Arrivati a 281 morti: la più colpita è ancora Amatrice

Terremoto
Una veduta di Amatrice dopo la scossa di terremoto, 24 agosto 2016. ANSA/ LUCA PROPERI

I funerali delle vittime marchigiane del terremoto si terranno domani mattina ad Ascoli Piceno

Estratto dalle macerie, ad Amatrice, un altro corpo senza vita, di cui ancora non si conosce l’identità, nella zona della chiesa di Sant’Agostino. Il bilancio sale a 283 morti, 223 morti ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 49 ad Arquata del Tronto. Sono circa 2.500 le persone rimaste senza casa. Sempre ad Amatrice è altro il rischio di crollo della torre civica, in pieno centro storico. Molto danneggiata dalle scosse che si sono susseguite a partire dal 24 agosto, la torre ora ha iniziato a scricchiolare.

La responsabile della Protezione civile Titti Postiglione ha riferito che i feriti che hanno richiesto le cure negli ospedali di Lazio, Umbria e Marche sono 387 mentre le persone che hanno usufruito di assistenza medica nei comuni sono 2.100. Le persone salvate dalle macerie al momento invece sono 238 e continua l’attività dei soccorritori, per cercare eventuali superstiti e dare assistenza agli sfollati che hanno trascorso la notte nelle tendopoli attrezzate nella zona.

L’ultima forte scossa nel reatino è quella delle 6.28, quando i sismografi dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) hanno registrato una replica di magnitudo 4.8, a una profondità di 11 chilometri. Amatrice e, nell’Aquilano, Campotosto, Capitignano e Montereale i comuni più vicini all’epicentro. Dopo la scossa distruttiva di magnitudo 6.0 delle 3.36 di mercoledì, questa è la seconda replica di assestamento più forte dopo quella di magnitudo 5.3 nella zona di Perugia registrata sempre mercoledì alle 4.33.

I vigili del fuoco, invece, non hanno ricevuto più segnalazioni di dispersi nelle zone terremotate di Arquata del Tronto, ma la ricognizione generale dei luoghi disastrati continua comunque, con l’ausilio di unita cinofile, come ha riferito il portavoce di Ascoli Piceno.

Contemporaneamente è stata proclamata una giornata di lutto nazionale con l’esposizione di bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici dell’intero territorio italiano e ci si organizza per l’estremo saluto a chi non si è salvato. Si terranno domani ad Ascoli Piceno i funerali solenni delle vittime del terremoto del Comune di Arquata del Tronto. Le esequie, celebrate dal vescovo monsignor Giovanni D’Ercole nella palestra adiacente all’ospedale “Mazzoni” alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella e delle massime autorità dello Stato, si svolgeranno alle ore 11,30.

“Come e quando non lo so ancora, ma è scontato che i funerali delle nostre vittime si terranno qui ad Amatrice. Non c’è più neanche una chiesa, quindi si terranno all’aperto, ma dove e come ancora non lo sappiamo”, ha detto invece il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Intanto, una celebrazione religiosa, senza salme, è prevista per mercoledì 31 agosto alle 18 nel paese reatino come ha fatto sapere il vescovo di Rieti, Domenico Pompili, spiegando che allo stato non è possibile “ipotizzare un momento in cui avremo tutte le salme a disposizione poiché alcune sono già state portate via dai familiari”.

“Amatrice è da radere al suolo completamente”, ha ammesso Pirozzi, confermando come non ci sia più nessun edificio nel centro storico che sia possibile restaurare e salvare. A parte la chiesa romanica di San Francesco, tutto il resto non c’è più. “Ma come ho già detto ieri – ha aggiunto Pirozzi – vorremmo ricostruirlo nello stesso posto, magari con la stessa forma e con la stessa estetica”.

Dal governo ieri sono stati ufficializzati i primi interventi concreti. Oltre a decretare lo stato di emergenza, il Consiglio dei ministri ha stanziato subito 50 milioni di euro e messo uno stop al pagamento delle tasse. Inoltre si darà il via al progetto per la limitazione del rischio sismico che si chiamerà “Casa Italia”.

Oggi, invece c’è stata la visita ufficiale del ministro dell’Interno Angelino Alfano che ha detto: “C’è un immenso dolore, ma anche nel buio di questo immenso dolore c’è un bagliore di orgoglio e di gioia. Orgoglio per il sistema dei soccorsi che ha funzionato alla perfezione, dai capi della Protezione civile, dei vigili del fuoco fino al cane Leo nel salvataggio della piccola Giorgia, agli oltre duemila uomini delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, che hanno lavorato con una competenza straordinaria per realizzare 215 soccorsi con successo, un lavoro straordinario che non ha altri esempi in altre situazioni di disastri. Noi oggi abbiamo 2300 uomini fra forze dell’ordine e vigili del fuoco, che sono schierati nei luoghi del disastro e che stanno offrendo il meglio della loro professionalità con un obiettivo: non lasciare sole le popolazioni colpite dal sisma”.

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