Gabrielli: “Militarizzare Roma sarebbe una sconfitta”

Terrorismo
Carabinieri a cavallo all'esterno del Colosseo nell'ambito del piano sicurezza anti terroristico per il Giubileo. Roma 23 novembre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Rafforzati i controlli sui mezzi di trasporto, nei luoghi di assembramento, nelle periferie, allo Stadio

Il Vaticano, il Colosseo, i palazzi istituzionali, le basiliche, le ambasciate e i luoghi più turistici di Roma. E ancora le scuole, le università e i musei. Sono queste le zone giudicate obiettivi sensibili della capitale in vista del Giubileo poste sotto sorveglianza speciale dopo gli attentati di Parigi e gli eventi di Bruxelles e con il Giubileo ormai alle porte.

L’aumento delle misure di sicurezza non coinvolgerà solo il centro: a due settimane dell’apertura della Porta Santa, il piano, partito oggi, prevede controlli rafforzati su tutta la città con oltre 2mila uomini tra polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, polizia di Roma Capitale e Corpo forestale dello Stato, in campo quotidianamente. In occasione degli appuntamenti previsti per il Giubileo, le risorse e la sorveglianza aumenteranno ulteriormente.

Ecco alcune delle misure di sicurezza disposte:

– Controllo sui mezzi di trasporto pubblico con gli uomini della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza;

– Controlli nei luoghi di assembramento e nei luoghi della movida, nelle periferie, lungo le vie di transito per porti e aeroporti;

– Potenziamento degli accertamenti sulle strutture ricettive e sui bed and breakfast contro l’abusivismo

– Uso di sistemi elettronici per verifiche più rigide allo stadio Olimpico

– Attività di prevenzione e intelligence per evitare che i droni si alzino in volo

Delle misure di sicurezza più stringenti, dunque, ma nessun cambiamento dal punto di vista della libertà e dei diritti dei cittadini assicura il prefetto di Roma Franco Gabrielli il quale si è scusato con i romani per tutti i falsi allarmi che sono scattati e che probabilmente continueranno a scattare in questi giorni. “Ci possono essere cento falsi allarmi. E poi il centunesimo si rivela vero. Non potendolo sapere – ha commentato – io non mi sognerò mai di dire alla forze di polizia di non vagliare e verificare tutto. Non si sottovaluta niente e questo credo sia una garanzia per i cittadini”.

Dovremo comunque abituarci a vivere in una Roma presidiata, anche se la battaglia contro il terrorismo, ha dichiarato il prefetto, si vince “per il sistema di sicurezza nel suo complesso che vede l’attività non visibile come la principale”, quindi grazie all’intelligence, soprattutto. “La differenza – ha aggiunto – non la fa il numero di agenti schierati o di militari che presidiano ma la loro disposizione sul territorio, la capacità di reazione e la capacità di impedire che certi eventi accadano”.

Anzi, ha sottolineato Gabrielli, una maggiore militarizzazione della città sarebbe “motivo di sconfitta” per Roma e per i suoi cittadini. “Se qualcuno immagina che il contatto si espliciti con una camionetta dell’esercito e due militari h24 davanti le scuole o i musei si sbaglia: invito a fare il calcolo di quanti luoghi del genere ci sono a Roma. Nemmeno l’esercito degli Stati Uniti potrebbe garantire questo tipo di sorveglianza, altrimenti avremmo più militari che cittadini” invece “a me interessa di più che i soggetti che non si vedono lavorino per non farci assistere a fatti come quelli di Parigi”.

 

Foto Ansa / Angelo Carconi

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