L’emozione di essere italiani. Una ricerca Swg

Expo2015
L'albero della vita, simbo di Milano Expo 2015, 21 Ottobre 2015. ANSA/US/EXPO/ENZO LAIACONA

A Milano non c’è stata una semplice kermesse, ma una possibilità di riscatto per il Paese

Che ruolo ha giocato Expo e in che modo ha rappresentato il nostro Paese? L’evento ha superato “l’identità di mera kermesse internazionale per incarnare la voglia e la possibilità di riscatto che aleggia nelle viscere del nostro Paese”. Questo è quanto emerge da politicAPP, la applicazione dei sondaggi di Swg che dedica il suo speciale all’evento che si è chiuso concluso lo scorso 31 ottobre a Milano. “Quello che lascia Expo al Paese – osserva Swg – è un patrimonio importante d’immagine, di percezione di sé da parte degli italiani”. Dopo un lungo periodo di crisi, “la manifestazione – commenta la società di sondaggi – è diventata il simbolo della rinascita, della voglia di alzare la testa”.

Oltre alla curiosità attorno all’evento e alla voglia di poter dire di “esserci stato”, dall’analisi di Swg emerge “una spinta emozionale forte: la voglia di essere protagonisti, dopo anni di affanni, di un evento che offriva alle persone il gusto e l’emozione di essere italiani”. Qualcosa in più, quindi, di una semplice gita fuori porta: si è trattato di una “risposta ad alcuni bisogni esistenziali importanti, da tempo sopiti sotto le ceneri del ripiegamento nazionale”.

Expo, però, è stato un evento che non ha ottenuto la stima immediata dei cittadini, ma che l’ha guadagnata nel corso dei mesi. A febbraio 2015, infatti, meno del 50% dell’opinione pubblica riteneva l’Expo un possibile successo, ora il 61% degli italiani concordano sul fatto l’Expo è stato un successo internazionale per l’Italia.

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L’evento è stato promosso a pieni voti dai visitatori: l’84% di essi considera l’esperienza positiva o molto positiva.

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La valutazione deriva soprattutto dal un buon giudizio sui padiglioni, valutati “interessanti” dal 56% dei visitatori.

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I giudizi negativi si concentrano soprattutto sulle code troppo lunghe (58%) e alcuni padiglioni poco interessanti (24%), mentre per il 23% dei visitatori “si poteva porre di più l’accento sulla produzione di cibo sostenibile”.

 

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Dall’analisi delle conversazioni in rete, a generare un sentiment positivo verso l’Expo sono stati soprattutto gli eventi (20%), l’internazionalità e lo scambio culturale (17%), cibo (16%), italianità (14), messaggio sul cibo e sulla sostenibilità (10%).

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