Se il M5S continua con questo atteggiamento lanceremo la campagna per non votarli alle amministrative di Roma”

Dopo la delusione per il mancato voto M5S al canguro, ora la rabbia per le parole di Alessandro Di BattistaIl portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo, è allibito “dall’affermazione menefreghista” del deputato del Movimento 5 Stelle che, intervistato da La Stampa, ha detto che se la legge non dovesse vedere mai la luce, non sarà un dramma: “Quella sulle unioni civili è una legge importante come altre venti”, sono state le parole di Di Battista.

“Mi dispiace, perché si sono sempre dimostrati disponibili, ma ora hanno preso una deriva che è molto pericolosa e le dichiarazioni di Di Battista sono tremende”, aggiunge Marrazzo annunciando che se il Movimento 5 Stelle non cambierà atteggiamento “a partire dalle amministrative di Roma sarà campagna per non votarli“, aggiunge Marrazzo lanciando l’hashtag #novotogayacinquestelle.

Anche Marrazzo conferma che quello dei grillini è stato un vero e proprio dietrofront rispetto alle promesse fatte in passato alle associazioni Lgbt sulle unioni civili. Gay Center, infatti, aveva incontrato il senatore Alberto Airola che gli aveva assicurato che loro la legge l’avrebbero sostenuta così com’era. “Tra l’altro – aggiunge Marrazzo – fino al giorno prima (lunedì 15 febbraio, ndr) ci avevano assicurato che il canguro lo avrebbero votato, poi dopo hanno completamente cambiato versione” e “Airola ha spiegato che parlava solo a titolo personale, ma che senso ha?”. Questo confermerebbe un cambiamento di posizione improvviso, forse venuto dall’altro.

Una vera batosta per la comunità gay che già l’altra sera ha organizzato un sit-in davanti al Brancaccio dove Grillo doveva esibirsi nel suo nuovo spettacolo. “Anche lì – spiega Marrazzo – ci hanno detto che avrebbero valutato le nostre istanze; dicono di essere i portavoci dei cittadini: ma quali cittadini vi hanno detto di non votare la legge? E lì non abbiamo avuto risposta”.

Il Pd è di fronte a una situazione piuttosto critica sia per le posizioni diverse al suo interno che per l’ostruzionismo degli altri gruppi parlamentari: “Votare centinaia di emendamenti – di cui molti sono di fatto canguri e controcanguri – per di più con voto segreto non solo creerebbe problemi all’articolo 5 (quello sulla stepchild adoption), ma farebbe saltare tutto l’impianto della legge“. Con il loro atteggimento, stanno “esponendo una legge che è in attesa da 30 anni a questo rischio. Stanno giocando sulla nostra pelle”, dichiara Marrazzo.

“Oltre a presentare la legge c’è tutto un lavoro politico per farla passare, loro non possono limitarsi al lavoro burocratico dicendo che voteranno articolo per articolo: il punto è proprio che questi articoli non vanno messi a rischio. E’ inutile quindi che mi dicano che il canguro non lo vogliono votare, questo caso è particolare, c’è un problema e votare il canguro non significa aiutare il Pd, ma approvare una legge per i diritti di tante persone“.

 

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