La prima volta di Rosberg: campione 34 anni dopo papà Keke

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Da figlio d’arte di Keke, Rosberg è il trionfatore nel 2016

Nico Rosberg campione del mondo di Formula 1 per la prima volta nella sua carriera. A vincere il Gran Premio di Abu Dhabi è Lewis Hamilton davanti al compagno rivale tedesco che grazie al secondo posto è matematicamente iridato.

Da figlio d’arte di Keke, campione del mondo nel 1982, a Nico, semplicemente Nico. Rosberg è il trionfatore nel 2016. Da (ormai ex) detentore del poco invidiabile record di pilota con il maggior numero di gare vinte (23) tra coloro che non hanno mai conquistato un Mondiale, a colui capace di interrompere l’egemonia di Lewis Hamilton, l’ex amico e ora rivale in Mercedes che lo aveva surclassato nelle due stagioni precedenti. Nico Rosberg è riuscito a prendersi la sua rivincita conquistando il suo primo campionato del mondo nell’ultima gara dell’anno, quella di Abu Dhabi, al termine di una stagione ai limiti della perfezione con ben nove vittorie, ma soprattutto con meno errori del suo compagno di squadra.

Ed è stata proprio la maggiore concretezza di Nico alla fine a fare la differenza in un campionato incerto fino all’ultima curva. Come da tre anni a questa parte, la stagione 2016 ha confermato fin da subito lo strapotere Mercedes. Le ambizioni di titolo in casa Ferrari dopo la crescita evidenziata nel 2015 con le tre vittorie di Sebastian Vettel sono tramontate praticamente sul nascere, prima che il circus si spostasse in Europa.

Nico Rosberg infatti, sulla scia dei successi ottenuti nelle ultime tre gare della passata stagione, si è presentato al via concentrato e veloce come non mai, ottenendo un poker di vittorie nei primi quattro Gran Premi stagionali in Australia, Bahrein, Cina e Russia e soprattutto un bottino di 100 punti in classifica. Un segnale forte e chiaro, quello lanciato dal pilota tedesco, soprattutto a un Lewis Hamilton apparso in avvio un po’ troppo ‘svagato’, seppur condizionato da problemi di affidabilità in Cina e in Russia, e costretto da subito a inseguire l’ex amico e compagno di squadra. Una rivalità mai sopita che si riaccende nella gara successiva in Spagna, dove i due Mercedes, scattati in prima fila, si toccano nelle prime fasi della corsa e sono entrambi costretti al ritiro. Ad approfittare del regalo è il baby olandese Max Verstappen, fresco di promozione dalla Toro Rosso alla Red Bull, che alla sua prima gara al volante della scuderia ‘con le ali’ fa subito centro diventando il pilota più giovane a trionfare in un Gran Premio di Formula Uno.

La classifica continua a sorridere in ogni caso a Rosberg, anche se tra Monaco e Canada Lewis Hamilton si rifà sotto centrando due vittorie e accorciando sensibilmente il divario in termini di punti (da 43 a 9). Il figlio di Keke infatti rimane impantanato nei tornantini del Principato (dove vive) chiudendo al settimo posto una gara difficile. Leggermente meglio va a Montreal, con una quinta posizione ottenuta dopo un contatto al via con Hamilton e una foratura successiva che ha reso ancora più complicata la rimonta del tedesco. Nel Gran Premio d’Europa però Rosberg rimette subito le cose in chiaro disputando un weekend perfetto con pole position, giro veloce e vittoria in gara e ricacciando indietro Hamilton, quinto a causa di un problema nelle qualifiche che lo ha costretto a partire dalle retrovie. Messo con le spalle al muro, il campione uscente reagisce. E in Austria la loro rivalità si arricchisce di un ulteriore capitolo. Hamilton attacca Rosberg nell’ultimo giro, il tedesco ha la peggio e chiude al quarto posto, scavalcato nelle ultime curve anche da Verstappen e Raikkonen.

Nella gara di casa Hamilton si conferma sui suoi livelli vincendo in Gran Bretagna e accorciando ancora sul leader, terzo per una penalità. Il sorpasso in classifica è nell’aria, e arriva puntuale nel Gran Premio successivo in Ungheria. Rosberg scatta dalla pole ma una brutta partenza favorisce Hamilton, che porta a casa la vittoria davanti al compagno di squadra e balza in testa al mondiale. Situazione analoga in Germania. Nico dopo aver conquistato la pole position vanifica tutto in gara con un altro brutto scatto dalla griglia di partenza. Hamilton ne approfitta e si invola, e Rosberg, incalzato anche da una Red Bull decisamente in crescita, deve accontentarsi del quarto posto dietro a Ricciardo e a Verstappen.

Il tedesco rivede i fantasmi del passato, stampa e critica pronosticano un Hamilton dominatore nella seconda parte di stagione e per Rosberg sembra profilarsi una ennesima annata all’ombra del compagno di squadra. Ma è proprio nel momento più difficile che il figlio di Keke si ritrova, confermando una crescita evidente soprattutto dal punto di vista mentale. Al rientro dalla sosta estiva Rosberg rompe l’egemonia di Hamilton, reduce da quattro vittorie di fila, e si impone nettamente in Belgio, approfittando anche della penalità che ha obbligato il britannico a partire dall’ultima casella dello schieramento per la contemporanea sostituzione di diverse componenti della sua monoposto. Nico si ripete anche in Italia, trionfando per la prima volta a Monza, e a Singapore, per il nuovo controsorpasso in classifica ai danni di Hamilton, rispettivamente secondo e terzo nelle ultime due gare. E’ la gara successiva in Malesia però a fare da spartiacque della stagione.

Hamilton, saldamente al comando, rompe il motore mentre si trovava in testa ed è costretto al ritiro ma soprattutto a uno zero pesantissimo nella casella punti in un momento chiave dell’anno. Rosberg, anch’egli in difficoltà per un contatto al via con Vettel, chiude al terzo posto dietro alle due Red Bull (questa volta però è Ricciardo a mettersi alle spalle il giovane Verstappen) e incrementa il vantaggio in classifica. A Suzuka Rosberg comincia a intravedere davvero per la prima volta il sogno chiamato mondiale.

Il tedesco infatti vince in Giappone mentre Hamilton, scattato dalla pole, paga una brutta partenza e chiude al terzo posto dietro Verstappen. Rosberg, forte del cospicuo vantaggio di 33 punti in classifica, per gli ultimi appuntamenti stagionali indossa anche i panni del ragioniere sotto la tuta da pilota, marcando sempre da vicino Hamilton e chiudendo al secondo posto dietro al compagno di squadra (costretto a vincere per restare in corsa fino alla fine) le gare ad Austin, in Messico e in Brasile.

A dispetto del risultato e della evidente superiorità della Mercedes, le ultime due gare in particolare non sono state di facile gestione per il leader del mondiale. A Città del Messico Rosberg ha rischiato di veder la propria gara compromessa per un contatto al via causato da Verstappen, mentre a Interlagos la pioggia l’ha fatta da padrone in una pazza corsa caratterizzata dai numerosi ritiri e dalle molte ripartenze. Il tutto dovendo far fronte all’uscita infelice di qualche settimana prima da parte del vulcanico Bernie Ecclestone, che aveva definito un eventuale successo di Rosberg un bene per lui e per la Mercedes ma non per la Formula Uno, a differenza del compagno di squadra Hamilton, più al centro dei riflettori e quindi un ‘personaggio’ più adatto per il circus.

Nonostante questo, ad Abu Dhabi il sogno diventa realtà. Rosberg chiude al secondo posto e si aggiudica il suo primo titolo mondiale, battendo l’eterno rivale, cui non basta la vittoria, e cancellando due anni di sconfitte. Con buona pace di Bernie.

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