Fargo 2: quando da “un’idea stupida” nasce un cult

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Nuova ambientazione e personaggi, ma la seconda stagione ha già molto da dire

Con l’arrivo della seconda stagione di Fargo su FX, la tv americana conferma la passione ritrovata per le serie antologiche. Nato negli anni ’60, il format, caratterizzato da episodi o stagioni con storie e personaggi diversi, è tornato a imporsi negli ultimi anni con titoli di successo come American Horror Story, True Detective (anche se la seconda serie non ha convinto come la prima) e la britannica Black Mirror.

Stesso format scelto per Fargo che dopo una prima serie molto apprezzata dalla critica è tornato negli States dal 12 ottobre con una storia e un’ambientazione tutta nuova attesa in Italia solo dal 22 dicembre su Sky Atlantic.

Un peccato che Sky aspetti tanto per trasmettere una miniserie che dopo una bellissima prima stagione, arriva con una seconda che sembra, almeno dalla prima puntata, non temere confronti. Certo, non ci sono più Billy Bob Thornton e Martin Freeman, perché oltre a storia e personaggi sono cambiati tutti gli attori.

Non possiamo certo lamentarci del cast di Fargo 2, però: troviamo infatti Jesse Lon Plemons (Todd Alquist della serie cult Breaking Bad), Jean Smart (con Frasier ha vinto due Emmy e ha ricevuto altre due nomination per 24), Patrick Wilson (Il fantasma dell’opera di Joel Schumacher) e Ted Danson (CSI: Scena del crimine e i più grandicelli lo ricorderanno nel telefilm uscito negli anni ’80 Cin Cin) e Jeffrey Donovan (CSI: Miami e Law & Order). E poi c’è Kirsten Dunst che negli ultimi anni si è dedicata più al cinema, anche con successo (con Melancholia di Lars Von Trier, l’attrice americana è stata premiata a Cannes per la sua interpretazione) e ora torna a mettersi alla prova in una produzione per il piccolo schermo dopo diversi anni di assenza dalle serie tv, ma non dai film in serie come Spider-Man di Sam Raimi.

Per interpretare il ruolo in Fargo 2 le è stato chiesto di ingrassare qualche chilo: la Dunst ha optato per una dieta fai da te che, però, a quanto pare, ha funzionato: “Ho ordinato tantissima pizza e poi ho mangiato tanti tipi di pane e formaggi, mentre ero a letto a guardare la tv”, ha spiegato in un’intervista a Jimmy Kimmel.

La prima stagione è nata da un’idea azzardata e coraggiosa: prendere un film dei fratelli Coen (Fargo, appunto) e riproporlo come una miniserie in dieci puntate. “Un’idea stupida” ha detto scherzando l’ideatore Noah Hawley che ha tentato l’esperimento con non pochi timori, ma che è riuscito a ricreare con maestria il cult dei Coen (che hanno prodotto tutte e due le stagioni), offrendo comunque un’esperienza nuova.

E infatti la prima stagione ha ricevuto critiche entusiastiche e si è aggiudicata tre Emmy come miglior miniserie televisiva, miglior regia (per il sesto episodio, Buridan’s Ass – L’asino di Buridano) e come miglior casting per un film, miniserie o speciale drammatico, e due Golden Globe come miglior miniserie e miglior attore protagonista in una miniserie o film per la televisione a Billy Bob Thornton.

“La prima idea stupida”, secondo Hawley è stato prendere “un classico tanto amato e trasformarlo in una serie tv”. La “seconda idea stupida”, dopo aver visto che l’idea funzionava, “è stato quello di buttare tutto e ricominciare da capo”, ha detto ironico Hawley parlando della seconda stagione che ha un’altra sceneggiatura, un’altra ambientazione, altri personaggi.

Dal 2006, anno dell’ambientazione di Fargo, con la seconda stagione torniamo indietro al 1979, sempre in Minnesota, nella cittadina di Luverne. Una storia diversa ma con molti particolari che la legano con un sottile filo rosso alla prima.

Insomma, non è fondamentale aver visto Fargo per seguire la seconda stagione, ma chi ha seguito le vicende dell’agente di polizia Molly Solverson sulle tracce del feroce assassino Lorne Malvo e dell’ingenuo assicuratore Lester Nygaard coinvolto casualmente in una storia molto più pericolosa di quanto potesse immaginare, apprezzerà fin dai primi minuti di Fargo 2 il potenziale della storia di questa stagione appena iniziata. Anche qui, in un’ambientazione ricostruita in modo perfetto e con una fotografia impeccabile, la vita tranquilla di Ed e Peggy Blomquist (Jesse Plemons e Kirsten Dunst) viene sconvolta da un incidente. Un incidente che in qualche modo li legherà fino all’ultima puntata a un piano criminale che provocherà non pochi danni collaterali. Un noir molto ironico e divertente già pronto a diventare un cult come il primo.

Forse è presto per dirlo, ma speriamo che da Noah Hawley arrivino tante altre “idee stupide”.

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