Family day al Circo Massimo, tanta gente per dire no al ddl Cirinnà

Diritti
Roma, 30 gen. (askanews) - Circo Massimo gremito per il Family Day, si levano i cori di risposta agli organizzatori che invitano a festeggiare il "popolo della famiglia", salutando "ciao mamma, ciao papà", ma tutti rimangono in silenzio se il giornalista si avvicina e fa loro delle domande. 

	"No grazie" è la risposta comune ai cronisti che chiedono il perché della partecipazione. Rispondono no grazie gruppi di ragazzi, padri con passeggini, madri con numerosi figli al seguito, suore, parroci e anziani. Il consiglio degli organizzatori, in particolare dei Giuristi per la vita che ieri hanno invitato i partecipanti a non rispondere alle domande dei giornalisti, sembra essere stato ascoltato. 

	Solo qualcuno che arriva da lontano come un gruppo che alle 4 di notte è partito da Salerno risponde con entusiasmo: "Ho fatto il turno di notte e poi sono partito, con i miei figli perché siamo una famiglia e siamo contenti di essere una famiglia". Gli fa eco una compagna di viaggio che sottolinea: "Ho portato qui i miei figli perché vedano con i loro occhi che la famiglia è una buona notizia".

L’organizzazione: “Siamo due milioni”. Guerini: “Cercheremo la convergenza più ampia possibile ma non si torna indietro”

È il giorno del family day, la manifestazione per dire no alle unioni civili e alla stepchild adoption. “Non è una piazza contro” è uno degli slogan ripetuti dal palco, ma l’obiettivo della manifestazione è chiaro: fermare il disegno di legge sulle unioni civili in difesa della famiglia tradizionale. Al Circo Massimo di Roma si sono radunati migliaia di persone, “un milione” secondo gli organizzatori, anzi, “siamo oltre due milioni” rettifica il presidente del comitato organizzatore, Massimo Gandolfini, a un’ora dall’inizio dell’evento.

Cittadini arrivati da ogni parte d’Italia, molti portano adesivi sulla giacca con su scritto ‘vogliamo un papà e una mamma’ e la raffigurazione della famiglia tradizionale. Presenti tante associazioni di ispirazione soprattutto cattolica e tanti politici di centrodestra.

In mattinata, al Viminale il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha incontrato il leader della manifestazione Massimo Gandolfini. E su Twitter il leader di Ncd ha scritto: “Adesione piena a obiettivi manifestazione”.

“Siamo tanti e anche più degli scorsi raduni del Family Day – sottolinea invece dal palco il portavoce Massimo Gandolfini – siamo qui per dire che la famiglia non è un luogo di violenza e di obbrobrio ma una realtà di gioia e di accoglienza”.

Massimo Gandolfini, organizzatore del Family Day, prende la parola dal palco al Circo Massimo, Roma, 30 gennaio 2016.  ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

E nell’intervento conclusivo della manifestazione, Gandolfini aggiunge: “Il ddl Cirinnà sia totalmente restituito: non bastano operazioni di maquillage, le femministe dovrebbero vomitare all’idea che si possa comprare l’utero”. Lo stesso Gandolfini ha poi voluto ringraziare, in particolare, gli enti locali che hanno voluto dare la loro adesione alla manifestazione, prime fra tutte le tre regioni Piemonte, Lombardia e Liguria che hanno voluto anche inviare a Roma i loro gonfaloni.

 

La manifestazione di oggi arriva una settimana dopo quella a favore del disegno di legge Cirinnà e nei giorni in cui lo stesso ddl è in discussione a Palazzo Madama.

Nel frattempo i vescovi italiani condannano “l’equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili”. Ma nel mondo cattolico non sono tutti contrari al riconoscimento dei diritti alle coppie gay, come accade ad esempio per Azione cattolica, che è favorevole, pur senza equiparazione col matrimonio e senza adozioni.

Dal centrosinistra arrivano invece le parole del vicesegretairo del Partito democratico, Lorenzo Guerini: “Noi ascoltiamo le piazze, ascolteremo le ragioni anche di quella di oggi, con la consapevolezza che stiamo lavorando come governo sul fronte della famiglia”, assicura. Ma in merito al ddl Cirinna sottolinea: “Cercheremo la convergenza più ampia possibile ma non si torna indietro, perché quando c’e’ un tema che riguarda i diritti delle persone è un dovere occuparsene”.

family9

Tra i manifestanti del Family Day, al Circo Massimo, sono pochi quelli disposti a conversare con i cronisti, ma quando accettano spiegano volentieri e chiaramente i motivi della loro presenza. È il caso, per esempio, di Elisabetta, 50 enne arrivata da Latina con sua sorella e suo fratello, “per difendere – come dice lei stessa – i valori delle famiglia tradizionale, composta da un uomo e da una donna”. Alla domanda se sia quindi contraria alla possibilità per una coppia dello stesso sesso di adottare un bambino risponde sicura: “assolutamente sì”.

Lo stesso vale per Roberto, arrivato da Matera in pullman con suo figlio di 8 anni: “Mia moglie non è potuta venire perché lavora, ma io sì e l’ho fatto per dire che la famiglia, composta da un uomo e da una donna, è una patrimonio da difendere. Sono un neocatecumenale e quindi per me la legge di Dio è che siamo stati creati maschio e femmina e solo un uomo e una donna possono procreare. Ritengo quindi sbagliata la decisione di permettere a una coppia omosessuale di adottare un bambino perché diventerebbe solo l’oggetto di un capriccio”.

Vedi anche

Altri articoli