Ultimatum alla Grecia: riforme in tre giorni

Europa
Greek Finance minister Euclid Tsakalotos leaves at the end of a special Eurogroup Finance ministers meeting on the Greek crisis at the European Council headquarters in Brussels, Belgium, early 12 July 2015. The Eurogroup of eurozone finance ministers has adjourned its crisis talks on Greece's request for a third bailout until 11am (0900 GMT) on 12 Juklu, says the panel's chief, Jeroen Dijsselbloem. 'The issue of trust was discussed,' as were 'financial' issues, Dijsselbloem says after 11 hours of negotiations. He says the talks are 'very difficult,' while adding that work is 'still in progress.' ANSA/OLIVIER HOSLET

Ci si aspettava tutto un altro clima. Un rapido accordo sulla base dei progressi fatti da Tsipras dopo il referendum. Invece non sono bastate 48 ore di negoziati per arrivare a una conclusione definitiva

Toni tesi e atteggiamenti intransigenti, da una parte e dall’altra. Dopo 14 ore di riunione, l’Eurogruppo elabora un documento molto duro nei confronti di Atene che viene poi limato dopo diverse ore di trattative, da un Eurosummit non privo di tensioni.

Riforme in 72 ore, ritorno della Troika, creazione di un fondo di 50 miliardi di asset greci, a garanzia del debito. E ancora, la reintroduzione dei licenziamenti collettivi, l’abolizione della contrattazione collettiva, condizioni più dure sulle privatizzazioni.

“Il decalogo delle crudeltà”, come lo ha definito il settimanale tedesco Der Spiegel, non finisce qui. Entro mercoledì vanno approvate riforma delle pensioni, l’adozione del Codice di Procedura civile e la direttiva che mette fine ai salvataggi statali delle banche.

Un piano forse irrealizzabile e che la stessa Atene definisce “umiliante e disastroso”. Un documento che contiene tutto quello che è stato chiesto alla Grecia negli ultimi cinque anni.

Le trattative per ammorbidire la bozza sono proseguite tutta la notte e hanno diviso in due l’Europa.

Da una parte gli oltranzisti guidati da Berlino, i cosiddetti falchi, ovvero tutti e tre i Paesi Baltici, Olanda, Slovacchia, Malta, Austria, Portogallo e Finlandia; dall’altra, il fronte dei Paesi che hanno cercato un accordo a tutti i costi, propensi a sbloccare i nuovi aiuti, ossia Italia, Francia, Malta e Cipro.

Nelle trattative notturne si è arrivati a un accordo per un ‘prestito ponte’ (7 miliardi ) che consentirebbe alla Grecia di onorare i suoi debiti nelle prossime settimane ed evitare così il default; dalla bozza è sparito il grexit di cinque anni ipotizzato da Berlino.

È stato affrontato anche il nodo del fondo tagliadebito: dare in garanzia asset pubblici, peraltro in un fondo con sede diversa dalla Grecia, ha incontrato l’opposizione dell’Italia. Matteo Renzi ha fatto pressione per spostare quantomeno il fondo dal Lussemburgo alla Grecia.

Si è affrontato anche il nodo delle banche greche. Gli Istituti di credito sono ormai allo stremo (a corto di liquidità) a causa del prelievo di massa e serviranno almeno 20 miliardi di euro per la loro ricapitalizzazione. È qui che si è fatto sentire Mario Draghi: per mantenere aperti i rubinetti, la Bce ha bisogno quanto prima di un accordo definitivo.

Riforme

Il via libera al terzo salvataggio da 80-86 miliardi viene annodato a una lista di riforme che Atene dovrà portare in Parlamento entro mercoledì. Soltanto dopo l’approvazione, un nuovo Eurogruppo si potrà riunire per dare l’ok definitivo agli aiuti. Sarà questo il primo ostacolo di Tsipras: l’attuale colazione di governo, infatti, difficilmente voterà compatta le nuove richieste dell’Ue. C’è da aspettarsi un rimpasto, visto che alcuni importanti esponenti del governo avevano già votato contro il piano precedente. La parte estrema di Syriza potrebbe opporsi e gli alleati di Anel (la destra di Kammenos) hanno già fatto sapere di essere contrari alle nuove condizioni.

Il ritorno della Troika

Sarà complicato per Tsipras accettare il ritorno della Troika in casa, i tecnici delle istituzioni che dovrebbero monitorare e autorizzare le azioni di governo. L’abolizione della Troika, infatti, è stato uno dei cavalli di battagli con cui è riuscito a vincere le sue elezioni.

 

——–

04,40 – Ripreso vertice su proposta compromesso

La riunione dei capi di Stato e di governo dell’Eurozona è ripresa in sessione plenaria: come informa il portavoce del Consiglio europeo, sul tavolo dei leader c’è ora una proposta di compromesso che potrebbe essere approvata nel giro di poco tempo. La conferenza stampa finale dei presidenti Donald Tusk e Jean-Claude Juncker si potrebbe tenere attorno alle 5. Secondo quanto si apprende, dal documento finale e’ scomparso il paragrafo sulla Grexit, mentre il fondo di garanzia dovrebbe essere localizzato in Grecia e il prestito ponte utilizzando i fondi dell’Efsm.

03,40 – Nuova riunione a quattro Tsipras/Tusk/Hollande/Merkel

Nuova riunione in formato ristretto fra il premier greco Alexis Tsipras, il presidente francese Francois Hollande, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. È il terzo incontro fra i quattro leader. Successivamente, i lavori del vertice dovrebbero riprendere.

02,45 – Bilaterale Hollande/Renzi alla delegazione italiana

Riunione notturna fra il presidente francese Francois Hollande e il presidente del Consiglio Matteo Renzi. L’incontro bilaterale,a margine dei lavori del vertice Euro sulla Grecia, si è svolto negli uffici della delegazione italiana al Consiglio europeo, alla presenza del ministro delle Finanze francese Michel Sapin e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi.

02,00 – Italia tra i Paesi contrari al fondo fiduciario

“L’Italia è tra i Paesi contrari all’idea di istituire un fondo” da 50 miliardi per le privatizzazioni greche, si apprende da fonti Ue. Il premier italiano ha fatto pressione per ritirare la clausola che metteva in Lussemburgo il fondo, mentre ora sul tavolo ci sarebbe l’ipotesi che sia basato in Grecia. Matteo Renzi, nel corso del suo intervento in plenaria, avrebbe inoltre sottolineato come l’intera cifra sarebbe equivalente pressochè al 25% del Pil greco.

La Francia invece sta iniziando ad accettare l’idea in cambio della cancellazione della frase su grexit temporaneo dal documento dell’Eurogruppo.

01,40 – Eurosummit, verso intesa su fondo fiduciario

Si avvicina una intesa sul fondo fiduciario da 50 miliardi chiesto dalla Germania alla Grecia come garanzia. Per venire incontro alle richieste di Tsipras, spalleggiato da Francia e Italia, e toglierlo dalla lista dei punti controversi, il fondo sarà “fino a 50 miliardi” e potrà essere costituito non subito ma nell’arco di tre anni.

01,20 – Italia tra i Paesi contrari al fondo

“L’Italia è tra i Paesi contrari all’idea di istituire un fondo” da 50 miliardi per le privatizzazioni greche, si apprende da fonti Ue. La Francia invece sta iniziando ad accettare l’idea in cambio della cancellazione della frase su grexit temporaneo dal documento dell’Eurogruppo.

01,10 – Primi 7 miliardi da singoli Paesi, anche da Italia

Dovranno arrivare da prestiti bilaterali da parte di diversi Paesi, tra i quali l’Italia, i primi 7 miliardi necessari alla Grecia entro il 20 luglio. E’ quanto si apprende da fonti diplomatiche le quali spiegano che, in un secondo tempo, questi Paesi otterrano un rimborso dall’Esm.

01,00 – L’Eurosummit lavora a un prestito ponte

Prestiti bilaterali e ricorso alle dotazioni dell’Efsf (il primo fondo salva-Stati): sarebbero i principali strumenti che potrebbero essere utilizzati per un ‘prestito ponte’ che consentirebbe alla Grecia di onorare i suoi debiti nelle prossime settimane ed evitare così il default. L’ipotesi è tra i punti in discussione all’Eurosummit.

00,50 – Riferimento a ‘Grexit temporanea’ scomparso

Il riferimento alla sospensione temporanea della Grecia dalla zona euro, secondo fonti Ue, sarebbe stata stralciata dalla bozza delle conclusioni.

00.30 – Nuovo incontro Merkel, Hollande, Tusk e Tsipras

Durante la pausa dei lavori dell’Eurosummit si è svolto un nuovo incontro ristretto tra la cancelliera Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande, il premier greco Alexis Tsipras e il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk.

00,00 – Der Spiegel: proposte Eurogruppo sono un decalogo di atrocità

Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel la bozza del documento presentato dall’Eurogruppo sarebbe “un’umiliazione deliberata della Grecia”, un vero e proprio “decalogo di atrocità”

spiegel

23,00 – Stallo all’Eurosummit sulla Grecia

I leader hanno interrotto la riunione per la seconda volta, per consentire i bilaterali. In discussione c’e’ ancora il documento dell’Eurogruppo e i quattro nodi su cui verte la trattativa sono soprattutto il fondo da 50 miliardi, il debito, il problema della liquidità delle banche e la partecipazione del Fmi al salvataggio.

break

Tweet di Preben Aaman, portavoce del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk

 

22,00 – Atene: condizioni Eurogruppo umilianti e disastrose

La Grecia considera le condizioni poste dall’Eurogruppo “umilianti e disastrose”. Lo riferiscono fonti del governo di Atene citate dal Guardian. Secondo le stesse fonti, Angela Merkel sarebbe “la più intransigente” nei negoziati in corso a Bruxelles, mentre Atene registra il “forte sostegno” di Mario Draghi.

Secondo la versione europea di Politico, un esponente della delegazione ellenica avrebbe affermato che l’idea di conferire beni da alienare per 50 miliardi di euro a un fondo di riscatto del debito greco è “su un altro pianeta”, specialmente per il suo ammontare. Per quanto riguarda Atene – avrebbe aggiunto l’esponente greco – è “un no al 100 per cento”.

21,40 – Bild, Fmi ipotizza governo tecnico per negoziati

Il Fondo monetario internazionale ha messo in campo la possibilità che per svolgere i negoziati sugli aiuti in Grecia si instauri un governo tecnico ad Atene. Lo scrive la Bild di domani, secondo un’anticipazione. Il tabloid cita fonti vicine alle trattative.

21,10 – Guardian, per Tsipras ‘waterboarding mentale’

Il premier Alexis Tsipras è stato sottoposto a un ‘waterboarding (la forma di tortura che porta la vittima a pensare di essere a un passo dall’annegamento) mentale’ durante il suo incontro riservato con Angela Merkel, Francois Hollande e Donald Tusk. Lo riferisce il giornalista del Guardian Ian Traynor, per il quale al leader greco è stato detto che la Grecia deve diventare un ‘protettorato’ dell’eurozona approvando rapidamente una serie di riforme. O, in alternativa, uscire dall’euro e assistere al collasso delle sue banche. Una tattica che è stata definita da un funzionario “massiccio waterboarding mentale”.

20,30 –  Ripreso l’Eurosummit a Bruxelles dopo la pausa

È ripreso l’Eurosummit a Bruxelles. Lo annuncia il primo ministro estone Taavi Roivas su Twitter, scrivendo che la riunione “esaminerà i dettagli delle azioni prioritarie necessarie per continuare a sostenere la Grecia”.

roivas

20,25 – incontro 2 ore Tsipras-Merkel-Hollande-Tusk in pausa Eurosummit

Nella pausa di due ore dall’Eurosummit di Bruxelles si è tenuto un incontro a quattro fra il premier greco Alexis Tsipras, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Fraçois Hollande e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Lo riferiscono fonti diplomatiche.

20,00 – Lew, incoraggiato da voci progresso nei colloqui

Il segretario al Tesoro americano, Jack Lew, si dice “incoraggiato” dalle indiscrezioni su possibili progressi nelle trattative fra la Grecia e i creditori. Spingendo tutte le parti a mostrare flessibilita’, Lew afferma che “ricostruire la fiducia richiede dimostrare che il programma sara’ attuato e che ci saranno misure per rendere il debito sostenibile”. Lew ha avuto oggi un colloquio telefonico con il primo ministro greco, Alexis Tsipras.

17,40 – Schulz: serve un compomesso oggi, no a “calende greche”

“Guardate alla situazione in Grecia, penso che oggi serva un compromesso”. Lo ha affermato il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz durante una conferenza stampa. “Meglio oggi un compromesso che rinviare alle calende greche”.

16,35 – Stubb: chieste riforme ad Atene entro 15 luglio

La Grecia deve approvare le principali riforme proposte dal governo entro mercoledì prossimo, 15 luglio. Lo ha detto il ministro finlandese delle Finanze, Alexander Stubb, al termine dell’Eurogruppo.

16,45 – Renzi: molto vicini all’accordo

“Facciamo di tutto perché si raggiunga un accordo. Rispetto al punto di partenza ormai sembriamo molto vicini. Non voglio dire che siamo ai dettagli, perché non sono solo dettagli, ma certo le distanze si sono avvicinate di gran lunga”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi, arrivando all’Eurosummit a Bruxelles.

16,30 – Abbiamo completato la nostra discussione. Abbiamo coperto una grande distanza ma restano un paio di grandi questioni in ballo. Informerò i leader: ora sta a loro”. Questa la breve sintesi della riunione dei ministri delle Finanze di Eurolandia sulla Grecia, da parte del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

12.30 – L’Eurogruppo è tornato a riunirsi stamattina e proseguirà a oltranza i propri lavori finché non si raggiungerà un accordo sulla Grecia. Una decisione che porta alla cancellazione del vertice dei capi di stato e di governo dell’Ue, previsto per questa sera. I termini di un accordo sembrano ancora lontani, ma rimane la volontà di lavorare a un’intesa con Atene, nonostanze le resistenze tedesche e, soprattutto finlandesi.

Intanto, Matteo Renzi in un’intervista concessa ad Al Jazeera ha spiegato di non poter “immaginare un’Europa senza Grecia, perché sarebbe un’Europa senza valori. Penso che il governo greco stia andando nella giusta direzione – ha aggiunto – ha preso posizione molto più costruttive”

________

Dopo oltre 10 ore di trattative, l’Eurogruppo ieri sera è stato sospeso e riconvocato per questa mattina alle 11. Berlino si oppone praticamente su tutto e alza un muro: assume una linea dura, intransigente e ipotizza un Grexit temporaneo (5 anni fuori dalla moneta unica per ristrutturare il debito) che di fatto sancisce il divorzio con la Francia e con le altre ‘colombe’ dell’eurozona.

Così, da una parte si schierano i cosiddetti ‘falchi’: Germania, Finlandia, Olanda, e Slovacchia, chiusi al negoziato; mentre dall’altra si allineano i Paesi più ‘vicini’ alla Grecia come Francia, Italia, Malta e Cipro, propensi a sbloccare i nuovi aiuti.

“Si continuerà a lavorare” ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Ma a questo punto risulta chiaro che la soluzione non si trova più dietro l’angolo.

L’obiettivo di queste ore sembrerebbe quello di voler consegnare ad Atene un elenco di riforme: una serie di misure da far approvare al Parlamento ellenico già la prossima settimana, mettendo in qualche modo alla prova le intenzioni del governo Tsipras. Soltanto dopo l’approvazione, fra 7 sette giorni, un nuovo Eurogruppo darebbe il via libera definitivo agli aiuti.

In queste ore di trattative, Berlino ha assunto una linea intransigente, molto dura, confermando le anticipazioni arrivate nel primo pomeriggio di ieri dal ministro delle finanze Tedesco, prima dell’inizio dei lavori: “Sarà un negoziato straordinariamente difficile, non vedo come potremo arrivare facilmente a un risultato” aveva affermato, parlando di riforme “inadeguate” e gelando di fatto l’atmosfera.

Nel pomeriggio, a Eurogruppo ancora in corso sono arrivate indiscrezioni – non smentite da Berlino – su una proposta tedesca di un Grexit temporaneo.

Ma a rinforzare la linea dura dei falchi, in tarda serata, ci ha pensato la Finlandia con una notizia che gela la riunione ancora in corso: a Helsinki, una commissione parlamentare boccia qualsiasi ipotesi di salvataggio della Grecia. Tuttavia, il ‘no’ della Finlandia potrebbe essere aggirato, facendo scattare una procedura di emergenza che prevede una maggioranza dell’85% per far passare il nuovo piano di salvataggio del Fondo salva stati.

A questo punto, però, è molto probabile che l’Eurogruppo di stamattina ceda la parola definitiva al vertice dei capi di Stato e di Governo previsto nel pomeriggio (alle 16). La scelta diventerebbe così politica: c’è bisogno una linea meno dura da parte di Berlino, un sì di Angela Merkel. Un’ipotesi quest’ultima, che la farebbe scontrare con i falchi più intransigenti di Berlino, la parte più conservatrice della Germania.

—–

La proposta di Atene

Tsipras mette sul piatto un pacchetto di riforme complessive per un controvalore di 12 miliardi di euro in due anni chiedendo in cambio 53,5 miliardi, una cifra che le permetterebbe di onorare i prestiti in scadenza fino alla fine del 2018. Tra le misure proposte c’è un aumento dell’Iva (e altre tasse), l’eliminazione di privilegi, la riforma delle pensioni, lotta all’evasione fiscale e liberalizzazioni. È prevista inoltre una riduzione delle spese militari ed esenzioni fiscali per gli armatori.

Nell'infografica realizzata da Centimetri i dettagli del piano di riforme presentato dal governo greco ai creditori. ANSA/CENTIMETRI

  • Per quanto riguarda l’Iva la proposta è quella di unificare l’aliquota al 23%, con la sola esclusione di alcuni beni primari, farmaci e hotel che avranno aliquote privilegiate del 13% o del 6%. Sarà soprattutto abolita ogni forma di agevolazione per le isole, fino ad ora privilegiate. La manovra vale un punto di Pil.
  • Le imposte sulle imprese saliranno dal 26 al 28%.
  • Ridotte anche le spese militari di 100 milioni nel 2015 e 200 milioni nel 2016.
  • La riforma delle pensioni: il governo riconosce che il sistema attuale è “insostenibile” si impegna a cambiamenti drastici da cui si conta di risparmiare un quarto o mezzo punto percentuale del Pil nel 2015 e l’1% del Pil su base annua nel 2016. Propone disincentivi alle pensioni da giovani per arrivare gradualmente al termine dei 67 anni o 62 anni con 40 anni di contributi entro il 2022 (eccezioni previste per le professioni usuranti e per le madri con bambini disabili), a partire da subito.
  • In materia fiscale, si prevede un incremento dall’11% al 15% dell’imposta sul reddito per coloro che guadagnano meno di 12.000 euro l’anno, e dal 33% al 35% per i redditi superiori.

Inoltre, gradualmente si punta ad eliminare i sussidi per il gasolio in agricoltura, e portare dal 10% al 13% la tassa sul lusso.

L’obiettivo di Atene è un avanzo primario dell’1% quest’anno (per arrivare a +3,5% del Pil nel 2018) 

Vedi anche

Altri articoli