Fisco, Jobs Act e bilancio, Renzi: “Bisogna rispondere ai cittadini, non alle tecnocrazie”

Economia
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“Almeno – esorta – mettiamoci d’accordo su come leggere le statistiche”

“Bisogna smetterla con la storia del fisco killer dei cittadini, il fisco è consulente dei cittadini che sono i veri datori di lavoro di tutto il mondo della politica e delle istituzioni, quindi più rispetto”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi, in collegamento telefonico da Bruxelles con Rtl 102.5, a proposito del “superamento” di Equitalia. Renzi ha ribadito che “non c’è comunque nessun condono, ma soltanto il superamento di un meccanismo, quello di Equitalia, che era punitivo per il cittadino e vuol dire che è bene non prendere le multe o le sanzioni, se si prendono si pagano. E’ giusto che si paghi quello che si deve pagare ma, questo è il punto fondamentale, nel pagare non si devono pagare i super interessi che sono troppo punitivi”.

Allora, ricorda Renzi, Equitalia “viene sostanzialmente cancellata, superata, si sceglie un meccanismo diverso non soltanto nella forma azionaria e societaria ma anche nel metodo ecco perchè, per esempio, la prima cosa che deve avvenire, spero – annota – che partiremo dal 7 novembre, e’ un messaggino anzichè un ufficiale giudiziario: se uno prende una multa, anzichè mandargli subito la botta di interessi e di sanzioni, uno gli manda un SMS, ‘Se Mi Scordo’, che dice come pagare. Qui si può pagare con un click, semplificare. Bisogna smetterla – incalza – con la storia del Fisco killer dei cittadini, il Fisco e’ consulente dei cittadini, i cittadini sono i veri datori di lavoro di tutto il mondo della politica e delle istituzioni, quindi più rispetto”. Ma un messaggio Renzi lo indirizza anche “a quelli che dicono che noi stiamo facendo i condoni e aiutando gli evasori: il governo che ho l’onore di presiedere è stato nel 2015 quello che ha fatto il miglior risultato negli ultimi 70 anni nella lotta all’evasione, 14,9 miliardi. Lancio una sfida, dimostratemi che non è così. Non si può contemporaneamente sentirsi dire che aiutiamo gli evasori, senza avere un riscontro sulla realtà. Non c’è nessun condono ma soltanto il superamento di un meccanismo, quello di Equitalia, che era punitivo per il cittadino”.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, fa il punto anche sul dossier Jobs Act nel corso del suo collegamento telefonico, da Bruxelles, con Rtl 102,5 e torna sulla querelle relativa all’impennata dei licenziamenti segnalata da alcune rilevazioni spiegando che “i dati Inps non sono relativi a più licenziati ma dicono che, sul 2016, rispetto al periodo gennaio-agosto 2015, il numero dei contratti nuovi in più è più basso, e per forza visto che nel 2015 gli incentivi erano al 100%. Il totale, dal febbraio 2014 a oggi, è, dati Istat, di 588mila persone occupate in più. Nel 2016, per l’Inps, l’aumento dei posti è cresciuto a un tasso più basso di quello 2015 ma il saldo – sottolinea Renzi – continua a essere positivo”. “Almeno – esorta – mettiamoci d’accordo su come leggere le statistiche”. Detto questo, il presidente del Consiglio non rinuncia a ripetere di non essere soddisfatto e di volere di più ma rimarca come “da febbraio 2014 a oggi ci sono 588mila posti di lavoro in più” e rilancia dicendo: “Non sono d’accordo con Bankitalia, ancora non siamo ai livelli precrisi. Bisogna fare di più”.

Infine Renzi risponde su presunti dubbi dell’Europa sulla manovra, difendendo a spada tratta il lavoro portato avanti. “Non ne abbiamo parlato” al Consiglio Ue, chiarisce, “ma al limite potranno fare una lettera chiedendo maggiori spiegazioni, come fanno speso e con diversi paesi, ma la sostanza non cambia”. “La legge di bilancio c’è e non si cambia – assicura il premier – se l’Europa avrà le sue considerazioni da fare le ascolteremo con attenzione, ma ricordiamo che questa manovra ha il deficit più basso degli ultimi 10 anni. Noi gli sforzi li stiamo facendo, ma la priorità è rispondere ai cittadini non alle tecnocrazie di Bruxelles”.

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