Formigoni è tornato. Inseguito da sentenze a requisitorie: “E’ un corrotto”

Cronaca
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Intanto non dà il risarcimento dovuto ai Radicali

 

Era un po’ di tempo che Roberto Formigoni non compariva sulle pagine dei giornali. Sparito da tempo dalle notizie politiche (che fa, dov’e? E soprattutto: a chi interessa dove sia, cosa faccia) neppure la cronaca gli dava peso. L’éra delle foto mezzo nudo sugli yacht, delle memorabili imitazioni di Crozza, delle camicie inverosimili, delle arroganti risposte quando era il potente governatore della Lombardia: tutta acqua passata. Formigoni invecchia, come tutti, ma peggio di altri.

 

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Bene, il digiuno informativo sul “Celeste” è finito. Niente notizie politiche, s’intende, perché lui è uno che lo stipendio da senatore lo prende eccome pur in assenza di atti degni di nota. No, Formigoni è tornato a far notizia per roba di cronaca.

Prima notizia, la durissima requisitoria del pm di Milano Laura Pedio nel processo a carico, tra gli altri, dell’ex presidente della Regione Lombardia, imputato per associazione a delinquere e corruzione per avere favorito la Fondazione Maugeri in cambio di denaro e altre utilità. Una vicenda che si trascina da tempo, la ricordate, l’amico Daccò, le presunte tangenti, i viaggi gratis eccetera. La pm ha spiegato che Formigoni è stato “corrotto” dal faccendiere Pierangelo Daccò e dall’ex assessore regionale alla Sanità Alberto Simone con “utilità pari ad almeno 8 milioni di euro” ed “è ridicolo pensare che si sia trattato di regalie tra amici”.

E ancora: “Il denaro che alimenta questo sistema è il denaro delle tangenti che sono state pagate dalla Fondazione Maugeri per corrompere Formigoni“. Solo l’ex governatore lombardo, “nel suo flusso di coscienza in aula, ha potuto parlare di forme di cortesia. E questo è quasi offensivo”.

Seconda notizia, l’incredibile storia del “Celeste” che perde la causa con i Radicali per la vicenda delle firme false (“Firmigoni”) viene condannato per 50mila euro e non le tira fuori. E aggredisce un cronista delle Iene – il video ha già deliziato migliaia di persone.

 

 

 

Dunque, Formigoni è già stato condannato per due volte in primo grado dal tribunale penale di Milano per aver diffamato i Radicali nel corso dei processi che hanno accertato la falsità di centinaia di firme presentate dalle sue liste durante le elezioni regionali del 2010 in Lombardia, poi annullate per questi brogli.

Nonostante il giudice lo abbia condannato a pagare subito 50.000 euro come risarcimento nei confronti dei Radicali Marco Pannella, Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, Formigoni non ha mai pagato ed è partita la procedura di pignoramento. Al momento i conti bancari di Formigoni sono risultati tutti vuoti e la gran parte dei circa 20mila euro che percepisce come Senatore sono considerati impignorabili dal Senato. Capito, che storia? Triste, finire la carriera politica così.

 

 

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