Fmi: “In Italia prosegue la riduzione delle tasse”

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Nel suo rapporto “Fiscal Monitor”, l’istituto con sede a Washington parla anche di una riduzione del rapporto deficit/Pil

L’Italia con molta gradualità sta proseguendo la sua opera di riduzione del deficit pubblico e della pressione fiscale. Ma l’inversione di tendenza del rapporto debito/Pil verso una riduzione, anche a causa della dinamica ridotta della crescita economica, slitta al 2018.

E’ quanto si desume dalle cifre che il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato a Washington nel suo rapporto “Fiscal Monitor” che come tema analitico è proprio dedicato al livello record del debito del settore non finanziario a livello mondiale (225% del PIl) e ai relativi rischi sulla crescita, visto che due terzi di tale aggregato, pari a 100 mila miliardi di dollari, sono in capo al settore privato.

L’Italia, secondo il rapporto, quest’anno registrerà un rapporto deficit/Pil pari al 2,5%, in calo rispetto al 2,6% del 2015: tale dinamica proseguirà anche nel prossimo anno, con un rapporto pari al 2,2% e nel 2018 con un disavanzo all’1,3%. Al netto degli interessi pagati sul debito pubblico i conti italiani resteranno in attivo, con un avanzo primario di bilancio quantificato all’1,3% del Pil quest’anno, che crescerà all’1,4% nel 2017 e al 2,1% nel 2018.

Con molta gradualità, prosegue il suo calo anche la pressione fiscale del nostro paese, misurata in questo caso come rapporto tra le entrate complessive e Pil: dal 47,9% registrato lo scorso anno è prevista calare al 47,3% nel 2016 e rispettivamente al 46% e al 45,8% nei due anni successivi. Il rapporto debito/Pil, dal 132,7% registrato lo scorso anno, quest’anno crescerà in Italia al 133,2% e l’anno prossimo al 133,4% per poi registrare il punto di svolta nel 2018 quando gli economisti di Washington prevedono un calo al 132%

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