Flop sotto l’albero per il congresso di Civati

Politica
02/05/2013 Roma. Convegno di Left, per parlare di sinistra. Pippo Civati

Le prime votazioni on line fanno segnare pochi partecipanti: non passano le modifiche allo Statuto volute dal fondatore. A gennaio le candidature per la leadership

Mentre gli italiani si godono questa breve pausa natalizia, c’è un partito che, nel silenzio generale, sta celebrando il suo primo congresso. Si tratta di Possibile, il movimento di Pippo Civati e di quei fuoriusciti dal Pd che lo hanno seguito nella sua nuova avventura.

Non stiamo parlando certo di folle oceaniche: sono 4773 gli iscritti che hanno diritto di voto all’assise in corso. La prima fase, appena conclusa, è stata dedicata all’elaborazione del nuovo Statuto del movimento. Passaggio fondamentale, che delinea forma e sostanza di un partito. L’iter è in stile pseudo-grillino, con votazioni sulla piattaforma on line per scegliere una delle tre proposte presentate. Il risultato? Un flop.

Alla prima sessione hanno partecipato 1826 iscritti, meno del 40%, e di conseguenza l’opzione più votata (dal titolo perentorio: “Uno Statuto per far decidere le persone”), sostenuta direttamente da Civati, si è fermata a 734 voti, ben lontana dal quorum richiesto del 50%+1 degli iscritti. Ritentate, sarete più fortunati.
Ecco allora che sulla piattaforma parte la seconda sessione, con l’asticella che si abbassa ai tre quinti dei votanti. Nemmeno stavolta, però, i nostri eroi riescono nell’obiettivo: perché uno può anche provare a far decidere le persone, ma mica può obbligarle. Il numero dei votanti, quindi, anziché salire si abbassa fino a 1504. E così la proposta appoggiata dal leader si ferma ancora appena al di sotto dell’obiettivo (53,79% contro il 60% richiesto), mentre al secondo posto si posiziona la gaberiana “Libertà è partecipazione” (517 voti, pari al 34,38%) e in netta minoranza finiscono “I neuroni”, appena 142 pari al 9,44% (non è uno scherzo, la proposta si intitola davvero “La sfida possibile, un partito-wikipedia: i neuroni”).
Per chi fosse preoccupato per gli sviluppi della vicenda, nessun timore: lo Statuto, infatti, c’è già. È quello approvato a larghissima maggioranza agli Stati generali di Napoli lo scorso 21 novembre (su, non dite che non vi ricordate gli Stati generali di Possibile) e che, visto l’esito così così di questa votazione on line, rimane in vigore “fatte salve le integrazioni richieste dalla Commissione di garanzia degli Statuti”, necessarie per potere accedere ai finanziamenti pubblici.
Civati e gli altri 4772 iscritti di Possibile hanno comunque ancora tempo per rifarsi da quest’avvio stentato. Entro l’11 gennaio saranno presentate le mozioni e le relative candidature a segretario e ai comitati organizzativo e scientifico (sic) del partito. Da quel momento partirà la vera sfida: qualcuno oserà contrapporsi a SuperPippo? E quanti saranno a votare per la scelta del nuovo leader? Alle primarie del Pd nel 2013 furono poco meno di 400mila a segnare il nome di Civati sotto i gazebo, ora – ben che vada – saranno circa l’1% rispetto ad allora.

Vedi anche

Altri articoli