Facebook contro le armi, vietata la vendita fra privati

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Dopo marijuana e droghe, il social in campo anche contro pistole

Facebook si unisce al coro di ‘no’ alle armi entrando a gamba tesa in uno dei temi più discussi nella campagna elettorale per la corsa alla Casa Bianca. Il social network, con i suoi 1,59 miliardi di ‘amici’, annuncia il divieto di vendita tra privati di armi da fuoco su Facebook e Instagram, due strumenti spesso usati per transazioni non autorizzate che non prevedono quindi alcun tipo di controllo. I rivenditori autorizzati potranno invece continuare a operare. Dopo il ‘no’ all’offerta di marijuana fra privati e alle droghe illegali, Facebook blocca un’altra attività che, pur non coinvolgendola direttamente, ne mina la reputazione.

Il social network che fa capo a Mark Zuckerberg è stato oggetto di pressioni da parte dell’amministrazione e delle autorità statali per fermare il flusso di post su Facebook e Instagram per la vendita di armi. “Negli ultimi due anni un numero crescente di persone ha usato Facebook per scoprire, vendere e acquistare prodotti”, afferma Monika Bickert, responsabile della politica prodotti di Facebook. Nel voler “rendere migliore l’esperienza sui nostri siti, aggiorniamo le nostre politiche per riflettere l’evoluzione” in atto.

Il divieto incassa il plauso del procuratore generale di New York, Eric Schneidermann: “E’ un altro positivo passo in avanti verso l’obiettivo condiviso di fermare la vendita illegale di armi una volta per tutte”.

Da anni Facebook è attiva sul fronte delle armi, cercando di regolare le transazioni sulle proprie piattaforme. Nel 2014 aveva annunciato limiti alla vendita sul sito di Facebook e su Instagram, inclusa la schermatura per i minori delle pagine Facebook che pubblicizzavano la vendita di pistole e fucili. Il dibattito sul tema si è riaperto dopo la strage di San Bernardino e l’annuncio del presidente americano, Barack Obama, di norme più severe. La possibilità di regole più stringenti ha fatto sì che molti privati si rivolgessero a Facebook per le loro transazioni, sfuggendo così ai controlli.

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