Manovra di bilancio, atteso oggi il giudizio Ue. Il veto dell’Italia per “svegliare l’Europa”

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Renzi non intende arretrare di un centimetro sul campo di battaglia che lo vede contrapposto all’Unione europea

La commissione Ue si prepara a dare un ok condizionato alla manovra di bilancio dell’Italia. La decisione, attesa per oggi, servirà probabilmente a superare la crisi aperta da Roma che ha annunciato, attraverso il sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, il voto contrario al bilancio dell’Unione europea per il 2014-2020.

“Con il suo stop l’Italia mantiene aperto” il negoziato e “dà la possibilità al Parlamento di migliorare l’intero pacchetto. E poi dei rischi dobbiamo cominciare a prenderceli se vogliamo che l’Europa si dia una svegliata”, spiega Sandro Gozi, in un’intervista al Corriere della Sera in cui parla del blocco, annunciato dall’Italia, alla revisione del bilancio dell’Ue e il conseguente rischio che vadano così perduti una parte dei fondi europei.

“Senza un accordo sul nuovo bilancio – sottolinea – tutta l’Ue dovrebbe optare per un sistema più restrittivo di gestione dei fondi. Ma anche questo è un rischio da correre. Non possiamo accettare compromessi al ribasso, altrimenti l’Ue si condanna da sola al fallimento. Serve più coraggio”.

L’Europa secondo Gozi ha disatteso le promesse su “crescita, sicurezza, immigrazione, lavoro, giovani. Nella proposta iniziale della commissione c’erano 6,5 miliardi aggiuntivi, adesso le risorse fresche sono molte meno e tanto si basa sui riaggiustamenti interni”. Nessun rischio di rottura comunque perché “stiamo facendo qualcosa che è nell’interesse dell’Italia ma anche, e soprattutto, dell’Europa”

Ieri la conferma della mossa era arrivata direttamente anche dal premier:  “Abbiamo messo il primo veto nella discussione sul bilancio a Bruxelles. Lo ha fatto il sottosegretario Gozi a mio nome”,  aveva Matteo Renzi alla cerimonia di inaugurazione della ‘Torre Biologica Ferdinando Latteri’ dell’università di Catania.  “Nell’ambito di questa nuova stabilità di governo l’Italia ha smesso di essere un problema per l’Europa. Riempiamo di soldi i Paesi europei che creano muri. E noi oggi abbiamo posto il veto in Europa”.

La minaccia a Bruxelles è contestuale ad un altro braccio di ferro: quello del giudizio Ue sulla Manovra. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che ieri ha visto il vicepresidente Frans Timmermans, non vede “incrinature” nel rapporto con la Commissione che dovrebbe riconoscere “le nostre buone ragioni”, sulle spese per migranti e terremoto.

Ma non è un mistero, il collegio dei commissari è ancora spaccato: l’ala più rigorosa della Commissione non vorrebbe solo rinviare, ma anche vincolare l’Italia ad una correzione futura, indicando la cifra della deviazione dei conti. Ma la Commissione potrebbe inserire la Manovra tra quelle a “rischio di non rispetto” delle regole, rinviando ad una nuova valutazione, sicuramente dopo il referendum.

Secondo alcune anticipazioni , nella lista in cui la Commissione europea indicherà i paesi a “rischio di non rispetto” delle regole Ue sui conti pubblici nazionali potrebbe comparire l’Italia ed altri sette Paesi (Spagna, Portogallo, Belgio, Finlandia, Slovenia, Cipro e Lituania).

La testata on line Politico.eu, anticipa anche la pubblicazione di un documento che stabilirà le linee di una nuova politica di bilancio europea: lo stesso presidente Jean-Claude Juncker lo aveva preannunciato, nella lettera di intenti che accompagnava il suo discorso sullo stato dell’Unione, lo scorso 14 settembre, quando aveva scritto che “nella prossima raccomandazione sulla politica economica dell’area euro, promuoveremo una politica di bilancio positiva (‘a positive fiscal stance’) per la zona euro, a sostegno della politica monetaria della Banca Centrale Europea”.

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