La giunta Raggi travolta dai rifiuti. La Procura indaga

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L’ad di Ama chiede che l’impianto di Cerroni venga requisito da Ama: “Così costi trasparenti”

Finisce subito in procura il pasticcio sui rifiuti della Capitale. L’amministratore delegato di Ama Daniele Fortini è stato sentito ieri per cinque ore dal pm Alberto Galanti.

Sul tritovagliatore di Rocca Cencia e sugli impianti Tmb (trattamento meccanico biologico) – due sistemi diversi di smaltire i rifiuti – che nei fatti lasciano ogni giorno che passa, ogni giorno di più, la Capitale nella sua vergogna di immondizia. Non è chiaro se e quanto la giunta Raggi sia coinvolta in questo pasticcio che ha già assunto pesanti contorni penali (le ipotesi di reato sono truffa, frode e associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti).

Certo è che l’assessore all’Ambiente Paola Muraro (in Ama per dieci anni prima di approdare nella giunta Raggi) e il deputato 5 Stelle Stefano Vignaroli – anche vicepresidente della Commissione rifiuti nonchè compagno di Paola Taverna ed entrambi membri dei minidirettorio romano – hanno fatto di tutto per accusare Fortini. E ancora di più per far rientrare dalla finestra quel Manlio Cerroni, da trent’anni gestore in monopolio dei rifiuti nel Lazio, che la giunta Marino e lo stesso Fortini avevano fatto uscire dalla porta chiudendo per sempre la discarica di Malagrotta.

Ogni giorno la Capitale produce un milione di tonnellate di spazzatura indifferenziata che, dopo la chiusura di Malagrotta (2014 da cui poi sono nate tre inchieste penali) vengono smaltite negli impianti di otto regioni. Tra queste il Lazio che mette a disposizione il tritovagliatore di Rocca Cencia che fa capo sempre a Cerroni. E quattro TMB, due a Malagrotta di Co.La.Ri (Consorzio laziale rifiuti) che fa sempre capo a Cerroni e due di Ama (Rocca Cencia e Salaria).

Da un mese, Raggi e Muraro fanno pressioni su Fortini per portare i rifiuti al tritovagliatore. Fortini si oppone e insiste sul fatto che i rifiuti devono essere consegnati agli impianti Tmb di Ama che però dicono di essere pieni e tengono i camion pieni fuori dai cancelli. È chiaro che usare il tritovagliatore significa non solo dare soldi a Cerroni (indagato a più riprese) ma farlo rientrare nel business rifiuti.

Ma è esattamente il piano della giunta Raggi. Fortini non ci sta. E al magistrato ha spiegato perchè. «Vista la fase di criticità – ha detto l’ad – il sindaco deve valutare la requisizione del tritovagliatore di proprietà Co.La.Ri e affittato a Porcarelli e metterlo a disposizione di Ama nel pubblico e generale interesse di Roma». L’assessore Muraro crede di aver messo con le spalle al muro Fortini quando lunedì ha fatto un blitz in Ama e ha mandato in streaming la riunione accusandolo di non voler risolvere l’emergenza. Non sapeva che, proprio su input di Fortini, il Noe dei carabinieri era già stato in azienda ad acquisire atti e materiale per la nuova indagine. «L’assessore Muraro – ha aggiunto Fortini – mi spinge ad usare il tritovagliatore ma lo posso fare solo dentro i limiti della legalità e non al di fuori dalla legge». .

E l’impianto, è sicuro Fortini, non può essere usato perché è fuori dal piano regionale dei rifiuti. Per poterlo utilizzare serve una gara pubblica o un’ordinanza del sindaco o del governatore che però potrebbe essere indirizzata a persone che oggi potrebbero essere indagate. Allora l’unico modo «per usare un impianto che non è indispensabile» visto che il prefetto può intimare ai Tmb la ricezione dei rifiuti, è la requisizione. «Almeno – è la conclusione di Fortini – lo prende Ama lo gestisce Ama e i prezzi saranno trasparenti».

Alla voce rifiuti il programma di Virginia Raggi fantasticava di «riduzione, riuso e riciclo, isole ecologiche in ogni quartiere e tariffe puntuali». Quaranta giorni sono pochi e la crisi spazzatura a Roma sconta anni di malaffare e di monopoli. Ma tra la rivoluzione di un nuovo ciclo dei rifiuti e il ritorno all’antico, cioè a Cerroni, i Cinque stelle hanno scelto l’antico. «Ho rappresentato una situazione anomala e stravagante» ha tagliato corto Fortini dopo cinque ore di interrogatorio come persona informata sui fatti. L’ad di Ama ha presentato 14 denunce in tema di gestione rifiuti. Non ci sta a farsi trattare «come uno del Pd che deve spiegare vent’anni di gestione fallimentare dei rifiuti». Così ha detto Muraro. Che invece collaborava in Ama ai tempi di Fiscon, l’ex plurindagato ad.

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