Europa, valori, crescita: così Renzi prepara l’Assemblea del Pd

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Interverranno i ministri Gentiloni e Pinotti e il sottosegretario Gozi. Non si parlerà di legge elettorale e referendum, ma la minoranza Pd è pronta a riportare il tema al centro del dibattito

Una giornata dedicata alla politica estera, con particolare attenzione alla lotta al terrore internazionale (quindi alla sicurezza) e con i riflettori puntati alle prossime sfide che l’Europa dovrà affrontare. Saranno questi, in estrema sintesi, i temi oggetto dell’Assemblea nazionale del Partito democratico che si riunirà questa mattina, a partire dalle 11, all’Hotel Parco dei Principi di Roma (Unità.tv la trasmetterà in diretta streaming).

L’Assemblea arriva su un tema caldo, all’indomani della strage avvenuta ieri sera a Monaco di Baviera dove hanno perso la vita nove persone. È probabile dunque che la riunione si svolga soprattutto su terrorismo e sicurezza, senza polemiche e discussioni interne su legge elettorale, referendum e gestione del partito. La lettera di convocazione arrivata ai delegati, d’altra parte, parla chiaro: l’ordine del giorno si concentrerà su Europa e situazione internazionale. Renzi vuole fare il punto con i dem su questi temi – anche in ottica di una maggiore convergenza interna – per capire, studiare, analizzare insieme le proposte e trovare una linea quanto più possibile condivisa sulle importanti sfide che l’Italia dovrà affrontare nei prossimi mesi. Non a caso sono stati invitati tutti i parlamentari delle commissioni competenti di Camera e Senato.

La relazione del segretario sarà costruita su un’analisi degli eventi più recenti – quel condensato inquietante degli ultimi giorni che va da Nizza alla Turchia fino ai fatti di Monaco avvenuti ieri – per essere poi declinata sulle scelte di politica internazionale, dando una forte centralità all’Europa.

Il punto fondamentale, per il premier, rimane esportare proposte politiche concrete in un’Europa sempre più in difficoltà, soprattutto dopo il referendum sulla Brexit. Parlare quindi maggiormente di crescita e lotta alla disoccupazione, soprattutto in chiave antipopulista. Anche perché il vento della demagogia continua a spirare in tutto il Vecchio continente, vedi l’avanzamento del Front National in Francia che si avvicina al voto, o l’ascesa di Alternative für Deutschland in Germania (il partito politico euroscettico della destra tedesca). Due Paesi che si avvicinano entrambi agli importanti appuntamenti elettorali del prossimo anno.

Il premier continuerà a insistere sul rilancio di un’Europa più vicina ai cittadini e ai valori contenuti nel “Manifesto di Ventotene”, documento ancora oggi considerato fonte d’ispirazione per un’Europa più libera e unita. A Renzi si deve l’idea di fare dell’isola la sede di una scuola di formazione per giovani europei. E lì si terrà il nuovo incontro tra il premier, Merkel e Hollande il prossimo 22 agosto, mentre il 27 e 28 agosto si ritroveranno nello stesso luogo i presidenti di 5 Parlamenti europei. L’anno prossimo, tra l’altro, ci saranno i 60 anni del Trattati di Roma – oggi Renzi lo ricorderà nella sua relazione – e sarà un’ulteriore occasione per rilanciare un patto politico per un’Europa più integrata e democratica.

All’assemblea si parlerà anche dei risultati concreti ottenuti dal governo a Bruxelles, come la diminuzione delle infrazioni europee, la cui illustrazione sarà affidata all’intervento del sottosegretario con delega agli Affari europei, Sandro Gozi. Per avere un’Europa con meno vincoli e più opportunità – sarà il ragionamento di Gozi – dobbiamo essere partner più affidabili e quindi ridurre le infrazioni, diminuire le frodi al bilancio europeo e portare a Bruxelles risultati che ci fanno passare da maglia nera e maglia rosa. In rappresentanza del gruppo dei parlamentari europei  ci saranno anche gli interventi di Gianni Pittella e Patrizia Toia.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni farà invece un discorso a tutto tondo sugli scenari internazionali focalizzando l’attenzione sul terrorismo. Appena tornato dalla riunione della coalizione anti-Daesh che si è svolta a Washington – su cui potrebbe fare un punto – Gentiloni toccherà tutti i temi caldi di politica estera (Libia, Siria, Turchia). Non mancheranno poi gli interventi di Marco Minniti e Nicola La Torre in chiave di sicurezza nazionale, e del ministro Roberta Pinotti per quanto riguarda la difesa.

Dai vertici del Pd ci si aspetta comunque un clima di ascolto e di riflessione: sarà sicuramente un incontro utile visto che si fa sempre po’ di fatica a dedicare una giornata intera a questi temi. Tuttavia, è il ragionamento che si fa nei corridoi del Nazareno, in un’Assemblea ci si può aspettare di tutto: è evidente che chiunque può parlare e provare a spostare l’attenzione su altri temi.

Quanto alla legge elettorale, comunque, non si prevedono attacchi da parte della sinistra Pd, soprattutto dopo il clima più disteso arrivato a seguito della disponibilità di Renzi al dialogo (anche se dopo il referendum). Alcune fonti della sinistra Pd sottolineano che Roberto Speranza dovrebbe ripetere sostanzialmente le conclusioni fatte giovedì al seminario sulla rappresentanza organizzata da Sinistra riformista: in Europa c’è bisogno di costruire con più efficacia l’architettura dell’integrazione europea e i governi più importanti dovrebbero cedere un pezzo di sovranità. Per la sinistra dem, infatti, anche questa è una soluzione per combattere i nazionalismi ed evitare il dilagare dei populismi.

Un passaggio forte sulla legge elettorale dipenderà molto dall’andamento degli interventi. Se il segretario nella sua relazione parlerà dell’Italicum, il pressing della minoranza sull’argomento ci sarà, incisivo e incalzante.

Se il premier ne dovesse parlare, comunque, lo farebbe in una chiave di apertura e di disponibilità alla discussione, senza chiudersi a riccio. Magari in un rapido passaggio parlando di Europa potrebbe fare anche un accenno al referendum: per assumere un ruolo di guida in Ue, facendola uscire dallo status quo – potrebbe essere il ragionamento di Renzi – bisogna al tempo stesso avere la credibilità e l’affidabilità necessaria. Ecco perché all’Italia servono le riforme. Ed ecco perché sarà importante l’appuntamento del referendum costituzionale.

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