Far lavorare gli immigrati? A Sarzana abbiamo fatto così

Immigrazione
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Un’esperienza che all’inizio non era gradita ma che oggi funziona

Il Capo del Dipartimento per l’Immigrazione Mario Morcone ieri ha lanciato l’idea di mettere in atto progetti di volontariato che vedano i migranti protagonisti.

A Sarzana, primo comune in Italia, già dal 2014, questa è una realtà.

Di fronte al dramma di migliaia di profughi allora dissi: “ Sarzana per la sua storia e per il suo essere città solidale non può voltarsi dall’altra parte”.

Un “sì” ponderato che la mia amministrazione legò da subito al rispetto di impegni e regole scritte nero su bianco e che, in questi anni, ha portato decine di profughi a impegnarsi nella manutezione e nel decoro del territorio (taglio dell’erba, manutenzione parchi cittadini ecc…).

Il tutto attentamente monitorato dai servizi comunali e dalla Caritas con cui l’Amministrazione sarzanese firmò un protocollo d’intesa con don Luca Palei, rappresentante legale di Mondo Nuovo Caritas.

Ben presto l’iniziale diffidenza mostrata da alcuni cittadini all’indomani della mia decisione (che tra l’altro scatenò la proteste di movimenti e partiti e che è culminata con l’arrivo in città del segretario della Lega Nord Matteo Salvini) ben presto venne meno.

Oggi infatti ai giovani della struttura, ospitati nell’ex-discoteca Zebra, viene riconosciuto il diritto di sentirsi parte integrante della città, oltre ad essere aiutati e sostenuti dalla comunità sarzanese che dimostra loro la propria riconoscenza attraverso gesti di sostegno concreto ai ragazzi stessi durante le ore di lavoro.

I numeri oggi confermano che il nostro progetto ha ottenuto ottimi risultati. Ad oggi sono oltre 1200 le ore di lavoro che hanno visto impegnate decine di giovani (in totale 40) organizzati in turni giornalieri con il coinvolgimento di 12 persone alla volta: tutti muniti di apposito attestato per l’utilizzo di decespugliatori e altri macchinari agricoli, ottenuto dopo la formazione professionale.

Dopo la sperimentazione e le difficoltà iniziali il nostro protocollo per l’accoglienza degli immigrati è stato replicato da molte altre amministrazioni a dimostrazione del fatto che ha funzionato molto bene. Sarzana non poteva non fare la propria parte nel sostenere ed aiutare tante persone coinvolte in un dramma di dimensioni mondiali, pensiamo di averlo fatto fornendo una risposta adeguata e non demagogica che ha saputo tener conto di tante sensibilità diverse.

 

Alessio Cavarra è il sindaco di Sarzana

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