Ecco Sinistra italiana in cerca di unità

Politica
Il nuovo gruppo parlamentare "Sinistra Italiana" fotografato al termine dell'incontro al teatro Quirino, Roma, 7 novembre 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Fassina: “Il gioco della destra lo fa chi fa la destra”

“Ci hanno accusato di fare il gioco della destra, non è così: il gioco della destra lo fa chi fa la destra con il Jobs Act, con l’intervento sulla scuola, con l’Italicum, con la riforma del Senato e della Rai”. Così Stefano Fassina presenta al Teatro Quirino di Roma Sinistra Italiana il nuovo gruppo parlamentare che a Montecitorio riunirà gli esponenti di Sel e i fuoriusciti dal Partito democratico. Fassina risponde così anche a Pier Luigi Bersani che aveva criticato la scelta degli ex Pd dichiarando che “chi esce dal partito sbaglia”. “Noi – ha aggiunto Fassina – siamo Sinistra italiana e abbiamo scelto un nome che rivendica una scelta di campo precisa”.

Una “proposta di governo” quella lanciata dal palco romano “alternativa al liberismo da Happy days del segretario del Pd” attacca Fassina aggiungendo che i gruppi parlamentari sono stati avviati “intorno alla legge di stabilità, perché la credibilità non si conquista con l’autocertificazione (tanti si dicono di sinistra) ma sui contenuti: i nostri emendamenti sono un messaggio all’Italia per dire chi siamo. Questa manovra iniqua è sinergica al partito della nazione: Renzi ha detto che attua il programma che Berlusconi non è riuscito ad attuare”.

Non sarà una “sinistra di testimonianza”, quella voluta dal “partito della nazione”, ma “una forza larga, patriottica, popolare” assicura Alfredo D’Attorre nel suo intervento. “Per noi Enrico Berlinguer – sottolinea il deputato – non è un pezzo museale. E basta individualismi e leaderismi. Ci vuole generosita’ per servire il collettivo. Basta coi fenomeni al comando. Qui stiamo costruendo una squadra e una comunità, viene prima il progetto collettivo e poi le ambizioni. I gruppi parlamentari saranno al servizio del cammino di costruzione della sinistra, una sinistra non si vuole rassegnare all’idea che l’Italia diventi l’unico Paese europeo in cui la sinistra viene cancellata”.

E a chi li definisce la “Cosa rossa” il capogruppo di Sel alla Camera e probabile futuro capogruppo di Sinistraitaliana Arturo Scotto risponde: “Allora cominciamo a definire il Pd di Renzi ‘Cosa bianca‘ oppure il M5s ‘Cosa grigia‘, visti i proclami apocalittici e populisti di Beppe Grillo su Roma. E cominciate a chiamare ‘Cosa nera‘ il sodalizio che domani nella Bologna democratica stringeranno Berlusconi e Salvini”.

Nichi Vendola, invece, non ha potuto partecipare all’assemblea, per motivi familiari, ma ha comunque voluto inviare un suo messaggio nel quale definisce Sinistra italiana “una alleanza di uomini e donne che si ribellano alla mafia delle parole e che non accettano che la sinistra debba trionfare nel proprio suicidio. Oggi – si legge ancora nel messaggio – si costruisce un primo pezzo di ‘spazio pubblico’ di ciò che potrà e vorrà essere la sinistra che non cede né alle lusinghe del potere né alle seduzioni dell’impotenza vestita di minoritarismo”.

Ad aderire all’assemblea di oggi anche un gruppo di intellettuali che hanno sottoscritto un documento politico in cui si sottolinea come il governo si faccia “promotore di un pericoloso indebolimento degli spazi di democrazia”. Tra le firme che compaiono nel manifesto Riccardo Achilli, Giampaolo Arachi, Lucio Baccaro, Mauro Barberis, Laura Bazzicalupo, Claudio Bazzocchi, Remo Bodei, Sergio Cesaratto, Nicola Costantino, Massimo D’Antoni, Roberto Escobar, Sebastiano Fadda, Salvo Lo Nardo, Salvatore Monni, Marcello Montanari, Serena Noceti, Franca Papa, Vito Pinto, Geminello Preterossi, Michele Prospero, Francesco Prota, Michele Raitano, Onofrio Romano, Raffaele Simone, Davide Tarizzo, Giorgio Tassinari, Nadia Urbinati.

“La Sinistra europea è in difficoltà. In Italia e in tutta Europa – si legge nel manifesto degli intellettuali – lo spazio della politica sembra essersi ridotto, e la possibilità di promuovere l’estensione dei diritti sociali e civili, la sicurezza economica, il rispetto e la tutela dell’ambiente, il benessere materiale e lo sviluppo spirituale delle persone, ci appaiono fortemente limitati. Lo stesso esercizio della democrazia viene messo in discussione, visto che le decisioni fondamentali sono sottratte alla scelta degli elettori e condizionate da istituzioni e regole che rispondono a interessi ad essi estranei. I partiti della famiglia socialista sembrano aver rinunciato a mettere in discussione l’assetto istituzionale ed economico e si limitano all’amministrazione dell’esistente, in modo subalterno all’impianto liberista e con programmi spesso indistinguibili da quelli dei partiti conservatori”.

Il Teatro Quirino nel frattempo è pieno e fuori restano circa 300 persone arrivate un po’ da tutta Italia che reclamano di entrare: l’affluenza è talmente alta che in strada si dà il via a un’assemblea parallela a quella in corso nel teatro romano. E i parlamentari della Sinistra, tra cui Scotto, D’Attorre, Fratoianni, intervengono a entrambe.

I prossimi passi di Sinistra italiana. Il nuovo gruppo parlamentare della Sinistra è composto da 31 deputati. Ne faranno parte i 25 di Sel e sei ex Pd. Il consulente economico di riferimento sarà l’economista statunitense premio Nobel Joseph Stiglitz. Al Senato il gruppo si formerà solo in un secondo momento; avrà lo stesso nome e includerà i sette esponenti di Sel, Corradino Mineo e due ex M5s. A gennaio invece ci sarà l’assemblea che darà il via alla fase costituente.

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