Foia, sarà vera trasparenza? Ecco cosa chiedono al governo gli addetti ai lavori

Governo
Il ministro della P.A. Marianna Madia a Palazzo Chigi durante la conferenza stampa, Roma, 21 gennaio 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Ieri il ministro Madia ha incontrato il gruppo Foia4Italy, con i quali ha discusso del decreto recentemente approvato

Trasparenza vera. È questa la promessa fatta ieri dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia durante un incontro con il gruppo Foia4Italy per la promozione del Freedom of Information Act (Foia), una delegazione parlamentare e il digital champion del governo Riccardo Luna.

Alla vigilia dell’avvio dell’iter parlamentare del Foia è stato fatto il punto della situazione sul decreto approvato dal governo alcune settimane fa. Il provvedimento, arrivato alle Camere per i pareri, è stato oggetto di numerose critiche da parte degli addetti ai lavori, mentre all’indomani della pubblicazione del testo un gruppo di associazioni ed alcuni parlamentari hanno inviato al ministro una lettera-appello.

Mutuato dalla migliore tradizione amministrativa anglosassone ed in particolare statunitense, con l’obiettivo di rendere più trasparente l’attività della nostra Pubblica amministrazione e di semplificare l’accesso ai documenti da parte dei cittadini, il Freedom of Information Act in questione presenta alcuni difetti che ne inficerebbero l’efficacia.

Il decreto, infatti, stabilisce modalità di attuazione delle disposizioni normative molto blande, lasciando così troppa discrezionalità alla Pa, che in questo modo può eludere facilmente sia i principi stabiliti dalla legge, che le richieste di accesso dei cittadini e delle imprese.

Tra i principali aspetti contestati c’è: il silenzio diniego, che consente all’Ente di negare di fatto l’accesso agli atti e alle informazioni senza fornire alcuna spiegazione; la mancata previsione di sanzioni adeguate in caso di accesso illegittimamente negato e quella sulla gratuità dell’accesso ai documenti informatici, mentre non sono stati definiti in maniera precisa i costi che potranno essere richiesti ai richiedenti per la riproduzione e la spedizione. Il testo, inoltre, non prevede nessuna via stragiudiziale per chi vuole ricorrere contro l’Ente, ma il ricorso al Tar. Una strada molto lenta e onerosa.

Infine, il decreto non tiene assolutamente conto di un altro aspetto tipico di qualsiasi Foia, ovvero  quello di favorire l’esercizio da parte del cittadino dei suoi diritti di cittadinanza, in termini di controllo diffuso e di partecipazione all’attività degli Enti pubblici. Il provvedimento, infatti, non abroga la norma che vieta il controllo generalizzato dell’operato della Pubblica Amministrazione.

L’incontro di ieri, quindi, è stata l’occasione per un confronto sul merito al fine di migliorare il testo durante l’iter parlamentare. Il clima positivo, sottolineato da tutti i partecipanti, e la disponibilità mostrata dal ministro Madia fa ben sperare nell’approvazione definitiva di un provvedimento che, una volta legge, potrà contribuire in modo determinante a cambiare il paradigma della cultura amministrativa nostrana, sostituendo la trasparenza all’opacità e la centralità del cittadino all’autoreferenzialità tipica della burocrazia italiana.

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