Franceschini: “Tetto ai contanti più alto? Lo ha voluto Alfano”

Legge di Stabilità
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Ancora al centro della discussione l’innalzamento del limite del contante a 3mila euro. Scontro Tesoro-Agenzia delle entrare, minoranza dem in subbuglio

Non mi piacciono 3.000 euro di soglia per il contante, l’ho detto in consiglio dei ministri, ma la regola va rispettata. Io ho detto come la penso. Uno dice la sua opinione e poi si adegua alla volontà della maggioranza. Siccome abbiamo avuto discussioni molte volte su questo e io sono sempre riuscito a fermare la cosa, questa volta ha vinto Alfano”.  E’ quanto afferma il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, in merito all’aumento della soglia per l’utilizzo del contante. Parole che arrivano al centro dello scontro tra Tesoro e Agenzia dell’Entrate e in cui si inserisce anche la minoranza dem, contraria all’innalzamento del limite.

“L’affondo del sottosegretario Zanetti contro l’Agenzia delle entrate è inaccettabile”. Ha dichiarato in una nota Roberto Speranza, esponente della minoranza Pd, commentando l’intervista a Repubblica del membro del governo, che ha chiesto le dimissioni di Rossella Orlandi, numero uno dell’Agenzia delle Entrate. Secondo l’ex capogruppo democratico alla Camera è “un segnale preoccupante che nel governo ci sia chi lavora per allargare le maglie della lotta all’evasione fiscale. E’ il momento – ha concluso Speranza – che Padoan chiarisca qual è la posizione del Governo su un tema così delicato”.

Il segretario di Scelta Civica e sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti in merito a Rossella Orlandi aveva dichiarato: “Se continua ad esternare il suo malessere e a dire che l’Agenzia muore, le dimissioni diventano inevitabili. Le parole della Orlandi, sempre che non le smentisca o le ridimensioni, sono incompatibili con qualsiasi ipotesi di leale collaborazione col governo che l’ha nominata. Sono convinto che la mia posizione sia assolutamente condivisa da Palazzo Chigi”.

Per il sottosegretario “in questi mesi l’approccio dell’Agenzia ha determinato forte irritazione nel Mef e nel governo”. Secondo Zanetti la Orlandi “non è isolata. Se lei si sente messa all’angolo è solo perché’ preferisce risolvere in un altro modo il nodo dei suoi dirigenti dichiarati illegittimi dalla Consulta. L’errore qui però è che difende i suoi uomini più fidati, non l’istituzione. Ma questo non è il suo compito. Non possiamo consentire a questi dirigenti, assunti in modo illegittimo, di tornare ai loro posti senza concorso. E invece ci sorbiamo da mesi la tiritera del direttore che dice di non essere in grado di andare avanti”.

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