Furbetti del cartellino, sì del Cdm a multe e licenziamenti

Governo
Maria Anna Madia alla Camera durante il Parlamento in seduta comune per l'elezione di tre Giudici della Corte costituzionale, Roma, 1 Dicembre 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Via libera ai primi undici decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione

Dai licenziamenti per i “furbetti del cartellino” al taglio delle partecipate passando per il riordino dei servizi pubblici locali e il taglio del Corpo forestale dello Stato. E’ via libera ai primi undici decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione. Si tratta del pacchetto più corposo di norme approvato nelle oltre due ore di riunione del Consiglio dei ministri convocato “in notturna” a Palazzo Chigi. I decreti attuativi, che passeranno ora al vaglio del Parlamento, prevedono interventi che vanno dal taglio delle partecipate, alla stretta sui licenziamenti dei “furbetti” della P.a., dalla riforma dei porti all’accorpamento del corpo Forestale ai Carabinieri. Il Cdm ha inoltre approvato la riforma delle classi di concorso, attesa dagli insegnanti. E ha approvato le annunciate nomine di Carlo Calenda alla guida della delegazione italiana a Bruxelles e di Maria Angela Zappia, attuale ambasciatrice presso la Nato, a nuovo consigliere diplomatico di Palazzo Chigi. Una conferenza stampa di Matteo Renzi con i ministri Marianna Madia e Stefania Giannini è in programma alle 9 di questa mattina.

I decreti sono indirizzati principalmente a soddisfare le esigenze di cittadini e delle imprese e dovrebbero, secondo il Governo, rappresentare una rivoluzione per l’efficienza e la semplificazione dello Stato.

Il decreto che si attende con più curiosità, e inserito in exremis, è sicuramente quello che riguarda i lavoratori assenteisti. Qualche settimana fa, Matteo Renzi ha dato mandato alla ministra Marianna Madia di individuare alcune norme incisive da approvare in tempi brevi, prima del vero e proprio riordino del lavoro statale, che arriverà per l’estate, e che riguarderà anche il ruolo dei dirigenti pubblici.

I fatti di cronaca – si ricorderà il caso del lavoratore del Comune di Sanremo sorpreso dalla telecamera a timbrare in mutande – hanno infatti imposto un’accelerazione sulla presentazione di questo decreto, su cui il governo non ha mai avuto titubanze o indecisioni. Eppure le polemiche con i sindacati non sono mancati.

Il decreto in questione prevede che, se colti in flagranza, chi truffa sulla presenza in entrata nel posto di lavoro o chi timbra il cartellino per altre persone verrà sospeso entro 48 ore dall’accertamento della falsa attestazione di presenza. La sospensione prevederà anche il blocco dello stipendio e farà partire un procedimento disciplinare; una volta concluso, entro 30 giorni, il lavoratore potrà essere licenziato.

Attenzione alle novità. Innanzi tutto, tempi molto più veloci, se si pensa che oggi un procedimento può durare anche più di 100 giorni, e vede l’interruzione del rapporto di lavoro solo in una percentuale di casi ridotti.

E inoltre va considerato che la norma riguarderà anche i dirigenti che in presenza di una violazione palese, non avvieranno le procedure previste, saranno a loro volta passibili di licenziamento per motivi disciplinari.

“Cittadinanza digitale, taglio delle partecipate, riduzione dei tempi burocratici per gli investimenti. Con i decreti attuativi oggi uno Stato piu’ semplice”. Cosi’ il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha commentato su Twitter il via libera in Consiglio dei ministri ai primi undici decreti attuativi della riforma della Pa.

 

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