Francesco, una giornata particolare

Giubileo
Pope Francis opens the Holy Door of Saint Peter's Basilica, formally starting the Jubilee of Mercy, at the Vatican City, 08 December 2015.
ANSA/ETTORE FERRARI

Cinquant’anni dopo la chiusura del Concilio Vaticano II, quindici anni dopo l’ultimo Anno Santo presieduto da Wojtyla, Francesco apre la Porta Santa più famosa del mondo e dà inizio al Giubileo che durerà fino al 20 novembre 2016.

Papa Francesco apre la Porta Santa di San Pietro e dà inizio all’anno Santo della Misericordia: pone le mani sulle due ante di bronzo, spinge, e la porta (complici due cerimonieri sul retro) si spalanca. Un gesto avvenuto in pochi attimi che rappresenta il passaggio che ogni cristiano deve fare dal peccato alla grazia.

È un Giubileo che entrerà nella storia, il primo alla presenza di un Papa emerito, il primo che di fatto globalizza la misericordia perché apre le porte di tutte le cattedrali del mondo e anche il primo sotto la minaccia del terrorismo islamico, sotto la minaccia dell’Isis.

Il Papa durante l’Angelus in mattinata invita ad abbandonare ogni “paura e timore” e vivere la “gioia”. Poi l’apertura della porta Santa. “Attraversare la Porta Santa ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore”, auspica nell’omelia della messa celebrata in piazza San Pietro davanti a 70 mila fedeli e alle delegazioni ufficiali (per l’Italia c’erano il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, il premier Matteo Renzi e il ministro degli interni Angelino Alfano). “Questo Anno Santo Straordinario – spiega – è anch’esso dono di grazia” che ci fa “scoprire la profondità della misericordia del Padre che tutti accoglie e ad ognuno va incontro personalmente”.

 

Un giubileo che entrerà nella storia, abbiamo detto, anche per la presenza del Papa emerito. Con Joseph Ratzinger ci sono stati diversi momenti importanti, di contatto. Un abbraccio, una stretta di mano. E poi al temine dell’Angelus Papa Francesco chiede ancora una volta ai fedeli un applauso per Benedetto XVI.

 

 

 

Nel pomeriggio Jorge Mario Bergoglio va a piazza di Spagna, come ogni anno, per l’Immacolata concezione. Ed è lì che il papa si è immerso nella folla, accolto da un affetto straordinario. Saluta velocemente le autorità, il commissario Tronca, il prefetto Gabrielli, il cardinale Vallini, poi si sofferma con i malati e i fedeli, foto, selfie, abbracci, benedizioni, battute. “Vengo a nome delle famiglie, con le loro gioie e fatiche; dei bambini e dei giovani, aperti alla vita; degli anziani, carichi di anni e di esperienza; in modo particolare vengo a te da parte degli ammalati, dei carcerati, di chi sente più duro il cammino”. Ultima tappa, ancora per rendere grazie alla Madonna, a Santa Maria maggiore, nuovo bagno di folla tra i fedeli.

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Sul piano della sicurezza hanno funzionato le imponenti misure prese dopo gli attentati terroristi di Parigi. In Piazza San Pietro non c’è stata la folla straripante della canonizzazione di Wojtyla, ma alla fine la piazza si è riempita, con una lunga fila per passare sotto la porta santa durante tutta la giornata e che proseguirà fino al 20 novembre 2016.

Ma è solo il primo giorno del Giubileo ai tempi dell’Isis. Il prefetto Franco Gabrielli quando ormai alle 19 può tirare un sospiro di sollievo afferma in conferenza stampa che “a Roma sarà sempre allerta massima per tutto l’Anno santo”.

Un momento dell'evento (in occasione dell'apertura del Giubileo Straordinario della Misericordia) ''Fiat Lux: illuminare la nostra casa comune'': proiezione sulla facciata della Basilica di San Pietro con immagini della natura di tutto il mondo, Roma, 8 Dicembre 2015. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

 

La giornata di apertura dell’Anno Santo si conclude con uno spettacolo di luci proiettate sulla facciata della Basilica di San Pietro. La Fiat Lux, voluta da Papa Francesco proietta una serie di foto che fanno esplicito riferimento alla natura, e quindi alla enciclica del Papa Laudato sì.

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