Quello che sappiamo sull’attentato nella chiesa di Rouen

Terrorismo
rouen

La Francia si trova ancora in stato di emergenza che durerà fino al gennaio dell’anno prossimo

Torna la paura in Francia meno di due settimane dopo la strage di Nizza del 14 luglio: due uomini armati di coltelli hanno fatto irruzione questa mattina in una chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen, ed hanno ucciso il parroco – sgozzandolo – dopo averlo preso in ostaggio insieme a due suore e due fedeli. La vittima è padre Jacques Hamel, 84 anni. Un altro ostaggio, anch’esso colpito alla gola, è ricoverato in gravissime condizioni, potrebbe trattarsi di una suora ma ancora non sono state diffuse informazioni ufficiali. A dare l’allarme è stata un’altra suora, che è riuscita a scappare.

Diversamente da quanto accaduto con gli altri attentati di queste ultime settimane, la rivendicazione dell’Isis è arrivata nel giro di poche ore attraverso l’agenzia Amaq. “Gli esecutori dell’attacco a una chiesa in Normandia, in Francia, sono due soldati dello Stato islamico e hanno eseguito l’operazione in risposta agli appelli a colpire i paesi della coalizione crociata”. Lo scrive l’agenzia di propaganda dell’Is, Amaq, che cita una “fonte di sicurezza” dell’organizzazione.

Non ci sono, per ora, notizie dettagliate sugli assalitori o su come si è svolta l’operazione di polizia. Durante la giornata molte sono state le informazioni che sono circolate ma non hanno avuto un riscontro ufficiale. Come quelle citate da BFM-TV che affermano che i due terroristi erano francesi nati a Rouen.

Uno dei due sequestratori sarebbe stato riconosciuto ed è ora in corso la sua identificazione. Se confermata, sostengono alcuni media come Le Figaro e Bmftv, non si tratterebbe di un soggetto schedato con la lettera S”, quella che indica gli individui potenzialmente radicalizzati a rischio di passare all’azione, ma di un “veterano della jihad” ricercato dalle autorità turche. Secondo quanto spiega Le Figaro, l’uomo sarebbe stato incarcerato nel 2015 e dal marzo 2016 sarebbe stato posto sotto braccialetto elettronico come alternativa alla prigione. Da allora, sembra che il jihadista fosse agli arresti domiciliari. Identificato finora solo con le iniziali A. K., cittadino francese, 19 anni, avrebbe tentato di raggiungere la Siria per ben due volte, una via Monaco di Baviera, l’altra passando invece per Ginevra. Il quotidiano elvetico ‘La Tribune de Geneve’ a sua volta riferisce che in quest’ultima occasione, al ritorno in Svizzera dopo essere stato respinto alla frontiera turca, il 14 maggio 2015 sarebbe stato arrestato all’aeroporto ginevrino, detenuto per alcuni giorni e infine estradato in Francia, dove sarebbe stato incriminato per associazione a delinquere di stampo terroristico. Dopo un certo periodo trascorso in custodia preventiva, il presunto jihadista sarebbe stato scarcerato e posto in libertà’ vigilata, con l’obbligo d’indossare un bracciale elettronico per la localizzazione. La verifica della sua identità’, al pari di quella del complice, è comunque tuttora in corso.

Il presidente François Hollande, che peraltro ha un forte legame con la regione essendo originario proprio di Rouen, si è subito recato a Saint-Etienne-du Rouvray con il ministro degli Interni, Bernard Cazeneuve.  “Siamo di fronte a una prova grandissima, la minaccia per il nostro Paese resta estremamente elevata – ha detto il presidente – “Sappiamo che Daesh ci ha dichiarato guerra e dobbiamo vincere questa guerra. Tutti i francesi sono stati colpiti da questa tragedia, dobbiamo restare uniti, essere un blocco unico, nessuno ci deve toccare. Faremo il possibile per evitare le minacce che i terroristi continuano a fare, la nostra forza e la nostra coesione ci aiuteranno”.

Gli ha fatto eco il premier francese Manuel Valls su Twitter: “Orrore davanti all’attacco barbaro in una chiesa di Seine-Maritime. La Francia intera e tutti i cattolici sono addolorati. Noi faremo muro”.

A commentare  poco dopo che è stata diffusa la notizia che la procura anti-terrorismo francese ha aperto un’inchiesta sull’attacco in Normandia anche Marine Le Pen: “Terrore ancora a #SaintEtienneduRouvray. Il modus operandi fa evidentemente temere un nuovo attentato dei terroristi islamisti”.

“E’ una nuova notizia terribile – ha commentato da parte sua padre Lombardi – che si aggiunge purtroppo ad una serie di violenze che in questi giorni ci hanno già sconvolto, creando immenso dolore e preoccupazione”. “Seguiamo la situazione – ha aggiunto il ‘portavoce’ vaticano – e attendiamo ulteriori informazioni per comprendere meglio ciò che è avvenuto”. “Siamo vicini – conclude Lombardi – alla Chiesa in Francia, alla Arcidiocesi di Rouen, alla comunità colpita, al popolo francese”.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha espresso al Presidente francese, Francois Hollande, tutta la vicinanza e solidarietà, sua e del governo, di fronte “all’assurdo episodio di odio avvenuto in Normandia”. Solidarietà è stata espressa anche dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un’audizione alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senatoha detto: “Esprimiamo la nostra vicinanza a una Francia che potrebbe essere, anche se le dinamiche non sono ancora chiare, ancora sotto attacco”.

Vedi anche

Altri articoli