Franceschini: via l’Imu alle librerie. Il parere dei librai indipendenti

Libri
Schermata 05-2457532 alle 15.37.10

La proposta del ministro dei Beni culturali risale al Salone del Libro di Torino di qualche giorno fa. Ecco cosa ne pensano i librai indipendenti

“Abolizione dell’Imu sulle librerie”. Questa è la proposta che Dario Franceschini ha lanciato all’apertura del Salone del Libro di Torino, qualche giorno fa. “Si tratterebbe di un segnale, un aiuto – sottolinea il nostro ministro dei Beni culturali – non è ancora una decisione presa, ma mi sembrerebbe un modo per venire incontro ai librai”. L’intervento non riguarderà solo le librerie storiche, ma tutti i punti vendita e “sarà a carico del governo, non dei Comuni” sottolinea Franceschini.

Abbiamo sondato le reazioni di alcuni librai indipendenti a questo annuncio; attraverso le loro dichiarazioni ci sembra sia possibile mettere in luce i nodi problematici della questione: e chissà che queste critiche costruttive non servano ai nostri legislatori per perfezionare la loro proposta.

“Non sono in possesso di dati precisi, ma so dai miei colleghi che quasi sempre le librerie indipendenti operano in affitto”, ci dice Andrea Geloni della libreria Nina a Pietrasanta in provincia di Lucca. “Forse è diverso per le grandi catene. Ma almeno per quello che ci riguarda, il taglio dell’Imu non sarebbe un sostegno a chi gestisce librerie indipendenti, ma ai proprietari dei loro locali, i quali dubito possano essere vincolati a rigirare il vantaggio fiscale ricevuto sul canone di affitto. In ogni caso, ciò potrebbe avvenire solo in sede di rinegoziazione del contratto, ossia se il provvedimento diventasse strutturale. Allo stato attuale, forse una conseguenza (oltre al vantaggio diretto per le librerie che operano in locali di proprietà, che certamente esistono, ma forse non sono le più esposte alla crisi) potrebbe essere una maggiore disponibilità da parte dei proprietari a stipulare nuovi contratti di affitto con nuove attività. Il che potrebbe tradursi in una maggiore concorrenza e in una migliore offerta culturale.”

“Personalmente – continua Geloni –  credo sia utile riconoscere e promuovere l’eccellenza delle librerie indipendenti che rispettino determinati parametri (come fanno, per esempio, in Francia) concedendo loro la possibilità di avere sgravi fiscali diretti e prestiti a tasso zero. Un altro punto potrebbe essere una revisione della legge Levi – che ha rappresentato uno sforzo necessario ma non sufficiente e troppo facilmente aggirabile – che avvicini la nostra legislazione sul prezzo dei libri a quella di altri paesi europei (la già citata Francia, la Germania) nei quali effettivamente i dati di lettura sono molto più incoraggianti. Altro ancora: una seria normativa sulla distribuzione, che elimini o scoraggi le posizioni dominanti e le loro ricadute sulla varietà e la disomogeneità dell’offerta culturale.”
Schermata 05-2457532 alle 15.39.26
La legge Levi, che tra le altre cose dovrebbe regolamentare gli sconti sui prezzi dei libri, è centrale anche nel commento dei titolari di Pagina 27, libreria di Cesenatico; “È da un po’ che commentiamo e ci rimpalliamo la notizia; per quel che riguarda la proposta del ministro aspettiamo che le cose siano più chiare e definite: nell’immediato sarebbe importante chiarire la questione della legge Levi, ad oggi mai applicata”.

“Certamente per i proprietari delle mura l’abbattimento dell’IMU sarà una notiziona – ci dice Benedetta Persichetti, della libreria Lotto49 a Frascati – io in realtà di IMU pagavo già molto poco, perché in quanto affittuaria mi spetta una quota minima. Forse mi sentirei di caldeggiare incentivi tramite altri provvedimenti: per esempio pago una quota spropositata per rifiuti che non produco.”

Sulla stessa linea l’opinione di Andrea Esposito, della libreria Minumumfax a Roma: “La proposta mi sembra interessante: ogni misura che vada incontro alle librerie è chiaramente ben accetta. Diciamo che se possibile per noi che siamo in affitto sarebbe buono che la parte dell’IMU abbattuta dal proprietario potesse tradursi in un taglio della nostra quota d’affitto: chissà se una misura del genere sarà prevista dalla proposta di Franceschini quando e se si dovesse concretizzare…”

Vedi anche

Altri articoli