Fmi, così la Grecia affonda

Grecia
epa04843550 International Monetary Fund (IMF) Managing Director Christine Lagarde (L) and Greek Finance Minister Euclid Tsakalotos talk at the start of a special Eurogroup finance ministers meeting on the Greek crisis, at the European Council headquarters in Brussels, Belgium, 12 July 2015. Eurozone Finance Ministers set 12 July 2015 as the deadline to reach an agreement saving Greece from bankruptcy, amid warnings that failure to strike a deal by then could lead the country to crash out of the eurozone.  EPA/LAURENT DUBRULE

Il Fondo monetario internazionale boccia l’accordo sulla Grecia: debito insostenibile, va tagliato

“L’accordo sulla Grecia così non va”.  A dirlo non è l’area più intransigente e conservatrice del nordeuropa, nè tantomeno sono i cosiddetti ‘falchi’ avvinghiati sempre di più alle politiche economiche più ‘dure'; a sostenere questa tesi è il Fondo monetario internazionale.

In una lettera inviata alle autorità della Ue, il creditore internazionale guidato da Christine Lagarde scrive che il debito greco è insostenibile ed è necessario un suo taglio.

Così, a poche ore dalle inizio delle votazioni del Parlamento sulle riforme chieste dall’Eurogruppo, l’Fmi potrebbe mettersi di traverso e non aderire al nuovo piano di salvataggio.

“Il drammatico deterioramento della sostenibilità del debito – si legge nel documento diffuso dal Financial Times – rende necessario un alleggerimento del debito su una scala che vada molto oltre quanto sia stato finora previsto”  Insomma, va trovata una soluzione a un debito che sale troppo velocemente e che non permetterà mai ad Atene di raggiungere gli obiettivi promessi sul fronte dell’avanzo primario.

Anche il premier britannico David Cameron ritiene che il debito della Grecia debba essere alleggerito. Parlando al question time a Westminster il premier ha considerato “giusto il principio per il quale ci dev’essere alleggerimento del debito. È nell’interesse del Regno Unito – ha aggiunto – che l’eurozona decida in tal senso”

In effetti un taglio del debito, diventato ormai insostenibile, potrebbe davvero porre la parola fine su una crisi che dura ormai da più di cinque anni. Un suo haircut (taglio) ridarebbe alla Grecia non solo ossigeno, ma una vera e propria speranza di crescita.

Questa volta, a differenza di quanto avvenuto nel 2012, in cui furono tagliati 100 miliardi di euro ai creditori privati per evitare il default, il Fondo vorrebbe che fossero proprio gli Stati a rinunciare a qualcosa.

Una linea che l’Istituto con sede a Washington ribadisce ormai da tempo e che di certo si scontrerà con i cosiddetti ‘falchi’ di Berlino: il ministro delle Finanze tedesco Scheauble ha infatti ribadito più volte che, in base ai trattati, il taglio del debito greco è impossibile.

D’altra parte, senza l’aiuto del’Fmi, l’accordo faticosamente raggiunto a Bruxelles non starebbe più in piedi.

Come uscire dunque dall’impasse? Forse, in questa complicata partita, potrebbe ancora una volta entrare in campo la diplomazia degli Stati uniti. Non a caso il ministro del Tesoro Usa Jack Lew arriverà oggi in Europa per parlare sia con il presidente della Bce, Mario Draghi, sia con Schaeuble e con il suo omologo francese Michel Sapin.

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