La Sicilia in fiamme, Crocetta: “Un atto criminale”

Cronaca
el Verbano Cusio Ossola un vasto incendio sta distruggendo i boschi della valle Vigezzo, tra i comuni di Re, Malesco e Villette. Le fiamme hanno costretto alla chiusura della strada statale 337. La zona resta collegata alla Svizzera dalla Ferrovia Vigezzina che fa servizio tra Domodossola e Locarno (Ticino). I treni dunque circolano regolarmente sia nella tratta italiana che in quella svizzera, 4 Febbraio 2016. ANSA/ RENATO BALDUCCI

Colpite le province di Palermo, Agrigento, Trapani, Messina. Case e scuole evacuate e problemi su strade e autostrade

“Tutte le strutture del ministero dell’Interno sono mobilitate e al lavoro 24 ore su 24. La nostra priorità è quella di mettere in sicurezza la gente e le abitazioni”. La macchina dei soccorsi – ha annunciato il ministro dell’Interno Angelino Alfano – è a pieno ritmo per cercare di gestire una situazione che sembra essere fuori controllo e che sta provocando danni enormi in diverse zone della Sicilia, nelle province di Palermo, Agrigento, Trapani, Messina.

Gli incendi che da ieri stanno devastando ampie zone della regione sono stati alimentati ancora di più dal forte scirocco che ha iniziato a soffiare nelle ultime ore. Il risultato è stato un aumento considerevole della temperatura che, insieme al vento, ha fatto il resto, con una serie di problemi su strade, città, case ed edifici pubblici. La polizia sta seguendo la pista dolosa: a Cefalù, nel palermitano, dove il dirigente del commissariato, Manfredi Borsellino, ha inviato un fascicolo alla Procura di Palermo per aprire un’indagine sull’origine delle fiamme e ha chiesto l’intervento della scientifica per dei sopralluoghi, dal momento che diversi incendi sembrerebbero essere scoppiati contemporaneamente. Le Procure di Palermo e Termini Imerese sono al lavoro sulle prime informative e sui primi rapporti ricevuti da carabinieri, polizia, Corpo forestale, intervenuti sui luoghi devastati dagli incendi. L’ufficio di Termini diretto da Alfredo Morvillo conta di acquisire quanto prima tutte le informazioni necessarie per verificare la matrice dolosa delle fiamme scatenatesi in particolare nelle Madonie e a Cefalù: “Intendiamo delineare presto il quadro dei fatti – spiega – sono ormai un dato costante questi fenomeni incendiari sin dalle prime sciroccate e ondate di calore. Gli eventuali interessi economici, come già accertato in passato, sono collegati agli interventi post-incendio e alle attività di rimboschimento e di avviamento al lavoro di coloro che devono ripristinare i luoghi. Le risorse economiche in gioco sono ingenti. Verificheremo questa ipotesi. Non credo a un ruolo della mafia”. Pure a Palermo la Procura diretta da Francesco Lo Voi è mobilitata sulla base delle prime informative sui roghi divampati a Monte Pellegrino, nei quartieri dello Sperone e dell’Acquasanta, fin nei pressi della zona di Monreale.

“Non è casuale che questo drammatico scenario sia esploso alla vigilia della partenza del piano antincendio varato dalla Regione e quando era previsto lo scirocco – ha detto il governatore Siciliano -. È chiaramente un atto criminale”, ha dichiarato il governatore Rosario Crocetta.

Anche il capogruppo Pd in commissione Giustizia del Senato, Beppe Lumia, ha parlato di “un’aggressione micidiale alla Sicilia. Sembra un atto di guerra. I focolai sono stati troppo vasti e in più punti per non pensare che non sia voluto, programmato e capillare. La risposta deve essere la più severa possibile. A questo atto di guerra bisogna rispondere con mano ferma e dura. Spegniamo subito gli incendi e aggrediamo i responsabili e i mandanti. Non devono passarla liscia”.

Nel frattempo, le Prefetture siciliane, i vigili del fuoco, sotto il coordinamento del Centro operativo nazionale del Viminale, la Protezione civile e tutte le forze di polizia sono sul campo per fronteggiare l’emergenza: “Abbiamo messo in campo tutti gli uomini e mezzi disponibili”, ha spiegato il ministro Alfano, tra cui sette canadair e un elicottero dei vigili del fuoco con oltre 250 unità e 65 automezzi per lo spegnimento delle fiamme.

Il ministero è in costante contatto con le Prefetture e le Centrali operative della regione e “c’è il massimo sforzo di tutte le strutture e del personale del Viminale e della Protezione civile – ha detto ancora Alfano – per cercare di alleviare, per quanto possibile, i cittadini dai disagi. Le squadre dei vigili del fuoco, potenziate con il richiamo in servizio di personale in turno libero, stanno effettuando centinaia d’interventi soprattutto per soccorso a persone e automobilisti in difficolta’ e per il ripristino della viabilità”.

Rallentamenti lungo le autostrade – come l’A29 Palermo-Mazara del Vallo – e le strade statali (con lunghi tratti chiusi al traffico), ma soprattutto problemi per gli abitanti e i turisti. In alcuni casi è stata necessaria l’evacuazione di alcuni edifici, come a Monreale, dove una cinquantina di bambini sono risultati lievemente intossicati; ricoverati in ospedale, poi sono stati tutti dimessi. Solo nella provincia di Palermo sono oltre 15mila le utenze elettriche saltate a causa delle fiamme.

Ma non è l’unico edificio ad essere stato evacuato. Da molte case e scuole in fiamme è stato lanciato l’allarme di incendio ed è stata disposta l’evacuazione e i vigili del fuoco sono in difficoltà per la quantità di richieste di soccorso che sono arrivate nelle ultime ore ai loro centralini. Sono in azione tutte le squadre di soccorso (oltre ai pompieri anche la protezione civile) e i Canadair, in difficoltà a causa del forte vento.

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