Fabrizio De Andrè: 76 anni fa nasce Faber, poeta dell’inclusione

Musica
Schermata 02-2457437 alle 17.05.07

Il 18 Febbraio 1940 viene al mondo uno dei più importanti cantautori italiani, la cui opera testimonia, ancora oggi, il valore della tolleranza e dell’inclusione tra le culture. Lo ricordiamo con 5 brani storici

Uno dei molteplici temi di cui sono impregnate le canzoni di Fabrizio De André è quello dell’inclusione, intesa come una spinta tesa a integrare a livello emotivo, umano e sociale, gli individui con le loro pulsioni e le loro storie. Uno sguardo che riesce a tenere insieme le contraddizioni dell’umanità, spesso focalizzato su coloro che ne sono ai margini, sulle loro vicende di dannazione e di peccato. La capacità di comprendere a fondo l’intima lacerazione dell’uomo va sempre di pari passo, in De André, con la schietta condanna dei soloni e dei moralisti di turno, i benpensanti che si ergono a metro di giudizio: come quelli che oggi pensano di essere i veri depositari del suo verbo e di poter scegliere chi sia degno di parteciparne e chi meno. Invece, uno degli insegnamenti maggiori che possiamo trarre dalla sua opera è che ognuno di noi può farne tesoro, ma nessuno può rivendicare il diritto più degli altri di prenderla ad esempio, citarla come metro di paragone, farla propria. Oggi, nel giorno del 76esimo anniversario della sua nascita, vogliamo celebrare De André riproponendovi cinque sue storiche canzoni, in un percorso che, senza alcuna pretesa di esaustività, segue un filo conduttore puramente emotivo e soggettivo. I primi due pezzi trattano di temi universali come la guerra e l’amore: negli altri tre domina la tematica dell’inclusione alla quale abbiamo sopra accennato.

 

La guerra di Piero

Eletto a metà anni sessanta come inno antimilitarista, la ballata in questione è una riflessione sulla mortalità dell’uomo e l’insensatezza della guerra, ricca di echi della chanson francese e debitrice della poesia di Rimbaud. La figura di riferimento per Fabrizio De André nel trattare tematiche belliche è quella di suo zio Francesco, un reduce della campagna di Albania.

 

Amore che vieni Amore che vai

Ultima canzone del lato A del Volume III di De André, Amore che vieni Amore che vai è l’ideale ancella de La Canzone Di Marinella; entrambi i brani, infatti, trattano del lato più oscuro dell’amore: quello legato alla morte, alla fugacità del tempo e alla finitezza umana. Brano immortale per la portata di verità che riesce a comunicare in maniera semplice e diretta, se ne ricorda una toccante interpretazione live di Franco Battiato, la cui voce viene rotta dal pianto a metà dell’esecuzione.

 

 Il Bombarolo

Storia di un impiegato, disco fondamentale nella carriera del nostro, ospita, nella sua facciata B, uno dei brani maggiormente rimasti scolpiti nell’immaginario collettivo: Il Bombarolo. Canzone nei cui solchi echeggia di nuovo uno sguardo che comprende prima di condannare, il pezzo si iscrive nel più ampio disegno di un concept album che risulterà una delle opere più lungimiranti dello scorso secolo. “Se non del tutto giusto, quasi niente sbagliato” canta Faber riguardo ai propositi dinamitardi del disperato trentenne protagonista della canzone, con la volontà di mettere in risalto i baratri profondi che agitano la sua anima.

 

Quello che non ho

Siamo agli inizi degli anni ottanta. De André e Dori Ghezzi vivono in Gallura e sono reduci dalla terribile esperienza del sequestro. Faber, in parte ispirato da quei fatti autobiografici, riesce di nuovo ad anteporre l’inclusione alla condanna, trasfigurando le vicende del popolo sardo in una poetica similitudine con gli indiani d’America. Questa blueseggiante “Quello che non ho” apre il disco del 1981 con un emozionante crescendo.

Creuza de ma

Album del 1984, è il lavoro che mette definitivamente a fuoco la volontà di De André di ricercare, attraverso uno sguardo regionale, un punto di vista assoluto e universale. Partendo dal dialetto genovese, Faber dipinge un quadro variegato e omnicompresivo: i contorni di un mondo predisposto alla contaminazione e alle influenze esterne. Un sistema aperto, che si regge definitivamente sull’inclusione linguistica e culturale, meravigliosamente esemplificato nelle canzoni di questo album.

Vedi anche

Altri articoli