Francese, tedesco, inglese, maggioritario o proporzionale. Quale sistema si adatta meglio all’Italia?

Legge elettorale
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Al momento le leggi elettorali di Camera e Senato, ance se diverse, sono proporzionali. Correggerle è fondamentale per poter avere un governo stabile nella prossima legislatura

In questi giorni l’argomento legge elettorale sembra essere svanito dall’agenda politica. Nonostante il tema si sia raffreddato è necessario che il Parlamento provveda prima del voto almeno ad armonizzare le leggi elettorali con cui verranno eletti deputati e senatori. Dopo le sentenze – Camera e Senato – della Consulta le leggi elettorali sono entrambe sostanzialmente proporzionali, anche se con molte differenze.

C’è un dibattito in corso tra i partiti, tra chi è per il sistema proporzionale e chi per il maggioritario. Un dibattito che porta ad un punto morto, facendo di fatto fallire qualsiasi proposta di modifica. Secondo i proporzionalisti la frammentazione politica non consentirebbe un sistema maggioritario, mentre chi è per il maggioritario sostiene che proprio a causa della frammentazione politica formare un governo con un sistema proporzionale sarebbe praticamente impossibile.

Se guardiamo gli ultimi sondaggi, è facile comprendere come nessun partito possa ambire ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, sia alla Camera dove è previsto un premio di maggioranza per la lista che dovesse raggiungere il 40% dei voti, ancor di più al Senato dove non è previsto alcun premio di maggioranza. Per capire meglio quale potrebbe essere il sistema elettorale più adatto alle caratteristiche italiane facciamo un giro in alcuni grandi Paesi europei.

Francia

Il sistema francese è uno di quei sistemi che potrebbe integrarsi meglio con la situazione politica italiana. E’ un sistema uninominale a doppio turno che prevede che, nel caso nessuno dei candidati all’assemblea legislativa nel proprio collegio superi il 50% + 1 dei consensi al primo, si passa al secondo turno, dove è sufficiente la maggioranza relativa. Al secondo turno possono accedere solo quei candidati che abbiano ottenuto almeno il 12,5% al primo, sugli aventi diritto al voto. Questo sistema di voto non garantisce governi monocolore, ma garantirebbe ai partiti principali di conquistare un cospicuo numero di deputati e senatori tale da consentire di formare un governo tramite accordi, come successo in Francia alle scorse elezione, dove la maggioranza all’assemblea legislativa è formata da 5 partiti di sinistra. Naturalmente una legge elettorale spiccatamente maggioritaria non garantirebbe la rappresentanza, per questo anche i sostenitori del sistema francese non disdegnerebbero di inserire una piccola quota proporzionale.

Regno Unito

Anche il sistema elettorale del Regno Unito è maggioritario, anche se a differenza di quello francese è a turno unico. E’ un sistema di facile comprensione, il Paese è diviso in 650 collegi ed ognuno di questi esprime un rappresentante. Essendo una legge a turno unico, il candidato che riceve più voti è automaticamente eletto, senza guardare alla percentuale. Questo sistema è stato adottato anche in Italia con il Mattarellum, che prevedeva pure una quota proporzionale, e che in molti vorrebbero reintrodurre, con qualche piccola modifica. I detrattori del Mattarellum sostengono che non sarebbe adatto alla situazione politica italiana, al momento molto frammentata. In qualche modo la situazione politica italiana oggi è paragonabile a quella britannica del 2015, quando ci furono le elezioni politiche: due partiti principali (conservatori e laburisti), un partito regionale  molto forte (Partito nazionale scozzese) e altre forze politiche che stazionano tra il 8 e il 12% (Ukip e liberal democratici). Uno scenario simile a quello italiano.

Germania

Il proporzionale tedesco è forse l’unico sistema proporzionale funzionante in Europa. Funziona per 2 motivi essenziali: il primo è che i due principali partiti Cdu e Spd non hanno difficoltà a governare insieme, come sta succedendo in questa legislatura e probabilmente anche la prossima. Il secondo motivo è che il sistema politico tedesco non è frammentato come quello italiano, basti pensare che nelle ultime elezioni solo 4 partiti sono entrati al Bundestag. Un sistema simile in Italia non sembra applicabile e porterebbe inevitabilmente all’ingovernabilità.

Spagna

Altro Paese dove si eleggono i deputati con il sistema proporzionale, anche se dentro le circoscrizioni e non a livello nazionale,  è la Spagna. La legge elettorale spagnola è stata più volte presa a modello, ma nell’ultimo periodo ha fatto vedere tutti i suoi limiti. E’ una legge elettorale che funziona quando vi è poca frammentazione, ma non a fronte di una frammentazione politica, come si è visto nelle ultime due tornate elettorali. Una legge simile in Italia porterebbe all’ingovernabilità, così come è accaduto in Spagna, anche se forse gli effetti regionali provocherebbero minori ripercussioni rispetto ad un proporzionale su base nazionale.

Come abbiamo visto ogni sistema elettorale ha i suoi pregi e i suoi difetti, da una parte ci sono i sistemi maggioritari che pur non garantendo la governabilità al 100% possono portare a maggioranze omogenee a scapito però della rappresentatività. D’altra parte i sistemi proporzionali creerebbero una frammentazione parlamentare, anche a causa della frammentazione politica, che renderebbe impossibile, o quasi, la formazione di qualsiasi governo.

 

 

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