Fedez, addio Siae e passa a Soundreef

Musica
Fedez si esibisce sul palco del Forum di Assago a Milano in occasione della finale della nona edizione italiana di X Factor, 10 dicembre  2015. 
ANSA / MATTEO BAZZI

Il rapper chiude tra le polemiche con la Società autori. Che replica: molte inesattezze dal nostro ex iscritto. D’Atri: e ora la liberalizzazione del settore

Una conferenza stampa lampo per annunciare l’uscita dalla Siae e l’approdo a Soundreef. Fedez è il primo artista italiano di peso a passare a questa società che tutela i diritti d’autore. Un accordo che arriva in virtù di una direttiva UE (Barnier) che liberalizza la raccolta dei diritti d’autore. Davide D’Atri, fondatore e amministratore delegato di Soundreef, società costituita nel Regno Unito nel 2011, spiega che secondo le loro regole gli introiti destinati agli artisti vanno regolati singolarmente,senza calderoni con rendicontazioni veloci entro sette giorni con pagamenti entro novanta giorni e abolizione del famoso borderò che ogni artista deve compilare a fine concerto. Oggi invece è abituale una forma di pagamento che arriva a diciotto mesi. «Questo è inaccettabile – continua D’Atri – noi invece vogliamo attuare una procedura trasparente e veloce, dove ogni artista può seguire l’andamento di ciò che gli è dovuto direttamente online. Nel 2014 è stata approvata un importante direttiva che consente a ogni autore di scegliere la società per la tutela dei suoi diritti in Europa e non soltanto nel suo paese di residenza».

In proposito lo scorso 10 aprile doveva essere recepita la direttiva Barnier dell’Unione Europea (n.26 del 2014) che sancisce l’apertura del mercato della raccolta e gestione dei diritti d’autore sulle opere musicali a operatori privati che nella UE vale circa cinque miliardi di euro. La determinazione puntuale e digitale dei compensi favorirebbe soprattutto i giovani autori che attualmente non riescono a recuperare perfino le quote di iscrizione Siae.

Per parte sua Fedez spiega così la sua decisione: «Qualche mese fa mia madre che segue la mia contabilità i mi ha fatto notare che erano arrivati i conteggi del 2013. Nell’attuale sistema ho riscontrato problematiche difficili da superare. Ho incontrato Filippo Sugar, l’attuale presidente del Consiglio di gestione Siae, e devo ammettere che è sicuramente la persona giusta per quel ruolo, stimabile e competente. Citando dati forniti dal Corriere della Sera quattro dipendenti su dieci sono parenti e poi, visto che io sto cercando casa, vorrei magari usufruire di qualcuno degli alloggi Siae visto che ne possiedono per parecchi milioni».

Un Fedez determinato in una scelta che per ora lo vede solo come figura di una certa rilevanza. «È vero – conferma D’Atri – in Italia contiamo un migliaio di iscritti, destinati a crescere, mentre all’estero siamo molto presenti e anche qui contiamo a breve di comunicare vari nomi di prestigio che hanno deciso di passare con noi. Di certo vogliamo crescere mattone dopo mattone, senza eclatanti annunci di nomi altisonanti. Costruire un’azienda che mina al monopolio finora in uso non è accettato facilmente e noi lo stiamo facendo con la giusta pazienza, ma anche con determinazione».

Il monopolio delle società per i diritti d’autore riguarda l’Italia come la Francia e l’Inghilterra e recentemente sui social è stato lanciato l’hashtag #franceschiniripensaci. Perché? «Siamo rimasti sorpresi quando il ministro quindici giorni fa è andato in audizione alla Camera dicendo che voleva continuare con il regime di monopolio di Italia», risponde D’Atri. Che continua: «Oggi per un autore è possibile scegliere con chi stare, sapere dove la sua musica è stata suonata, in tempo reale utilizzando la tecnologia». Nel pomeriggio, poi, la replica della Siae: «Abbiamo saputo e preso atto della scelta di Fedez e certamente ci dispiace perdere uno dei nostri 80.000 associati. Continuiamo a stimare ed apprezzare Fedez come autore e come artista e tuttavia riteniamo che talune sue dichiarazioni siano frutto di una non corretta informazione. Dal canto nostro, siamo invece contenti di annunciare che dal 1 gennaio 2015 a fine marzo 2016circa 6.000 nuovi autori under 31 si sono iscritti a Siae».

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