Nubifragio di Firenze, i profughi in prima linea

Immigrazione
Anche i profughi al lavoro per liberare le strade di Firenze dopo il nubifragio. Firenze, 3 agosto 2015. ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

I profughi, su base volontaria, saranno impiegati per ripulire le strade e per collaborare con il verde pubblico per la rimozione degli alberi

Dopo il nubifragio che sabato pomeriggio ha colpito Firenze, nella zona sud della città rimangono i postumi. Decine di alberi sradicati e caduti a terra, famiglie evacuate, dehors divelti e finite in mezzo alla strada. Ci sarà molto da lavorare e, per ottimizzare i tempi, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha pensato di impiegare i profughi per aiutare nella pulizia della città, utilizzando anche la convenzione attivata con Inail per l’assicurazione per lavori di pubblica utilità. Un modo per favorire l’integrazione di questi migranti e per accelerare i lavori di ripristino delle strade.

La decisione è stata confermata dal sindaco di Firenze, Dario Nardella. “I profughi, su base volontaria, saranno impiegati per ripulire le strade e per collaborare con il verde pubblico per la rimozione degli alberi” ha dichiarato Nardella. “La Regione Toscana ha fatto una norma che ci consente di assicurare questi profughi ed impiegarli per questi lavori”.

“Vogliamo aiutare la città dopo questo disastro” hanno detto i profughi volontari, tutti coinvolti sotto forma di volontariato e felici di mettersi all’opera. Provengono principalmente da Senegal, Gambia, Bangladesh e Mali. Arrivano dalle strutture di accoglienza del Cenacolo e Caritas. Tutti loro hanno ricevuto il saluto e i ringraziamenti del sindaco Dario Nardella.

Vedi anche

Altri articoli