Come va in Francia, secondo i sondaggi (e nonostante le inchieste)

Francia
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Gli scandali che hanno coinvolto i candidati della destra sembrano avere un diverso impatto. Fillon è quello che ne esce peggio. E Macron ne approfitta

Nonostante una serie di passi falsi, il candidato di En Marché, Emmanuel Macron, sta guadagnando consensi in vista del primo turno delle presidenziali francesi in programma il prossimo 23 aprile. Il testa a testa ingaggiato con il candidato della destra François Fillon, ha dato vita ad un duello all’ombra della favorita del primo turno, la leader del Front Nationale Marine Le Pen.

Mentre Fillon ha dovuto riassorbire, a fatica, la dura botta del Penelope-Gate, Macron ha dovuto fare i conti con due affermazioni che hanno scatenato critiche da entrambi gli schieramenti. Da destra perché ha detto che la colonizzazione francese è stata un “crimine contro l’umanità”. Da sinistra perché ha detto che una parte della Francia è stata umiliata per i modi con cui i socialisti hanno approvato la legge sui matrimoni omosessuali. In entrambi i casi è riuscito a scusarsi, in qualche modo.

Un problema in meno per Macron

Poi, questa settimana, è arrivata una buona notizia per lui. Il capo del partito centrista francese MoDem, François Bayrou, più volte candidato alle presidenziali in passato, ha sciolto la riserva e ha detto che non si candiderà all’Eliseo e che sosterrà Macron.
Il pacchetto di voti di Bayrou non è enorme (i sondaggi parlano di circa il 5%) ma è quello su cui punta Macron e che in un testa a testa può fare la differenza. Il leader MoDem è stato candidato all’Eliseo nel 2002, quando prese il 6,8% dei voti, nel 2007 quando prese il 18,6% e nel 2012 quando raggiunse il 9,1%.
Nel patto stretto tra i due ci sono temi che possono danneggiare il diretto concorrente di Macron. Bayrou ha infatti chiesto – tra le altre cose – un impegno concreto sulla sulla “moralizzazione della vita pubblica, per la lotta contro i conflitti di interesse”. Un riferimento, neanche tanto velato, ai guai di Fillon e famiglia.

C’è un altro fatto che magari non avrà lo stesso impatto nei sondaggi ma segna il clima della corsa presidenziale. L’ex candidato ambientalista alle primarie socialiste francesi, Francois de Rugy, ha annunciato che non appoggerà il vincitore della ‘corsa’, Benoit Hamon, e che farà campagna a favore di Macron. La decisione del deputato, che pure ottenne un magro bottino (meno del 4% dei voti), ha però un alto contenuto simbolico per quanto sta accadendo a sinistra.

Marine Le Pen, la show-woman

Come Fillon, anche Marine Le Pen ha qualche guaio a cui pensare. L’assistente personale della candidata di estrema destra alle presidenziali francesi questa settimana è stata incriminata dalla magistratura francese per lavori fittizi al Parlamento europeo. Catherine Griset, capo di gabinetto della Le Pen avrebbe incassato in maniera fraudolenta una cifra di 340 mila euro. Griset e la guardia del corpo della leader di estrema destra, Thierry Legier, avrebbero incassato lo stipendio di Strasburgo, pur avendo lavorato in Francia esclusivamente per il Front National. Di fronte allo scandalo, la Le Pen ha parlato di “complotto” politico e ha sfidato i giudici rifiutandosi di presentarsi all’interrogatorio, almeno fino a quando non si saranno concluse le elezioni politiche.
Per distogliere l’attenzione la candidata favorita al primo turno questa settimana ha messo il fuoco sulla miccia di un’altra polemica, questa volta di stampo internazionale. Si è infatti rifiutata di indossare il velo per incontrare il muftì del Libano, lo sceicco Abdellatif Deriane massima autorità sunnita, durante la sua visita a Beirut. Una polemica che per molti osservatori è stata orchestrata a dovere (e a favore di telecamera), pur di distrarre l’opinione pubblica dagli altri guai della candidata.

 

Gli scandali e i sondaggi

Quello che appare chiaro nella corsa francese è che ogni candidato ha a che fare con una base molto diversa. Se Macron sembra avere una base elettorale più volatile, la Le Pen sembra poter contare su un consenso di ferro che non è stato scalfito nemmeno dai sospetti che aleggiano sui compensi dei suoi collaboratori. Altro discorso va fatto per Fillon, che invece ha accusato notevolmente le conseguenze dello scandalo che lo ha visto protagonista insieme a sua moglie.
Nella panoramica dei sondaggi delle ultime due settimane pubblicato da Paris Match (che mette insieme i risultati di diverse indagini demoscopiche, tra cui quelle di Ifop) questo stato di cose è evidente. Mentre la Le Pen è rimasta stabile nei sondaggi, Fillon e Macron si rincorrono per accaparrarsi il secondo posto. Questa settimana sembra essere stata più benevola nei confronti del candidato di En Marche!, ma manca ancora poco meno di un mese al primo turno e Fillon ha tutto il tempo di far dimenticare le sue beghe. IA sinistra, i due principali candidati non sembrano voler cedere quote di consensi e da giorni sia Benoît Hamon che Jean-Luc Mélenchon gestiscono un bottino stabile del 25%, con il candidato socialista che guida con 14 punti percentuali.
Quel che è certo, almeno dai sondaggi che negli ultimi mesi non godono di particolare fiducia, è che la Le Pen non riuscirà a vincere lo scontro diretto al secondo turno con nessuno dei due possibili candidati. Nel caso di Macron sarebbe un finale con scarto ampio (61 contro 39), mentre con Fillon lo scarto sarebbe più ridotto (56 contro 44).

Fonte: parismatch.com

Fonte: parismatch.com

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