Forse, no, vediamo. Raggi e il giro di valzer sulle Olimpiadi a Roma

M5S
Virginia Raggi, la candidata M5s a sindaco di Roma, nel corso di una iniziativa al Tufello, Roma, 5 marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Qual è la posizione della candidata grillina sulla candidatura di Roma 2024? A giudicare dalle sue contraddittorie dichiarazioni, la questione non è chiara

Cambiare idea è più che lecito, intendiamoci. Chi però si candida alla guida della capitale d’Italia, qualche elemento di chiarezza in più potrebbe anche averlo. E dovrebbe anche saperlo comunicare senza tentennamenti ai cittadini. Se poi si cambia idea (e non è la fine del mondo) sarebbe bene dichiararlo e spiegarne le motivazioni. Invece succede che la campagna elettorale di Virginia Raggi per Roma sia costellata da una serie di giri di valzer sugli argomenti più disparati.

Un caso su tutti. Dallo scorso febbraio a oggi la posizione di Virginia Raggi sulle Olimpiadi a Roma è cambiata più volte. “Vogliamo che siano i romani a decidere sulla candidatura della città alle Olimpiadi 2024, ma vogliamo informarli bene prima. I grandi eventi sono stati spesso sfruttati per prendere risorse e buttarle via”, aveva detto l’avvocatessa lanciando l’idea di consultare direttamente i cittadini, magari con un referendum.

Peccato che poi questa apertura sia stata successivamente abbandonata per una presa di posizione più rigida: “Io sono contraria, penso che prima vada risistemata la città. Bisogna concentrarsi sull’ordinario. In ogni caso informeremo i cittadini dei costi e dei rischi dell’Olimpiade”. E ancora: “Roma è una città completamente devastata, abbiamo enormi problemi: rifiuti, trasporti e buche, ce l’hanno detto romani. E allora perché mettere carne al fuoco con interventi straordinari?”.

Ora però qualcosa è cambiato, forse complice l’incontro che la candidata grillina ha avuto con il presidente del Coni, Giovanni Malagò:  “E’ stato un incontro cordiale, abbiamo parlato di sport, di Roma e di Olimpiadi. Abbiamo ribadito la nostra linea, non c’è alcun pregiudizio nei confronti dei Giochi ma dobbiamo pensare prima all’ordinario e poi valuteremo anche lo straordinario”. Malagò soddisfatto ha commentato: “Definirla una giornata crocevia mi sembra esagerato, ma è stata una giornata importante. Se sono più ottimista rispetto a ieri? Penso proprio di sì”.

Ora è chiaro che, se Virginia Raggi ha cambiato idea, ha deciso comunque di non comunicarlo urbi et orbi, forse temendo di apparire poco coerente. Quella che sta giocando è una (non) campagna elettorale fatta di equilibrismo, assenza di confronto con gli altri candidati e angoli smussati, che di sfumatura in sfumatura fanno intendere dei cambi di linea. Perché non dirlo? Una campagna elettorale dovrebbe servire a quello: dire come la si pensa e cosa si vuole (o non vuole) fare della città.

Vedi anche

Altri articoli