Fibrillazione continua, dal caso Ncd a Verdini. Il Pd attende

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Al Senato l’astensione di Verdini, ma senza ricadute sulla maggioranza

E’ naturalmente il Senato il teatro della fibrillazione nella maggioranza di governo, laddove i numeri sono davvero risicatissimi. Nel pomeriggio il gruppo di Verdini si è astenuto sul collegato agricoltura, ma senza mettere in difficoltà la maggioranza, questa volta.

Segnali. Malesseri. Nervosismi. Che si spalancano nell’area centrista di palazzo Madama, dove è difficile tenere la quotidiana contabilità di consensi e dissensi, dove soprattutto in questa fase manca una precisa regia politica, un senso chiaro alle scelte di gruppi e singoli senatori del centro.

Ed è evidente a tutti che questa incertezza acquista una consistenza forte nel momento in cui potrebbe cedere Ncd, partito fondamentale della maggioranza nel quale si contano ormai diversi distinguo dalla posizione ufficiale di appoggio a Renzi. Anche qui si tratta soprattutto di senatori, molto influenzati da un Renato Schifani che è favorevole alla rottura del patto col Pd in vista di un ritorno dell’intesa con Forza Italia.

Tutto può accadere, dentro Ncd, un partito sull’orlo di una crisi di nervi. Che non è (ancora?) una crisi di governo: ipotesi sulla quale la maggioranza dei centristi non scommette.

In queste ore ci si chiede se Angelino Alfano, alle corde per la vicenda dell’inchiesta “Labirinto”, terrà la barra. Mentre M5S e Lega chiedono a gran voce le dimissioni, il ministro dell’Interno ha detto ai suoi che non ci pensa nemmeno: “Non sarò un caso Lupi 2″.

Il titolare del Viminale pretende solidarietà dal Pd o comunque una copertura politica. Probabile che abbia parlato direttamente con Matteo Renzi, il quale tiene il suo partito su una linea attendista, in attesa cioè di capire come evolverà l’inchiesta, e per il momento si limita ad una difesa un po’ d’ufficio, quella che qualcuno definisce una “difesa light”. 

Alla Camera oggi il capogruppo dem Ettore Rosato ha definito “pretestuosa” la richiesta di dimissioni di Alfano.

Ma nessuno sa dire cosa potrà succedere nei prossimi giorni, dentro e fuori le aule parlamentari.

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