Eurogruppo sospeso, i falchi rinviano l’accordo

Grexit
L'incontro tra  incontro tra Tsipras, Merkel, Hollande e Tusk a Bruxelles tratto dal PROFILO TWITTER DI Preben Aamann +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

Dopo oltre 10 ore di trattative, l’Eurogruppo viene sospeso e riconvocato per questa mattina alle 11. Berlino assume una linea intransigente, molto dura e si oppone praticamente su tutto

Per il momento nessun accordo. Dopo oltre 10 ore di trattative, l’Eurogruppo viene sospeso e riconvocato per questa mattina alle 11. Berlino si oppone praticamente su tutto e alza un muro: assume una linea dura, intransigente e ipotizza un Grexit temporaneo (5 anni fuori dalla moneta unica per ristrutturare il debito) che di fatto sancisce il divorzio con la Francia e con le altre ‘colombe’ dell’eurozona.

Così, da una parte si schierano i cosiddetti ‘falchi’: Germania, Finlandia, Olanda, e Slovacchia, chiusi al negoziato; mentre dall’altra si allineano i Paesi più ‘vicini’ alla Grecia come Francia, Italia, Malta e Cipro, propensi a sbloccare i nuovi aiuti.

“Si continuerà a lavorare” ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Ma a questo punto risulta chiaro che la soluzione non si trova più dietro l’angolo.

L’obiettivo di queste ore sembrerebbe quello di voler consegnare ad Atene un elenco di riforme: una serie di misure da far approvare al Parlamento ellenico già la prossima settimana, mettendo in qualche modo alla prova le intenzioni del governo Tsipras. Soltanto dopo l’approvazione, fra 7 sette giorni, un nuovo Eurogruppo darebbe il via libera definitivo agli aiuti.

In queste ore di trattative, Berlino ha assunto una linea intransigente, molto dura, confermando le anticipazioni arrivate nel primo pomeriggio di ieri dal ministro delle finanze Tedesco, prima dell’inizio dei lavori: “Sarà un negoziato straordinariamente difficile, non vedo come potremo arrivare facilmente a un risultato” aveva affermato, parlando di riforme “inadeguate” e gelando di fatto l’atmosfera.

Nel pomeriggio, a Eurogruppo ancora in corso sono arrivate indiscrezioni – non smentite da Berlino – su una proposta tedesca di un Grexit temporaneo.

Ma a rinforzare la linea dura dei falchi, in tarda serata, ci ha pensato la Finlandia con una notizia che gela la riunione ancora in corso: a Helsinki, una commissione parlamentare boccia qualsiasi ipotesi di salvataggio della Grecia. Tuttavia, il ‘no’ della Finlandia potrebbe essere aggirato, facendo scattare una procedura di emergenza che prevede una maggioranza dell’85% per far passare il nuovo piano di salvataggio del Fondo salva stati.

A questo punto, però, è molto probabile che l’Eurogruppo di stamattina ceda la parola definitiva al vertice dei capi di Stato e di Governo previsto nel pomeriggio (alle 16). La scelta diventerebbe così politica: c’è bisogno una linea meno dura da parte di Berlino, un sì di Angela Merkel. Un’ipotesi quest’ultima, che la farebbe scontrare con i falchi più intransigenti di Berlino, la parte più conservatrice della Germania.

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La proposta di Atene

Tsipras mette sul piatto un pacchetto di riforme complessive per un controvalore di 12 miliardi di euro in due anni chiedendo in cambio 53,5 miliardi, una cifra che le permetterebbe di onorare i prestiti in scadenza fino alla fine del 2018. Tra le misure proposte c’è un aumento dell’Iva (e altre tasse), l’eliminazione di privilegi, la riforma delle pensioni, lotta all’evasione fiscale e liberalizzazioni. È prevista inoltre una riduzione delle spese militari ed esenzioni fiscali per gli armatori.

Nell'infografica realizzata da Centimetri i dettagli del piano di riforme presentato dal governo greco ai creditori. ANSA/CENTIMETRI

  • Per quanto riguarda l’Iva la proposta è quella di unificare l’aliquota al 23%, con la sola esclusione di alcuni beni primari, farmaci e hotel che avranno aliquote privilegiate del 13% o del 6%. Sarà soprattutto abolita ogni forma di agevolazione per le isole, fino ad ora privilegiate. La manovra vale un punto di Pil.
  • Le imposte sulle imprese saliranno dal 26 al 28%.
  • Ridotte anche le spese militari di 100 milioni nel 2015 e 200 milioni nel 2016.
  • La riforma delle pensioni: il governo riconosce che il sistema attuale è “insostenibile” si impegna a cambiamenti drastici da cui si conta di risparmiare un quarto o mezzo punto percentuale del Pil nel 2015 e l’1% del Pil su base annua nel 2016. Propone disincentivi alle pensioni da giovani per arrivare gradualmente al termine dei 67 anni o 62 anni con 40 anni di contributi entro il 2022 (eccezioni previste per le professioni usuranti e per le madri con bambini disabili), a partire da subito.
  • In materia fiscale, si prevede un incremento dall’11% al 15% dell’imposta sul reddito per coloro che guadagnano meno di 12.000 euro l’anno, e dal 33% al 35% per i redditi superiori.

Inoltre, gradualmente si punta ad eliminare i sussidi per il gasolio in agricoltura, e portare dal 10% al 13% la tassa sul lusso.

L’obiettivo di Atene è un avanzo primario dell’1% quest’anno (per arrivare a +3,5% del Pil nel 2018) 

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