Francia, il secondo killer di Rouen schedato dal 29 giugno. Sicurezza sotto accusa

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Un video con i due terroristi che si dichiarano combattenti del Califfato è stato realizzato dall’agenzia di stampa Amaq

Avevano giurato fedeltà all’Isis e progettato l’attentato in chiesa da mesi. I due terroristi che martedì hanno sgozzato un prete in una chiesa di Saint-Etienne di Rouvray  in Francia, erano soldati del Califfatto. L’organizzaione terroristica lo aveva reso noto subito dopo l’attacco e ieri, come ulteriore prova dell’affiliazione, attraverso l’agenzia Amaq ha pubblicato un video nel quale Adel Kermiche e Abdel Malik P., pronunciano in arabo le parole del testo con cui si dichiara l’appartenenza all’”emiro dei credenti”, il califfo Abu Bakr al-Baghdadi.

Nelle immagini i giovani si tengono per mano accanto alla bandiera nera dell’Isis. Secondo quanto riportato da Amaq gli autori dell’attacco erano “soldati dello Stato islamico che hanno risposto agli appelli di colpire i Paesi della coalizione”.

 

Oggi l’identificazione ufficiale del secondo terrorista. L’uomo è originario del dipartimento della Savoia, nella regione del Alvernia-Rodano-Alpi. Il suo nome è Abdel Malik P. e avrebbe avuto 19 anni al pari del suo complice Adel Kermiche. Anche lui era noto ai servizi di sicurezza, visto che era stato arrestato due volte in occasione di viaggi in Siria, ed era agli arresti domiciliari con obbligo di indossare il braccialetto elettronico all’epoca dell’attacco.

Secondo l’emittente BfmTv pochi giorni prima dell’attentato, l’unità di coordinamento della lotta antiterrorista (Uclat) aveva diffuso il 22 luglio una nota nella quale affermava di aver ricevuto, da un servizio straniero, un’informazione su un individuo “che sarebbe pronto a partecipare a un attentato sul territorio nazionale”, la segnalazione non aveva un nome, ma la foto di Abdel Malik Petitjean.

La procura di Parigi ha precisato che il 19enne era schedato “S” dal 29 giugno per aver tentato di raggiungere la Siria attraverso la Turchia, secondo una fonte vicina alle indagini. Prelievi di dna effettuati sulla madre hanno permesso la sua identificazione. Diverse perquisizioni sono state condotte nelle abitazioni del suo ambiente familiare, in particolare presso la madre ad Aix-les-Bains (in Savoia) e presso un parente a Montlucon (nell’Allier), due città dove aveva vissuto con la famiglia.

E oggi tre persone dell’entourage familiare di Abdel  sono stati fermati. Lo ha reso noto una fonte giudiziaria. Il fermo, attuato mercoledì, “deve consentire di raccogliere elementi sul profilo” del terrorista, ma al momento “non ci sono elementi che queste persone abbiano a che fare con l’assassinio” del prete. Una quarta persona, un minore di 16 anni, nato in Algeria e fermato martedì e’ stato riascoltato stamane: suo fratello è oggetto di un mandato di arresto per essere partito alla volta delle regioni jihadiste iracheno-siriane nel marzo 2015, con una carta di identità falsa dell’altro assassino del sacerdote, Adel Kermiche.

Di cui viene delineato meglio anche  il profilo: secondo Le Monde, Adel Kermiche soffriva di disturbi psichici fin dall’infanzia. A 12 anni fu espulso da scuola per “disturbi comportamentali”: nella sua scheda fu riportato che si trattava di un “soggetto iper-attivo”.

Una dura condanna dell’attacco è arrivato da Ahmed al-Tayeb, grande imam di al-Azhar, la massima istituzione dell’Islam sunnita, con sede al Cairo. In un comunicato, al-Tayeb ha definito “barbara” l’uccisione del sacerdote Jacques Hamel e ha affermato che i due giovani attentatori “si sono spogliati dell’umanità e dei valori dell’Islam”. Al-Tayeb ha quindi “rinnovato il suo appello a unire gli sforzi contro il cancro del terrorismo, che minaccia il mondo intero”. “L’Islam – ha concluso – ordina il rispetto di tutti i luoghi di culto dei non musulmani”.

Intanto la Francia ha deciso di mobilitare 23.500 agenti fra poliziotti, gendarmi, militari e riservisti per proteggere il Paese dalla minaccia terrorismo, che si trova al livello più elevato mai registrato. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, aggiungendo che si rafforzerà il dispositivo di sicurezza per i 56 grandi eventi in programma in Francia da adesso alla fine dell’estate. E ieri, nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi, è stata celebrata una messa in ricordo del prete sgozzato, alla quale hanno partecipato il presidente francese, Francois Hollande, e il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve.

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